Il Gran Premio del Canada potrebbe rappresentare uno dei weekend più complicati della stagione per la Ferrari. La SF-26 arriva a Montreal su un circuito dove potenza della Power Unit ed efficienza energetica sono decisive, mentre Mercedes e McLaren sembrano pronte a fare un ulteriore passo avanti.
Ferrari verso un weekend complicato in Canada
Il Circus della Formula 1 si prepara a sbarcare a Montreal per uno degli appuntamenti più spettacolari del calendario 2026. Il tracciato intitolato a Gilles Villeneuve, con i suoi lunghi rettilinei e le violente staccate, rappresenta tradizionalmente una sfida tecnica molto particolare per le monoposto moderne.
Per la Ferrari, però, il Gran Premio del Canada rischia di trasformarsi in un weekend più di gestione che di attacco. Le caratteristiche della pista canadese sembrano infatti esaltare alcuni dei limiti mostrati dalla SF-26 nelle prime gare stagionali.
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Montreal mette sotto pressione la Power Unit Ferrari
La pista canadese viene spesso definita una “power track”, ovvero un circuito dove la prestazione della Power Unit assume un peso enorme sul risultato finale. Accelerazione, velocità massima e gestione dell’energia ibrida saranno aspetti decisivi per tutto il fine settimana.
Secondo diverse indiscrezioni provenienti dal paddock, la Ferrari accuserebbe ancora un gap significativo rispetto alla Mercedes sul fronte del motore termico. Si parla di circa 30 cavalli di differenza in alcune configurazioni, mentre anche Red Bull manterrebbe un vantaggio prestazionale sul piano dell’efficienza complessiva.
Oltre alla potenza pura, la SF-26 starebbe soffrendo anche nella gestione dell’harvesting, elemento ormai cruciale nell’attuale Formula 1. In alcuni tratti del circuito i piloti potrebbero essere costretti a gestire maggiormente l’energia, sacrificando velocità nei lunghi rettilinei di Montreal.

Una Ferrari più forte nel telaio che nel motore
Uno degli aspetti più evidenti della SF-26 riguarda la natura stessa della monoposto. La Ferrari 2026 sembra infatti una vettura molto efficace nelle piste dove conta il carico aerodinamico e la qualità del telaio, mentre fatica maggiormente nei tracciati dove la Power Unit diventa predominante.
A Montreal questo rischio potrebbe emergere con forza. La configurazione della pista canadese premia infatti stabilità in frenata, trazione e velocità di punta, aree nelle quali Mercedes e Red Bull sembrano avere oggi qualcosa in più.
Anche McLaren, dopo gli aggiornamenti introdotti a Miami, appare in crescita costante e potrebbe inserirsi stabilmente nella lotta alle posizioni di vertice.
I precedenti recenti non sorridono alla Ferrari
Se la Ferrari ha costruito pagine storiche a Montreal nell’epoca di Michael Schumacher, le ultime stagioni hanno raccontato una realtà ben diversa. Negli anni recenti la Scuderia ha spesso sofferto sul circuito canadese, soprattutto in condizioni variabili e nei weekend caratterizzati da elevata sensibilità meccanica.
Due stagioni fa arrivò addirittura un doppio ritiro dopo un weekend complicato già dalle qualifiche, mentre lo scorso anno la SF-26 non riuscì mai a mostrare un passo realmente competitivo contro i principali rivali.
La sensazione è che anche quest’anno il team di Maranello possa trovarsi costretto a rincorrere.
Obiettivo podio: servirà una gara perfetta
In uno scenario tecnico così complesso, la Ferrari dovrà probabilmente puntare soprattutto a massimizzare il risultato possibile senza commettere errori. Strategia, gestione gomme e capacità di sfruttare eventuali Safety Car potrebbero diventare elementi decisivi.
L’obiettivo podio appare possibile soltanto attraverso un weekend impeccabile o sfruttando circostanze favorevoli. Sul passo puro, almeno sulla carta, Mercedes e McLaren sembrano partire con qualcosa in più.
Molto dipenderà anche dagli sviluppi futuri attesi dalla Scuderia e dall’impatto delle prossime evoluzioni tecniche, comprese quelle legate all’ADU e alla gestione energetica della Power Unit.
Analisi finale
Il Gran Premio del Canada potrebbe rappresentare un banco di prova molto severo per la Ferrari e per la SF-26. Montreal esalta le qualità delle vetture complete sul piano motoristico ed energetico, aspetti nei quali la Rossa sembra ancora inseguire i migliori.
Per restare competitiva, la Ferrari dovrà sfruttare al massimo il potenziale del telaio e l’esperienza dei propri piloti, cercando di limitare il gap nei tratti dove il motore farà la differenza. In un weekend sprint, dove il tempo per reagire sarà minimo, ogni dettaglio potrebbe avere un peso enorme sul risultato finale.
Fonte A ruote ferme
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