La pioggia di Sepang ha riportato al centro un paradosso della Formula 1 moderna: le gomme Full Wet esistono, vengono portate ai Gran Premi, ma ormai è rarissimo vederle realmente utilizzate in gara.
È proprio questo il punto sollevato durante A Ruota Libera. Marco Asfalto ha aperto una parentesi destinata a far discutere, rivolgendosi direttamente a Pirelli: se quando piove davvero le monoposto non vengono fatte partire, quale funzione hanno ormai le gomme da bagnato estremo?
Il paradosso delle Full Wet
La situazione vista a Sepang è stata emblematica.
La pista era completamente bagnata e il Gran Premio è stato a lungo condizionato dall’acqua. La partenza è stata ritardata e la Direzione Gara ha aspettato che le condizioni diventassero sufficientemente sicure.
Alla fine, però, quando le monoposto sono tornate in pista, la scelta è ricaduta principalmente sulle gomme intermedie, con alcuni piloti che hanno addirittura tentato la carta delle slick mentre l’asfalto iniziava rapidamente ad asciugarsi.
Ed è proprio qui che nasce la domanda: che senso ha avere una gomma Full Wet se, quando le condizioni sono davvero da Full Wet, la Formula 1 non corre?
Marco Asfalto lo ha detto senza troppi giri di parole: nell’era ibrida, secondo la sua analisi, non si parte più quando c’è una quantità d’acqua tale da richiedere realmente quelle gomme.

Una gomma che rischia di diventare inutile
Il problema non riguarda soltanto Pirelli.
Il costruttore italiano può progettare e portare in pista pneumatici capaci di lavorare con grandi quantità d’acqua, ma se quelle condizioni vengono considerate troppo pericolose per disputare la gara, il loro utilizzo diventa praticamente impossibile.
Il risultato è un paradosso: la Formula 1 dispone di una gomma specifica per la pioggia più intensa, ma proprio nelle condizioni per cui è stata progettata la macchina rischia di non poter correre.
Nel corso della trasmissione viene infatti sottolineato che le Full Wet non si vedono più effettivamente in pista, mentre le spiegazioni fornite negli anni hanno chiamato in causa motivazioni regolamentari e tecniche.
Il problema non sono soltanto le gomme
A Sepang è emerso anche un altro elemento.
Le nuove monoposto hanno mostrato difficoltà persino nel procedere lentamente sul bagnato. Marco Asfalto ha raccontato il blocco di diverse vetture durante il giro di formazione, spiegando che i software delle monoposto sembravano non gestire correttamente una situazione nella quale le macchine procedevano a velocità molto bassa.
Michele Brusiadelli ha rincarato la dose, sottolineando come alcune monoposto siano arrivate addirittura a rallentare o fermarsi nel giro di ricognizione a causa dell’interpretazione degli input da parte dei sistemi elettronici.
E questo porta a una domanda ancora più grande: le moderne Formula 1 sono davvero progettate per correre sotto la pioggia?
La Formula 1 che aspetta che la pista si asciughi
Il paradosso si è visto anche fuori dalla pista.
Durante l’attesa a Sepang, con la gara ancora sospesa, la televisione ha dovuto riempire il tempo mostrando i giornalisti sotto la pioggia e cercando di intrattenere il pubblico mentre si aspettava che il tracciato diventasse nuovamente percorribile.
Non è una critica ai giornalisti, come viene precisato nella trasmissione. È semplicemente la fotografia di una situazione ormai ricorrente: la Formula 1 arriva sotto la pioggia, ma prima di poter correre deve aspettare che la pioggia smetta o che l’acqua diminuisca abbastanza.
E allora il tema delle Full Wet diventa inevitabile.
Pirelli deve continuare a svilupparle?
La domanda di Marco Asfalto è provocatoria, ma tecnicamente interessante: se le Full Wet vengono praticamente escluse proprio quando servirebbero, non sarebbe necessario ripensare il modo in cui la Formula 1 gestisce le gare sul bagnato?
Il problema, infatti, non può essere scaricato interamente sugli pneumatici.
Ci sono la visibilità, l’aquaplaning, la quantità d’acqua sollevata dalle monoposto, l’aerodinamica e la gestione della gara. Ma il risultato finale è che una delle condizioni che storicamente hanno prodotto alcune delle imprese più spettacolari della Formula 1 è diventata sempre più difficile da gestire.
La domanda rimane quindi aperta: se la Formula 1 non vuole più correre con la pioggia forte, che senso ha continuare a portare in pista le gomme Full Wet?
È questo il paradosso emerso a Sepang e discusso durante A Ruota Libera.

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