Ferrari, cosa è successo davvero in Austria? La nostra analisi tecnica: il problema è la gestione delle gomme?

Vito Defonseca
4 Min Read
Ferrari Austria Crisi Gomme

La Ferrari lascia il Red Bull Ring con un risultato ben al di sotto delle aspettative. Dopo il successo ottenuto a Barcellona, il quinto posto di Lewis Hamilton e l’ottavo di Charles Leclerc riaprono inevitabilmente il dibattito: la vittoria in Spagna è stata un episodio isolato oppure in Austria è emerso un problema specifico della SF-26?

In questa nuova puntata di A Ruota Libera, insieme all’ingegnere Marco Coricelli, abbiamo analizzato i dati della gara cercando di capire cosa sia realmente accaduto alla Ferrari.
VIDEO

Ferrari in crisi? I dati raccontano una storia diversa

Più che parlare di una crisi tecnica della monoposto, la gara del Red Bull Ring sembra evidenziare una difficoltà molto precisa: la gestione degli pneumatici, soprattutto nelle fasi più lunghe degli stint.

Il circuito austriaco, caratterizzato da forti accelerazioni, staccate violente e continue ripartenze, mette infatti sotto enorme stress le gomme posteriori. Una caratteristica molto diversa rispetto a Barcellona, dove prevalgono curve veloci e percorrenze ad alta velocità che esaltano soprattutto l’efficienza aerodinamica.

Secondo l’analisi illustrata nel video, proprio questa differenza di layout potrebbe aver penalizzato la SF-26.

Il pit stop aggiuntivo di Hamilton

Uno dei temi più discussi della gara è stato il pit stop supplementare effettuato da Lewis Hamilton durante la Virtual Safety Car.

Una scelta che inizialmente ha sorpreso molti tifosi ma che, osservando il degrado degli pneumatici e il passo gara, appare molto più comprensibile.

Ferrari ha probabilmente tentato una strategia alternativa per limitare le perdite, consapevole che il ritmo con le gomme utilizzate fino a quel momento non fosse sufficiente per difendere la posizione.

Il confronto con Mercedes e Red Bull

L’analisi dei dati mostra come Mercedes e Red Bull abbiano mantenuto un ritmo molto più costante durante gli stint lunghi.

Hamilton riesce ad avvicinare i tempi dei migliori soltanto nella fase iniziale con gomma Soft, mentre sulle coperture Hard il degrado cresce sensibilmente prima rispetto agli avversari.

Una differenza che conferma come il problema principale della Ferrari non fosse tanto il giro secco, quanto la gestione della gara.

Barcellona è stato un fuoco di paglia?

È probabilmente la domanda che tutti i tifosi Ferrari si stanno ponendo.

La risposta, almeno secondo la nostra analisi, è no.

Barcellona e Austria rappresentano due piste profondamente diverse e trarre conclusioni definitive dopo un solo Gran Premio sarebbe prematuro.

La risposta arriverà già a Silverstone, un circuito che permetterà di capire se quanto visto al Red Bull Ring sia stato un caso isolato oppure l’indizio di una difficoltà più ampia nella gestione delle gomme.

Il video completo

Nel video analizziamo nel dettaglio:

  • il comportamento della Ferrari durante il GP d’Austria;
  • il degrado degli pneumatici;
  • il confronto del passo gara con Mercedes e Red Bull;
  • la strategia del pit stop di Hamilton;
  • la polemica sulla qualifica e sulle bandiere gialle;
  • cosa aspettarsi dal prossimo Gran Premio di Silverstone.

👉 Guardate il video completo e fateci sapere nei commenti la vostra opinione: il problema della Ferrari è davvero la gestione delle gomme oppure c’è dell’altro?

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