Nella domenica di Silverstone la Ferrari affonda in un bicchiere d’acqua. Sulla pista più completa e tecnica della Formula 1 i due piloti in rosso rimediano i distacchi più pesanti degli ultimi due anni terminando la gara ad una vita dalla Mercedes. Il breve scroscio di pioggia che ha bagnato il circuito prima della partenza ha affossato le speranze di recupero delle rosse, che invece speravano proprio nella pioggia per concretizzare possibilità di recupero. I 69 secondi di distacco di Raikkonen dal vincitore Hamilton e i 91 di Vettel, sono l’istantanea di un weekend iniziato in affanno, proseguito col fiatone e terminato nel peggiore dei modi. In una gara difficile iniziata in condizioni meteo bizzarre, gli errori dei piloti, i timori per guai meccanici e il ritmo lento hanno trasformato la corsa della Ferrari in un calvario. Mancava il passo, ed il setup non era buono. Il tracciato di Silverstone ha amplificato ed evidenziato quelle che sono le carenze della SF16-H: telaio e aerodinamica. Su questa pista entrambe sono ugualmente importanti, di qui la performance della Red Bull, con un meraviglioso Verstappen che ritorna sul podio una settimana dopo l’Austria davanti al compagno Ricciardo sonoramente battuto. La stessa squadra austriaca è ora a soli 11 punti di distacco dalla Ferrari che deve difendersi. “L’obiettivo è allontanare le Red Bull ed acchiappare la Mercedes” ha confermato Arrivabene, “questo è l’obiettivo a partire da domani, noi non molliamo”.

Il ritmo della Ferrari è stato molto lento in tutti e tre i settori della pista e su tutte le mescole utilizzate oggi: quelle da bagnato, le intermedie e le medie. La macchina è parsa difficile da guidare sia tra le mani di Raikkonen che di Vettel. Addirittura tre i lunghi in curva 1 per il pilota tedesco, incappato più volte sulla striscia bagnata all’esterno della curva e finito largo a bordo pista. Un paio anche i testacoda. Stesso discorso per Raikkonen, che superando Perez nel finale con le gomme alla frutta raccoglie un quinto posto staccato di una vita da Ricciardo. Vettel conclude appena in zona punti al nono posto, dopo un sorpasso malandrino su Massa che gli costa anche una penalità di 5 secondi. La classifica del campionato ora vede Raikkonen sopravanzare Vettel di 6 punti, me i due piloti “rimangono liberi di correre tenendo presente che al primo posto c’è sempre l’interesse della squadra” ha ricordato Arrivabene.

Nell’aerodinamica, nel telaio e nell’affidabilità stanno le tre chiavi per una rinascita in questa seconda parte di stagione. A Budapest, dove la Ferrari doverà difendere la vittoria dell’anno scorso, inizierà la seconda parte del campionato in cui sperare –se non di lottare per il mondiale- almeno di raccogliere qualche vittoria. Un primo posto che, sebbene apparso a portata di mano in qualche rara occasione, manca. E questa mancanza pesa come un macigno sui tifosi e l’intera audicence della Formula 1.

Per tornare al tema più delicato del momento, l’affidabilità, si passa dal problema del cambio. Elemento posto sotto particolare attenzione per tutta la gara, si è rivelato tallone d’Achille per questa macchina, vero e proprio cruccio per la speranza di lottare per le posizioni alte della classifica. Del cambio, ormai di fatto apertamente, si contestano problemi nella scelta dei materiali, giudicati insoddisfacenti e inadatti a sopportare le sollecitazioni di una Formula 1 attuale. Ma la fiducia nel progetto, assicurano dalla squadra, rimane. Dopo tre cambi sostituiti in tre gare, la speranza -almeno sulla carta- è quella di riuscire a competere per un intero weekend senza intoppi e sfighe. Almeno per una volta.

A rivederci a Budapest.

di Stefano De Nicolo’

 

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