Hamilton e la Ferrari F1 2026 finalmente a suo agio. Si sono conclusi ieri i test di Barcellona, ultima giornata di una settimana intensa di lavoro in pista, e in casa Ferrari arrivano segnali decisamente incoraggianti. A prendersi la scena è stato Lewis Hamilton, autore del miglior tempo assoluto di tutte le sessioni disputate sul tracciato catalano.
Il sette volte campione del mondo è apparso fiducioso ed entusiasta del lavoro svolto dal team di Maranello. Tutto, almeno per ora, sembra procedere secondo i piani: i chilometri accumulati dai due alfieri della Rossa non hanno evidenziato alcun intoppo sul fronte power unit, un aspetto tutt’altro che secondario in questa fase iniziale di sviluppo.

È bene chiarirlo subito: è ancora troppo presto per parlare di performance pure. Tuttavia, si cominciano a intravedere piccoli scorci di competitività — piccolissimi, chiariamoci — che lasciano ben sperare. Il lavoro della Ferrari, in questa fase, è soprattutto volto a prendere confidenza con le nuove meccaniche di guida del propulsore, un passaggio fondamentale prima di spingere davvero sul fronte prestazionale.

L’ultima giornata di test è stata inoltre caratterizzata dal debutto in pista della AMR26, l’ultima creatura partorita dal genio di Stratford-upon-Avon, Adrian Newey. La monoposto Aston Martin ha immediatamente attirato l’attenzione per una aerodinamica già estremamente spinta, dando quasi l’impressione di far invecchiare prematuramente le vetture concorrenti.
Ma siamo davvero sicuri che gli altri top team siano così “indietro”?
Ferrari e Mercedes, scese in pista sin da subito, sembrano aver adottato soluzioni volutamente conservative, soprattutto nella zona delle pance, apparse a tratti fin troppo basilari. Un indizio che, in realtà, non arriva come una sorpresa.
Già mesi fa Frédéric Vasseur, team principal della Scuderia, aveva lasciato intendere come Ferrari — così come altri team già avanti nel programma di sviluppo — avrebbe sfruttato fino all’ultimo minuto le ore a disposizione per lavorare sui concetti aerodinamici. L’obiettivo? Accumularne il più possibile dati virtuali, testarli al simulatore, verificarne l’efficacia e portarli poi rapidamente in pista.
Non è da escludere, dunque, che le prime vere novità possano arrivare già nei test del Bahrain o addirittura direttamente nel primo appuntamento stagionale in Australia.
Prepariamoci quindi a vedere una nuova veste aerodinamica per Ferrari e Mercedes: vetture che, con ogni probabilità, si presenteranno molto più aggressive dal punto di vista aerodinamico rispetto a quanto osservato finora.
La sensazione è che, sotto la superficie, qualcosa stia già bollendo in pentola.
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