Spesso me lo chiedo, lo sport, ovvero alcuni gesti ed imprese sportive possono essere paragonate all’arte? Può una volee di rovescio di John McEnroe essere paragonata ad un quadro di Picasso o un lancio di john Elway essere paragonato ad un’opera di Michelangelo? Io stesso non riesco mai a darmi una risposta anche se rimango incantato davanti ad un’opera d’arte come nel vedere un gesto sportivo unico nel suo genere; ma poi ripensandoci, c’è qualcosa che unisce i vari momenti di emozione che proviamo, certo un’opera d’arte è lì ferma nel tempo, quasi a vederlo scorrere, mentre lo sport passa, è tutto in un attimo e poi termina, finisce , rimane solo nella nostra memoria o in qualche filmato, ma rivedere il film della gara di Vettel di oggi non è la stessa cosa che viverla fino in fondo, non è come rileggere di nuovo Moby Dick e provare le stesse identiche emozioni che si infilano, attraverso le parole, nel nostro cervello e nella nostra anima; oggi l’emozione vera era essere lì ad ammirare il Genio, quel Genio di cui avevo parlato ieri, capace di Vincere ma anche di regalare intensi momenti, non ci sono molte parole per descrivere un attimo, un attimo è fuggente, scivola via e a volte non ce ne rendiamo conto ed ancora adesso che le immagini e i tempi della gara sono nei miei occhi non mi rendo forse conto di quanto è accaduto veramente…

Ma insomma questa è una RACE ANALYSIS e non si dovrebbe parlare di emozioni, si dovrebbe parlare di numeri, eppure sono proprio quelli che insieme a quanto passato attraverso gli occhi, regalano quell’intensità di cui parlavo prima; andiamoli a vedere questi numeri sbalorditivi considerando che la Ferrari non è certo la Vettura favorita e neppure quella che sta dominando un Mondiale che adesso comincia a diventare incerto.

Partiamo da un presupposto, il controllo della pressione gomme voluto ed introdotto dopo la gara di SPA a qualcosa è servito, benché tutti sappiamo che la Mercedes costruisce ed ha costruito il suo successo con l’utilizzo delle gomme MEDIUM e non delle SOFT e neppure delle SUPER SOFT, loro sono bravi a sfruttare le gomme dure, che poi in stagione sono state rese ancora più dure; come fanno non lo sappiamo davvero anche perché nessun Ingegnere  Mercedes è venuto a raccontarlo a noi perché gli siamo simpatici, però possiamo ipotizzare ; hanno studiato e costruito una vettura che con un assetto particolarmente ‘morbido’ che riesce a fare ‘gioco’ con pneumatici ‘sgonfi’ i quali diventano appunto più morbidi e mettono a terra un’impronta maggiore che va a compensare la loro ‘durezza’; questo consente di avere più trazione, assorbire di più i cordoli e, grazie delle mappature adeguate, consumare di meno le mescole, il fatto che si sia deciso di essere più duri nei controlli ed anzi di effettuarne di più rigorosi e seri è dovuto principalmente, come ho già scritto, sia all’incidente di Vettel a  SPA, sia al maggior peso ‘politico’ della Ferrari quest’ultimo dovuto sia alla gestione Arrivabene-Marchionne sia al fatto che probabilmente la Red Bull avrà i motori di Maranello e immaginiamo che in un eventuale votazione per regole o nuovi fornitori in F1, chi è dalla parte della Rossa sarà in maggioranza. Questo non sminuisce le doti della fantastica vettura della Mercedes come non sminuisce la bellissima Vittoria di Vettel a Singapore; d’altro canto ad Hamilton oggi è accaduto un problema di affidabilità come a Rosberg a Monza anche se di diversa matrice; questo può anche significare che i 7 gettoni spesi dalla Mercedes sulla Power Unit non siano stati spesi bene, ovvero non solo come prestazioni ma come garanzia delle stesse, forse, per paura di essere raggiunti in stagione, hanno osato troppo in quanto ad innovazione, ma questo lo sapremo solo fra 3-4 gare; rimane il fatto che a Suzuka, circuito vero e dove conta il motore oltre che le gomme, gli equilibri potrebbero non essere quelli di questo week end, anche se la pattuglia Tedesca si trasferisce nel Sol Levante con tanti interrogativi…

La Battaglia di Vettel è stata consumata soprattutto nei confronti di Ricciardo che partiva in 2° posizione, tuttavia l’Australiano non è mai stato in grado di attaccare veramente il Tedesco nonostante 2 safety-car che lo hanno fatto ravvicinare al Pilota Ferrari; il 2° giro è stato un capolavoro di Vettel che segna questo tempo 1:51.623 contro 1:52.906 di Ricciardo, quindi già alla 2° tornata accumula circa 1,3 secondi; mettendo parecchio spazio tra se e il suo inseguitore, è qualcosa che farà solo nei primi 5 giri per poi stabilizzare le sue prestazioni ed entrare in una fase di controllo onde evitare di mettere troppo sotto stress gli pneumatici a darvi conferma il grafico (tutti sono partiti con Super Soft)

grafico1Come si può notare dal giro 8 al 12 Vettel ha ‘marcato’ rigorosamente Ricciardo cercando di non farlo mai avvicinare troppo; arriva il momento della Safety-car prima virtuale e poi reale, entrata in pista per un incidente tra Massa ed Hulkenberg, che azzera i distacchi, ricordiamo che il Tedesco aveva un Gap a suo vantaggio di circa 4,3 secondi; entrambi entrano al box e montano di nuovo le Super Soft; a questo punto il Pilota Red Bull è molto vicino a Vettel, ma il Pilota Ferrari è molto freddo nel cercare di non sfruttare troppo le gomme, siamo al giro 19 e la gara è ancora molto lunga ecco la gestione di questo stint da parte di Vettel


grafico2

Quello che è evidente non è solo la marcatura di Vettel sul suo antagonista ma soprattutto la sua capacità di forzare quando vuole, questo significa che ne aveva ancora e non ha spinto al massimo, la media di questo stint del Tedesco è di 1:51.835 mentre quella dell’Australiano è di 1:52.024, valori simili ma sempre la Ferrari con il mano il controllo della gara.

Arriviamo alla 2° safety-car (un classico a Singapore) dovuta questa volta ad un uomo che è entrato in pista eludendo il servizio di sorveglianza; fatto accaduto alla tornata n. 36, a questo punto entrambi rientrano per il cambio gomme che adesso dovranno essere obbligatoriamente le Soft, di nuovo si azzera il vantaggio di Vettel e questa volta Ricciardo gli è molto vicino,  e qui riappare la strategia della partenza, al giro 41 il Pilota Ferrari ferma il cronometro sul 1:51.473 ripartendo in modo fulmineo mentre il Pilota Red Bull non va oltre il 1:52.969, circa 1,5 secondi rifilati al diretto inseguitore in una sola tornata; Vettel poi accelera per altri due giri per poi stabilizzare le sue prestazioni e mettere in controllo il suo inseguitore i tempi del 3° stint sono i seguenti

grafico3

Con Vettel che ottiene la media di 1:50.591 e Ricciardo 1:50.771 quest’ultimo è protagonista del giro veloce alla tornata n. 52 con il timing di 1:50.041, mentre Vettel non va oltre 1:50.069 della tornata n. 53; soli 28 millesimi tra i due ma con la certezza che il Pilota Ferrari poteva spingere a piacimento e in una gara senza safety-car sopravanzare il Pilota Red Bull di almeno 20 secondi.

Passiamo alle prestazioni di Hamilton, che per quanto riguarda il 1° stint non sono degne di nota, molto alti i tempi del Britannico e qualche vettura davanti a lui, è entrato per il cambio gomme al giro 13 come gli altri però ha montato le Soft invece di quelle più morbide; ecco le sue prestazioni in quei pochi giri prima che la macchina andasse in avaria con l’acceleratore,  in relazione ai primi due

grafico4

Ciò che è veramente anomalo da parte della Mercedes è la lentezza nel mandare in temperatura le gomme quando siamo abituati a vedere che con le Medium già dalla prima tornata appena usciti dal box realizzano tempi quasi record, qui invece c’è stato bisogno di 1 giro di ‘rodaggio’ per poi abbassare notevolmente i tempi, cosa anomala con gomme più morbide e temperature più calde che in altri circuiti (temperatura atmosferica di circa 30°) al giro 23 e al 24 riesce ad essere più veloce di Ricciardo e di Vettel, ora se Vettel era in ‘controllo’ Ricciardo non lo era affatto ed anzi stava cercando di prendere il 1°, molto strano in considerazione di questo che Hamilton è stato più veloce con gomme che dovrebbero pagare almeno 1 secondo rispetto al compound più morbido; si tratta di pressione degli pneumatici diverse? Oppure in Mercedes hanno improvvisamente trovato il bandolo della matassa in termini di assetto solo cambiando gli pneumatici… La sensazione è che siano ricorsi ad una mappatura col BOOST quella delle qualifiche, visto che la gara era lunga e qualcosa si poteva ancora fare e proprio per aver usato questa la vettura ha avuto un problema. Ma visto che le cose sono accadute insieme è valida l’ipotesi che tutti e due i fattori abbiano inciso per quei giri così veloci, mappatura da alte prestazioni e gomme ‘sgonfie’ chissà…

Marco Asfalto

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