La FIA interviene in corsa sul regolamento della F1 2026, modificando gestione dell’energia, qualifiche e dinamiche di gara. Una correzione necessaria che evidenzia criticità profonde del nuovo ciclo tecnico. Ma basterà per salvare lo spettacolo?
Un cambio di rotta che conferma il problema
Le modifiche introdotte dalla FIA rappresentano, prima di tutto, un’ammissione implicita: il regolamento 2026 presenta criticità significative. In Formula 1, quando un impianto normativo funziona, raramente viene corretto in modo così rapido e mirato.
L’intervento nasce dalla necessità di contrastare un calo di spettacolo evidente, legato soprattutto alla gestione energetica delle monoposto e a dinamiche di gara poco naturali. Il tentativo è chiaro: ridurre le situazioni artificiali e riportare il pilota al centro della performance.
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minuto 28:19 Le nuove regole FIA: modifiche per lo spettacolo in Formula 1

Qualifiche: meno gestione, più prestazione
Uno dei problemi più evidenti emersi riguarda i giri di qualifica, sempre più condizionati dalla gestione dell’energia piuttosto che dalla ricerca della massima prestazione.
Le modifiche principali vanno proprio in questa direzione:
- Riduzione dell’energia recuperabile
- Aumento della potenza di picco disponibile
- Limitazione del fenomeno del “lift and coast” in qualifica
Dal punto di vista tecnico, questo significa comprimere la necessità di ricarica lungo il giro. Con meno energia da gestire e più potenza disponibile, il pilota sarà meno costretto a “costruire” il giro e più libero di spingere.
Tuttavia, il problema non è completamente eliminato. L’efficacia di queste modifiche dipenderà molto dalle caratteristiche del circuito: piste con lunghi rettilinei o forte incidenza energetica potrebbero continuare a mostrare criticità.
Gara: ridurre i delta e migliorare la sicurezza
In gara, la FIA ha lavorato su due aspetti chiave: le differenze di velocità e la sicurezza.
Il controllo del deployment e la limitazione del boost mirano a ridurre i delta di velocità tra vetture in diverse fasi di utilizzo energetico. In precedenza, il passaggio da una fase di piena potenza a una di clipping generava differenze troppo marcate, penalizzando lo spettacolo e aumentando i rischi.
Parallelamente, l’introduzione di una gestione variabile dell’MGU-K per zona cerca di rendere più uniforme la distribuzione della potenza lungo il giro.

Partenze: una correzione necessaria
Uno degli interventi più significativi riguarda le partenze, dove si erano verificati scenari critici con vetture praticamente ferme allo start.
La FIA introduce:
- Assistenza automatica dell’MGU-K in caso di partenza lenta
- Sistemi di segnalazione visiva per chi sopraggiunge
Si tratta di una soluzione che va nella direzione della sicurezza, ma che inevitabilmente riduce il peso dell’ottimizzazione ingegneristica. I team che avevano investito nello sviluppo della partenza potrebbero perdere parte del loro vantaggio competitivo.
Resta però un punto fondamentale: situazioni di questo tipo erano prevedibili già in fase di progettazione regolamentare.
Bagnato e gomme: passo indietro sulle termocoperte
Sul fronte delle condizioni di bagnato, viene introdotto un controllo della trazione più conservativo e un aumento della temperatura delle termocoperte.
Una scelta che, di fatto, rappresenta un passo indietro rispetto alle precedenti decisioni orientate alla sostenibilità. Il compromesso è evidente: migliorare sicurezza e guidabilità a discapito di alcune scelte “green”.
Una direzione giusta, ma non risolutiva
Le modifiche introdotte dalla FIA vanno nella direzione corretta:
- Ridurre la complessità artificiale
- Limitare effetti estremi della gestione energetica
- Migliorare la sicurezza
Tuttavia, è difficile considerarle risolutive. I problemi riscontrati non sono solo regolamentari, ma strutturali: derivano da un’architettura tecnica che ha spinto troppo sull’ibridazione e sulla gestione dell’energia.
Analisi finale
L’intervento della FIA è significativo perché rappresenta una presa di coscienza: la Formula 1 2026, nella sua configurazione attuale, non è in grado di garantire uno spettacolo all’altezza senza correttivi.
Le modifiche miglioreranno alcuni aspetti, soprattutto in qualifica e nelle situazioni più critiche di gara, ma non eliminano le radici del problema.
Per riportare la Formula 1 ai livelli attesi, potrebbe essere necessario un intervento ancora più profondo, non solo sulle regole operative, ma sull’intero concetto tecnico alla base delle vetture.
Fonte
Trasmissione Race Tech 147 – analisi tecnica regolamenti FIA 2026
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