la Ferrari lascia il Gran Premio d’Austria con molti interrogativi e una certezza: oggi è Lewis Hamilton a riuscire a estrarre il massimo da una SF-26 ancora lontana dalle migliori, mentre Charles Leclerc continua ad attraversare una fase estremamente complicata.
Se il britannico ha chiuso limitando il distacco dai migliori, il monegasco, nonostante una posizione di partenza favorevole, non è mai riuscito a inserirsi nella lotta per il podio, confermando un trend che ormai dura da diverse gare.
Hamilton limita i danni
In Austria Hamilton non aveva certamente una monoposto in grado di vincere.
Eppure il sette volte campione del mondo è riuscito ancora una volta a portare a casa il massimo risultato possibile, sfruttando la propria esperienza e adattandosi alle caratteristiche della SF-26.
Secondo l’analisi della puntata di A Ruote Ferme, Hamilton continua a dimostrare una maggiore costanza rispetto al compagno di squadra, riuscendo a convivere meglio con i limiti dell’attuale progetto Ferrari.

Leclerc continua a soffrire
Situazione completamente diversa per Charles Leclerc.
Partito dalle prime posizioni, il monegasco non è mai sembrato avere il ritmo necessario per restare agganciato ai migliori.
La Ferrari ha mostrato un evidente deficit prestazionale soprattutto nell’ultima parte del giro, dove la gestione dell’energia elettrica penalizza fortemente la SF-26.
Un limite che costringe i piloti a forzare maggiormente nelle curve, aumentando anche il degrado degli pneumatici.
Secondo la nostra analisi, il problema principale non sarebbe quindi rappresentato dalle gomme, bensì dalla gestione della power unit e dell’energia disponibile sul giro.
Due stili di guida, due risultati diversi
Hamilton e Leclerc stanno affrontando la stessa monoposto, ma con risultati molto differenti.
L’inglese sembra aver modificato il proprio stile di guida per adattarsi alle caratteristiche della SF-26, mentre Leclerc continua a cercare una vettura più stabile e performante, trovandosi spesso in difficoltà soprattutto nelle fasi decisive della gara.
Non è un caso che proprio su un circuito come il Red Bull Ring, dove accelerazione e gestione dell’energia sono fondamentali, il distacco tra i due sia apparso così evidente.
Il problema è la Ferrari, non i piloti
Attribuire tutte le responsabilità ai piloti sarebbe però riduttivo.
La SF-26 continua a evidenziare limiti importanti nella gestione della power unit, soprattutto quando l’energia elettrica si esaurisce prima del termine del giro.
Un comportamento che in Austria è apparso evidente nei confronti diretti con Mercedes e Red Bull, capaci di mantenere velocità elevate anche nell’ultimo settore del tracciato.
Silverstone sarà il vero banco di prova
La prossima gara di Silverstone potrebbe fornire risposte ancora più chiare.
Le numerose curve ad alta velocità e le poche frenate rendono il circuito britannico uno dei più impegnativi per la gestione dell’energia.
Se Ferrari non riuscirà a migliorare questo aspetto, Hamilton e Leclerc potrebbero ritrovarsi ancora una volta costretti a limitare i danni contro una Mercedes sempre più competitiva.
Guarda l’analisi completa
Nel nuovo episodio di A Ruote Ferme analizziamo nel dettaglio perché Hamilton riesce oggi a ottenere risultati migliori rispetto a Leclerc, quali sono i limiti della SF-26 e perché il problema potrebbe essere molto più profondo di quanto sembri.
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