Ferrari isolata in F1: serve un “CEO Racing” come Horner

Francesco Maria Pedicini
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Ferrari F1 Vasseur

Ferrari, Vasseur da solo non basta: perché a Maranello serve uno “squalo” alla Horner per dominare la politica

In Formula 1 le gare della domenica si vincono grazie all’aerodinamica, ai cavalli del motore e al talento dei piloti. Ma i campionati del mondo si vincono molto prima, dal lunedì al sabato, nei fumosi uffici della FIA, ai tavoli della F1 Commission e davanti ai microfoni della stampa. In questo spietato ecosistema politico, la Ferrari ha un problema gigantesco: è diventata una preda.

Il recente caso della procedura di partenza modificata in corsa dalla Federazione per annullare il vantaggio del turbo Ferrari ne è la prova definitiva. Frederic Vasseur è stato lasciato solo a difendere le scelte tecniche di Maranello, circondato dai lupi e abbandonato da una dirigenza superiore – capitanata da John Elkann e Benedetto Vigna – troppo distante dalle dinamiche velenose del paddock.

La soluzione a questo isolamento sportivo non è cacciare Vasseur, ma affiancargli un peso massimo della politica. Alla Ferrari serve disperatamente un “CEO Racing”, una figura con lo spessore, il cinismo e la ferocia di un Christian Horner.

Il modello moderno: separare la pista dalla politica

Se guardiamo alle scuderie di vertice, la figura del Team Principal “tuttofare” alla Jean Todt non esiste quasi più. Per dominare nella F1 moderna, serve una rigida divisione dei compiti.

L’esempio più lampante e di successo è oggi in casa McLaren. Zak Brown ricopre il ruolo di CEO: si occupa di politica, tira le frecciate ai rivali (vedi il caso multiproprietà Red Bull o Alpine), gestisce gli sponsor e fa la voce grossa con la FIA. Questo permette ad Andrea Stella, il Team Principal, di vivere nel suo ecosistema ideale: i box, l’ingegneria, l’assetto e la gestione pura dei piloti.

Anche ai tempi d’oro del dominio Mercedes, Toto Wolff (che è padrone di un terzo del team) aveva al suo fianco il peso politico, il carisma e la “spigolosità” del compianto Niki Lauda a fargli da scudo e ariete. In Ferrari, oggi, Vasseur deve fare l’ingegnere, lo psicologo per Hamilton e Leclerc, il manager, l’uomo marketing e l’avvocato difensore. È un carico insostenibile per un uomo solo.

F1 News horner Formula 1
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L’identikit del “CEO Racing”: perché serve un Horner vestito di rosso

Se Elkann decidesse finalmente di ristrutturare la Gestione Sportiva, l’obiettivo dovrebbe essere chiaro: inserire una figura gerarchicamente superiore o parallela a Vasseur. Un Amministratore Delegato dedicato esclusivamente alla F1, un predatore politico che conosca il paddock meglio delle proprie tasche. L’archetipo perfetto? Un Christian Horner.

Horner è l’emblema del manager corsaiolo spietato. È colui che sa come manipolare la narrazione mediatica, sa come mettere pressione psicologica su direttori di gara e avversari, e sa quando sferrare il colpo di grazia ai tavoli decisionali.

Un “CEO Racing” con queste caratteristiche porterebbe a Maranello vantaggi inestimabili:

  • Scudo per il muretto: Assorbirebbe tutta la pressione mediatica e le polemiche esterne, permettendo a Vasseur e ai piloti di lavorare con la mente sgombra, concentrandosi solo sulla SF-26.
  • Difesa tecnica preventiva: Imporrebbe la propria autorevolezza in sede FIA. Nessuno oserebbe più bandire un’invenzione Ferrari (come lo scarico FTM) sollevando ridicoli allarmi sulla “sicurezza”, perché troverebbe dall’altra parte un muro di gomma pronto a scatenare l’inferno legale e politico.
  • Battaglie alla pari con Toto Wolff: Attualmente, il manager austriaco detta legge. Avere un mastino in rosso cambierebbe l’inerzia del potere, ridando alla Scuderia quel rispetto che si deve a chi detiene il Diritto di Veto.
Ferrari F1 Elkann GP CAnada
Ferrari F1 Elkann GP CAnada

Il campanello d’allarme per Elkann

Avere due piloti eccezionali come Charles Leclerc e Lewis Hamilton e un reparto tecnico che sforna intuizioni geniali (FTM, Flick Tail Mode) è completamente inutile se poi il potere politico inglese e tedesco ti cancella le innovazioni con un colpo di spugna regolamentare.

John Elkann deve guardare in faccia la realtà: delegare in toto a Vasseur è un errore strutturale. Serve scendere in campo e ingaggiare un generale per la guerra politica. Solo affiancando a Vasseur uno “squalo” da scrivania, la Ferrari potrà smettere di subire i regolamenti e tornare, finalmente, a dettarli.

Fonte

Analisi redazionale newsf1.it

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