Tra indiscrezioni e numeri contrastanti, Ferrari non conferma alcun guadagno di potenza. Il vero nodo tecnico potrebbe essere altrove.
Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le indiscrezioni sui presunti guadagni di potenza della power unit Ferrari 2026. C’è chi parla di 15 cavalli, chi di 5 e chi addirittura di incrementi progressivi. Tuttavia, al momento non esistono conferme ufficiali e il tema rischia di trasformarsi in una semplice corsa alle speculazioni.
Ferrari 2026: dai 15 ai 5 cavalli, la lotteria delle indiscrezioni
Da alcuni giorni il paddock e i media specializzati continuano a rincorrersi su presunti miglioramenti della nuova power unit Ferrari destinata al regolamento 2026.
Le cifre diffuse cambiano praticamente ogni settimana. Prima si è parlato di un recupero di circa 15 cavalli, successivamente il numero è sceso a 5, mentre altre ricostruzioni hanno ipotizzato ulteriori incrementi derivanti dagli sviluppi successivi.
Il problema è che nessuna di queste informazioni trova conferma ufficiale.
Ferrari, come qualsiasi altro costruttore impegnato nello sviluppo di una power unit aggiornata tramite l’ADUO non avrebbe alcun interesse a comunicare ai concorrenti i risultati ottenuti al banco prova. Ancora meno avrebbe interesse a diffondere dettagli precisi attraverso indiscrezioni più o meno anonime.
Per questo motivo, ogni cifra che circola oggi deve essere considerata esclusivamente come una stima non verificata.

Il ruolo del carburante: attenzione a come si misurano i cavalli
Quando si parla di presunti cavalli recuperati grazie alla benzina, è necessario fare una distinzione fondamentale che spesso viene ignorata nelle indiscrezioni che circolano nel paddock.
Il regolamento 2026 impone infatti un limite all’energia chimica che può essere introdotta nel motore attraverso il carburante. La FIA ha fissato questo valore a 3000 MJ/h, equivalenti a una potenza teorica in ingresso di circa 1133 cavalli.
Tuttavia questa non è la potenza che arriva alle ruote o che viene effettivamente prodotta dal motore termico. Tra l’energia contenuta nel carburante e la potenza finale intervengono infatti numerosi rendimenti che determinano quanta energia viene realmente trasformata in lavoro utile.
Per questo motivo i tecnici distinguono sempre tra potenza in ingresso e potenza in uscita.
Nella configurazione prevista dal regolamento 2026, la potenza effettiva del motore termico dovrebbe attestarsi intorno ai 550 cavalli, valore ottenuto dopo le inevitabili perdite energetiche presenti lungo tutto il processo di conversione.
È proprio qui che il carburante può fare la differenza. Non tanto aumentando direttamente l’energia disponibile, che resta vincolata dai limiti regolamentari, quanto migliorando il rendimento della combustione.
Un carburante più efficiente può consentire di sfruttare meglio l’energia consentita dal regolamento, aumentando indirettamente la potenza in uscita e l’efficienza complessiva del sistema.
Per questo motivo, quando si leggono indiscrezioni su presunti guadagni di 5, 8 o 15 cavalli, la prima domanda da porsi è sempre la stessa: si sta parlando di energia in ingresso oppure di potenza effettivamente erogata dal motore?

ADUO e aggiornamenti: un elemento ancora poco chiaro
Quando si parla dei presunti cavalli recuperati da Ferrari, c’è un altro aspetto che merita attenzione: l’eventuale collegamento con il meccanismo ADUO previsto dal regolamento 2026.
Secondo quanto emerso negli ultimi mesi, i recuperi di prestazione attribuiti ad alcuni costruttori sarebbero legati proprio alla possibilità di introdurre aggiornamenti consentiti attraverso questo sistema regolamentare.
Il punto è che la FIA non ha ancora ufficializzato in modo definitivo tutti i dettagli operativi dell’ADUO. Restano infatti da chiarire diversi aspetti fondamentali, a partire dai criteri che determineranno quali costruttori potranno accedere al meccanismo e con quali percentuali di intervento o margini di sviluppo.
Per questo motivo, qualsiasi stima sui presunti guadagni di potenza deve essere interpretata con estrema cautela. Se parte di questi recuperi fosse realmente collegata all’ADUO, si tratterebbe di incrementi ottenuti attraverso aggiornamenti consentiti dal regolamento e quindi perfettamente legali.
Fino a quando la Federazione non definirà in maniera ufficiale le modalità di applicazione del sistema, rimane però difficile comprendere quali costruttori potranno beneficiarne, in quale misura e soprattutto quale impatto reale potrà avere sulle prestazioni delle future power unit.
Anche questo contribuisce a rendere particolarmente fragile qualsiasi cifra che oggi viene fatta circolare nel paddock.
Non solo motore termico: attenzione alla parte elettrica
Per molti mesi il dibattito si è concentrato quasi esclusivamente sul motore termico.
Tuttavia, analizzando il regolamento 2026, emerge come le differenze più significative potrebbero svilupparsi in altre aree.
Tra queste spiccano il pacco batterie, la gestione energetica e il motore elettrico, componenti che avranno un peso molto superiore rispetto alle attuali power unit.
La capacità di recuperare, immagazzinare e distribuire energia potrebbe infatti generare differenze prestazionali più rilevanti rispetto a quelle ottenibili dal solo motore endotermico.
È una tesi che NewsF1 sostiene da mesi e che trova sempre più riscontri nelle analisi tecniche dedicate al nuovo ciclo regolamentare.
Anche per questo motivo appare prematuro concentrare tutta l’attenzione su pochi cavalli attribuiti alla benzina, quando l’efficienza complessiva del sistema ibrido potrebbe incidere in misura ben maggiore sulle prestazioni finali.
Ferrari e il silenzio sui numeri reali
Un altro elemento che invita alla prudenza riguarda la totale assenza di dati ufficiali.
Ferrari non ha mai confermato alcun valore relativo ai presunti recuperi di potenza della propria power unit 2026. Del resto sarebbe controproducente rivelare ai concorrenti informazioni così sensibili in una fase ancora cruciale dello sviluppo.
È quindi difficile immaginare che dati precisi possano emergere attraverso indiscrezioni non verificabili.
Fino ai primi test ufficiali e alle prime comparazioni in pista, ogni valutazione resterà inevitabilmente nel campo delle ipotesi.
Analisi finale
Al momento esistono molte indiscrezioni ma pochissimi dati concreti sulla power unit Ferrari 2026. I numeri diffusi nelle ultime settimane oscillano continuamente e non trovano alcuna conferma ufficiale.
Prima di discutere se Ferrari abbia recuperato 5, o 15 cavalli, sarebbe necessario chiarire a quale parametro ci si riferisce: energia disponibile, rendimento della combustione o potenza effettiva in uscita. Senza questa distinzione tecnica, ogni numero rischia di avere un valore puramente speculativo.
Va inoltre ricordato che parte dei presunti recuperi prestazionali attribuiti ad alcuni costruttori potrebbe essere collegata agli aggiornamenti consentiti tramite ADUO, un meccanismo che la FIA non ha ancora definito in tutti i suoi dettagli operativi. Anche per questo motivo, parlare oggi di numeri precisi appare quantomeno prematuro.
Più che inseguire indiscrezioni difficili da verificare, appare più utile concentrarsi sugli aspetti realmente strategici del nuovo regolamento: carburante, batterie, gestione energetica e integrazione complessiva del sistema propulsivo.
Fino a quando le vetture non scenderanno in pista, ogni cifra resta poco più di una scommessa. Per chi ama i numeri, forse sono più utili per una giocata al lotto che per valutare le reali prestazioni della Ferrari 2026.
Analisi NewsF1.it con contributo tecnico dell’ingegnere Marco Coricelli.
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