Hammer time. Hamilton time.  Il buon Lewis ha fatto capire più che bene quanto ami Budapest, l’Hungaroring, quanto ami laddove sia possibile annichilire la concorrenza e, primo fra tutti il proprio team partner, Rosberg. La pole di oggi del campione del mondo non lascia spazio a repliche, mezzo secondo e passa rifilati a Nico che gli partirà a fianco del britannico, ma che rischia di rivederlo sul podio, forse. Salvo sorprese l’ipoteca posta da Lewis sul gran premio magiaro non farebbe pensare a variabili impazzite, ma si sa, la gara in quel di Budapest è sempre stata piena di sorprese in passato. Come non ricordare la rocambolesca corsa dello scorso anno; certo la pioggia ebbe una parte importante, ma domani da queste parti Giove Pluvio non dovrebbe fare atto di presenza, solo si aspetta un calo delle temperature di almeno 10 gradi.

Un aspetto inviso in questa stagione dalle parti di Maranello. La Ferrari va bene con pista calda, e oggi è tornata a dimostrarlo con Vettel ottimo terzo in qualifica e vicino a Rosberg.

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Il 4 volte iridato ancora una volta è riuscito a mettersi alle spalle il compagno di squadra Raikkonen, quinto, preceduto anche da una rediviva Redbull con Ricciardo, vincitore qui la scorsa stagione, a pochi millesimi dal tedesco della Ferrari. Certo le caratteristiche del tracciato magiaro che privilegiano l’aspetto telaistico, ben si adeguano alle vetture disegnate da Newey, e non a caso anche il russo Kvyat, posizione 7 in griglia, ha ben figurato. Maluccio le Williams, anche se hanno recuperato qualche posizione rispetto alle libere di ieri, Bottas sesto e Massa ottavo difficilmente potranno ripetere l’exploit di Silverstone.  Le modifiche aerodinamiche e la nuova ala anteriore
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non hanno dato i risultati sperati e per i bianchi di Si. Frank c’è da remare per tornare in alto.

Nella lotta tra i baby di casa Toro Rosso a spuntarla stavolta è Verstappen, nono, su Sainz dodicesimo, non pienamente a suo agio sul circuito ungherese; per la scuderia faentina un passo indietro rispetto alle gare precedenti.

Capitolo McLaren. I tempi di Alonso nelle libere avevano forse illuso qualcuno anche se le dichiarazioni dei piloti facevano sperare qualcosa di meglio della terzultima fila in griglia domani. Janson Button subito fuori in Q1, Alonso ha potuto disputare solo parte della Q2 prima di essere abbandonato dalla sua vettura proprio all’entrata della corsia box.

Ma la voglia e il temperamento dell’Asturiano lo hanno visto spingere la macchina prima da solo poi aiutato dai commissari verso il proprio box salutato dagli applausi del pubblico.

Sforzo inutile, frustrato dal regolamento che prevede, per poter tornare a disputare le qualifiche, che una macchina arrivi spinta…dal motore in pitlane. Premesse poco incoraggianti, quindi, per chi sperava di poter disputare una buona gara su una pista che nasconde le “deficienze” della scuderia anglo-nipponica. A chiudere il lotto dei partenti domani le 2 Sauberdei riconfermati Nasr e Ericsson, e le Manor di Mehri e Stevens; e parlando della Marussia, domani verrá reso il dovuto omaggio a Jules BIanchi. Che manca, e non poco, a tutti.

Alessandro Sala

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