La FIA ha finalmente chiarito il funzionamento dell’ADUO, il sistema che permetterà ai motoristi in difficoltà di aggiornare le power unit 2026. I dettagli confermano che non sarà possibile progettare un motore completamente nuovo, smentendo diverse ricostruzioni circolate nei mesi scorsi sul caso Ferrari.
- FIA, arrivano i chiarimenti ufficiali sull’ADUO
- Perché la teoria del “ritorno al motore 2025” non aveva senso tecnico
- Come funzionerà realmente l’ADUO
- Le fasce di agevolazione economica
- Nessun nuovo motore: solo aggiornamenti consentiti
- Gli aggiornamenti disponibili per i motoristi in difficoltà
- Analisi finale
FIA, arrivano i chiarimenti ufficiali sull’ADUO
La Fédération Internationale de l’Automobile ha pubblicato una serie di chiarimenti ufficiali sul funzionamento dell’ADUO, acronimo di “Additional Development and Upgrade Opportunities”, il nuovo meccanismo pensato per aiutare i costruttori di power unit in difficoltà nella stagione 2026.
Le spiegazioni della Federazione confermano quanto molti osservatori tecnici avevano già evidenziato nei mesi scorsi: il regolamento non consentirà ai motoristi di progettare una nuova power unit completamente da zero una volta omologato il motore 2026. Saranno consentiti soltanto aggiornamenti e sviluppi sulla base della power unit già approvata.
Questo dettaglio assume particolare importanza alla luce delle indiscrezioni circolate su Scuderia Ferrari e sui presunti problemi della power unit 2026.

Perché la teoria del “ritorno al motore 2025” non aveva senso tecnico
Secondo alcune ricostruzioni emerse all’inizio della stagione, Ferrari avrebbe incontrato difficoltà tali da dover “tornare indietro” a una specifica 2025. Una teoria che, dal punto di vista tecnico, presenta però numerose contraddizioni. Ma come avevamo anticipato in questo articolo non aveva nessun senso tecnico.
I regolamenti 2025 e 2026 sono infatti profondamente differenti sotto molteplici aspetti:
- architettura generale della power unit
- gestione ibrida
- peso complessivo
- accessori e sistemi ausiliari
- filosofia di integrazione telaio-motore
- nuova gestione dell’energia elettrica
La power unit 2026 nasce inoltre da un percorso di sviluppo articolato in molteplici specifiche evolutive già realizzate durante le fasi di progettazione. In caso di problemi, un costruttore può teoricamente tornare a una versione precedente del progetto 2026, ma non a un propulsore regolamentato secondo norme differenti.
Di conseguenza, l’idea di un ritorno diretto al motore 2025 non trovava un reale fondamento tecnico.
Come funzionerà realmente l’ADUO
La FIA monitorerà costantemente le prestazioni dei motori attraverso una serie di parametri:
- coppia erogata
- velocità di punta del motore
- potenza dell’MGU-K
- impatto sul tempo sul giro
Se una power unit accuserà un ritardo minimo del 2% rispetto al miglior motore della griglia, il costruttore potrà accedere all’ADUO.
Il sistema non nasce però per “pareggiare” automaticamente le prestazioni. Come spiegato da Nikolas Tombazis, l’obiettivo è offrire maggiore margine di sviluppo ai costruttori in difficoltà senza alterare artificialmente la competitività.
Le fasce di agevolazione economica
Il regolamento prevede differenti livelli di supporto economico in base al distacco prestazionale:
- ritardo tra 2% e 4% → fino a 3 milioni di dollari
- ritardo tra 4% e 6% → fino a 4,65 milioni
- ritardo tra 6% e 8% → fino a 6,35 milioni
- ritardo tra 8% e 10% → fino a 8 milioni
- oltre il 10% → fino a 11 milioni più ulteriori agevolazioni extra nel 2026
L’ADUO si configura quindi come una sorta di alleggerimento del cost cap motoristico, permettendo più ore al banco prova e maggior libertà di sviluppo.
Nessun nuovo motore: solo aggiornamenti consentiti
Il punto chiave chiarito dalla FIA riguarda proprio la natura degli interventi consentiti.
Non sarà possibile creare una nuova power unit completa, ma esclusivamente aggiornare quella già omologata.
Le modifiche potranno riguardare:
- componenti del motore termico
- turbocompressore
- sistema di scarico
- valvole wastegate
- sensori
- MGU-K
- sistemi ERS
- raffreddamento
- elettronica di controllo
- componenti idraulici e fluidi
Questo conferma che il regolamento 2026 rimarrà fortemente blindato una volta completata l’omologazione iniziale.
Gli aggiornamenti disponibili per i motoristi in difficoltà
La FIA ha definito anche il numero massimo di aggiornamenti concessi:
Ritardo tra 2% e 4%
- un aggiornamento nella stagione corrente
- un aggiornamento nella stagione successiva
Ritardo superiore al 4%
- due aggiornamenti nella stagione corrente
- due aggiornamenti nella stagione successiva
Gli aggiornamenti non saranno accumulabili: chi non li utilizzerà nei tempi stabiliti dalla FIA li perderà definitivamente.
Analisi finale
I chiarimenti FIA sull’ADUO smontano definitivamente l’idea di una Ferrari pronta a rifare completamente il motore 2026. Il regolamento permette soltanto evoluzioni della power unit già omologata, confermando una filosofia tecnica molto più rigida rispetto al passato.
La vera sfida del nuovo ciclo regolamentare sarà quindi arrivare preparati fin dall’inizio. In Formula 1 non esisterà più la possibilità di stravolgere il progetto in corsa: chi sbaglierà il concetto base rischierà di trascinarsi i problemi per anni.
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