Simon Pagenaud, alfiere del team Penske, ha vinto una gara molto tirata in cui l’incertezza e la tensione sono state le protagoniste. Una bandiera rossa al giro 181, causata da un incidente tra Bourdais e Rahal e da un contatto tra Rosenqvist e Veach, ha di fatto portato a una gara sprint di 11 giri in cui il pilota francese ha avuto la meglio su Alexander Rossi dopo una battaglia all’ultimo fiato. Terzo al traguardo il giapponese Takuma Sato, partito dalla quattordicesima posizione, ma molto fortunato a trovarsi tra i primi nel momento della sospensione della gara.

Scattato dalla pole Simon Pagenaud è riuscito fin da subito a mantenere la testa della corsa regolando il passo degli inseguitori e dominando le strategie. Avendo infatti anticipato il primo pit stop, effettuato al giro 32, ha vincolato le tattiche degli altri piloti e le successive tornate di sosta. Il francese è riuscito a gestire bene le fasi più concitate della gara, ovvero i pit stop e le ripartenze dalle caution, riuscendo a mantenere la leadership della corsa in tutte le occasioni.

Al traguardo poche parole e tante lacrime di gioia sul suo viso: “E’ stata una gara intensissima, è andato tutto bene e le bandiere sono arrivate quando ci faceva più comodo. Questo è il sogno che si realizza, sono senza parole; era chiaro che ci sperassi ma adesso che è successo è tutto veramente incredibile”, ha spiegato Pagenaud.  Prima di farsi la doccia con il celebre latte spettante al vincitore, non manca un ringraziamento ai fan: “Voglio ringraziare tutti i tifosi che mi hanno dato la carica e mi hanno applaudito durante il giro di rallentamento, ricorderò tutto ciò per sempre”.

Risultato dolceamaro invece per Alexander Rossi, autore di una gara d’attacco fin dai primi giri che gli ha permesso di contendere la vittoria a Pagenaud nelle fasi finali, nonostante scattasse dalla nona posizione e sia stato vittima di un problema con il bocchettone del carburante durante un pit stop. La rassegnazione è evidente sul suo viso nel ring delle interviste: “Abbiamo fatto un ottimo lavoro, provando fino alla fine: gli ultimi sette giri sono stati una battaglia continua, tuttavia sfortunatamente non siamo riusciti a vincere. Sono comunque contento per i punti in campionato, anche se la vittoria avrebbe avuto un altro sapore”.

Ha concluso al quarto posto invece Josef Newgarden, che ha perso così la leadership del campionato, seguito dal vincitore della passata edizione, Will Power; gara da dimenticare per lui, che ha visto svanire i propri sogni di vittoria per una penalità derivante da un suo errore durante un pit stop in cui ha messo in pericolo l’incolumità dei meccanici.

Problemi in pit lane anche per Helio Castroneves, tre volte vincitore della 500 miglia, che ha tamponato Davison, e per Marcus Ericsson, che entrando nella corsia box ha perso il retrotreno della vettura impattando contro le barriere. Jordan King, arrivato lungo nella propria piazzola investendo un meccanico, completa la lista dei piloti in errore durante il pit stop.

Ritirati dalla gara anche il vincitore più giovane dell’Indycar, Colton Herta, costretto al forfait per un problema al cambio, e Kyle Kaiser, il pilota della Juncos Racing che inaspettatamente si era qualificato ai danni di Fernando Alonso, che durante il giro 73 ha perso il retrotreno andando ad impattare contro le barriere. Andata a buon anche la 103esima edizione della 500 Miglia di Indianapolis, l’Indycar proseguirà il suo calendario, entrando nella fase calda della stagione già domenica prossima a Detroit.

Giancarlo Marengo