Doveva essere la monoposto del riscatto, quella studiata in due anni da un team parallelo a quello ” tradizionale ” con l’aiuto di un certo  Rory Byrne. Dopo i risultati non tutto esaltati nei test pre- stagione si era parlato di una monoposto quasi stravolta in Australia… con tante novità tecniche ed invece a Melbourne è stata riproposta l’ultima configurazione vista proprio nei test (Vedi foto).

1 Alettone ad alto carico
2 Derive lisce ( prive della veneziana )
3 Sfogo Centrale Grande

Durante la gara è arrivato un tweet abbastanza eloquente proprio da casa Ferrari, problemi elettrici avrebbero limitato le P.U. Ferrari, ma questo non è sufficiente a spiegare la mediocre prestazione della Rossa perchè tutti i team hanno avuto problemi alle P.U. Ovviamente c’è anche da dire che siamo solo all’inizio del campionato e che è altrettanto difficile cercare di quantificare il distacco accumulato dalla Ferrari oggi, in un tracciato cittadino che non puo’ essere considerato un circuito ” Tecnico ” come Jerez. Altra piccola attenuante per la F14T potrebbe essere rappresentata dal vantaggio consumi che si è perso in una gara interrotta da Safety Car  che hanno permesso a tutti di risparmiare carburante e gomme, proprio i due punti in cui la Ferrari doveva fare la differenza. Ma questo non giustifica assolutamente il risultato mediocre di Melbourne, è la solita Ferrari sterile ed impreparata che abbiamo visto nel corso di questi anni, quella che non riesce a dare risposte concrete ai problemi della pista, esteriormente la F14T appare quasi ” elementare ” rispetto alle altre monoposto, con un aerodinamica poco raffinata anche rispetto alla Williams e alla Toro Rosso, sotto il cofano invece c’è solo da essere soddisfatti  solo per l’affidabilità della PU ma manca potenza rispetto ai motorizzati  Mercedes e sopratutto un sistema di frenata all’altezza della concorrenza che ha di fatto spiazzato kimi Raikkonen.  Ecco le dichiarazione del dopo gara :

Stefano Domenicali: “La prima gara del campionato ha fornito un chiaro quadro dei valori in campo all’inizio di questa stagione e di quali sono le squadre che hanno dimostrato una migliore preparazione ai nuovi regolamenti. Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo per quello che riguarda l’affidabilità, ma è risultato evidente il distacco da recuperare, in particolar modo sulla Mercedes. Le informazioni raccolte in questo weekend indicano con assoluta chiarezza qual è la strada da percorrere e dove è necessario intervenire. Sarà importante accelerare i tempi di recupero e reagire come si è fatto da sempre nella squadra di cui facciamo parte. I nostri ingegneri sanno quali sono le priorità e le aree in cui occorre migliorare da subito la nostra vettura”.

Fernando Alonso: “Avrei voluto iniziare la stagione con un podio, però arrivare con entrambe le macchine al traguardo è un buon risultato, una cosa che ci rende fiduciosi soprattutto sotto il punto di vista dell’affidabilità. All’inizio ho avuto qualche problema con il motore elettrico e ho dovuto fare alcuni cambiamenti sul volante, ma dopo i primi dieci giri ha funzionato tutto bene. Quando dopo il pit-stop sono riuscito a passare Hulkenberg il mio ritmo è decisamente migliorato, anche se era impossibile sorpassare. Trentacinque secondi dal leader sono troppi e per capire quanto ci vorrà a colmare questo divario dobbiamo analizzare la gara, comprendere quali sono i punti forti e i punti deboli della vettura, e per questo i giri che ho fatto dietro a Nico possono darci indicazioni molto utili. Siamo una grande squadra e ho fiducia totale nei nostri ragazzi, perché oggi hanno fatto un ottimo lavoro. Questa nuova Formula 1 è ancora tutta da capire, la gara è stata molto strana, molto difficile, ma è stato solo l’inizio. Ora per la Malesia dobbiamo fare meglio”.

Kimi Raikkonen: “Oggi non è stata una gara semplice. All’inizio sono riuscito a partire bene e anche se alla prima curva sono stato toccato da una vettura che era dietro non ho subito alcun danno. La velocità era buona ma ad un tratto ho iniziato a soffrire di graining sulle gomme anteriori, avevo scarsa aderenza e molto sottosterzo, e da quel momento in poi il comportamento della macchina non è stato più lo stesso. Quando è arrivato il momento della prima sosta abbiamo dovuto effettuare un doppio pit-stop e questo mi è costato una posizione. Certamente è troppo presto per esprimere
giudizi definitivi, perché anche se in questo momento non ci troviamo nelle condizioni migliori, siamo comunque riusciti a portare a termine la corsa, guadagnando punti importanti. Non possiamo essere soddisfatti di questo risultato e sappiamo di dover migliorare in molte aree, ma sono sicuro che l’analisi dei dati raccolti in questa prima gara ci fornirà un’idea più chiara della direzione da seguire”.

Pat Fry: “Alla vigilia della gara portare al traguardo entrambe le vetture sembrava il compito più difficile, ma alla fine l’obiettivo è stato centrato. Oggi abbiamo visto quanto l’affidabilità non si possa dare per scontata: oltre a sorprendere diverse vetture, in alcune fasi di gara ha limitato la nostra prestazione. Su entrambe le F14 T abbiamo sofferto qualche problema di natura elettrica, soprattutto su quella di Kimi, non riuscendo a sfruttare tutta la potenza a disposizione.
Fernando si è trovato per molti giri dietro a Hulkenberg e il potenziale della vettura si è potuto vedere solamente dopo il sorpasso avvenuto grazie ad una buona strategia nel pit-stop. Kimi ha fatto una grande partenza ma poi per gran parte della gara ha sofferto il graining sugli pneumatici anteriori e si è ritrovato costretto a difendere senza la possibilità di attaccare. Ora ci aspetta molto lavoro se vogliamo migliorare le prestazioni della vettura, davanti a noi abbiamo rivali molto forti ma anche tutti gli strumenti per colmare il divario tra noi e loro”.

La Ferrari deve tornare ad essere ” LA FERRARI ” risposte concrete in pista, modifiche tecniche tempestive come quelle messe in atto dalla Red bull che seppur macchinate dai modi poco ” puliti ” hanno comunque fatto vedere l’efficacia e la competenza di questo Team in grado di arrivare comunque in fondo al Gran Premio partendo da una condizione nettamente inferiore rispetto alla F14T.

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