Formula 1 – PIRELLI E LE GOMME FATTE SU MISURA A MERCEDES

PIRELLI, PER REALIZZARE UNA SPECIFICA DELLE GOMME, RECEPISCE I DATI DA TUTTE LE SQUADRE, DOVREBBE QUINDI, TEORICAMENTE, FORNIRE DEL MATERIALE CHE POSSA ESSERE PERFORMANTE SULLA MAGGIORANZA DELLE VETTURE IN PISTA E NON RISTRETTA AD UN UNICO TEAM

La polemica sulle gomme inizia ad entrare nel vivo dopo che Gunther Steiner ha ‘rotto le acque’ qualche giorno fa dicendo a chiare parole che il nuovo prodotto Pirelli è alquanto anomalo, ecco le sue dichiarazioni al quotidiano Ekstra Bladet

“Spendiamo milioni e milioni di dollari su queste auto, ma se le gomme sono fuori dalla finestra non possiamo usarle” ed ancora “Non dovremmo costantemente parlare del fatto che uno pneumatico funzioni o meno, non è interessante e non è F1 secondo me. Hai fatto funzionare la gomma? Sì, sono veloce. Le mie gomme non funzionano? Allora sono lento“

Quanto espresso dal Team Principal della Haas è stato poi ripreso da Helmut Marko il quale ha rilasciato queste dichiarazioni “Quella di ridurre il battistrada è stata una richiesta della Mercedes che ha sempre sofferto di blistering. Ma così si rovina lo sport“.

 

Qualcuno ricorderà che le ingerenze sulla composizione degli pneumatici risalgono alla stagione 2013 quando solo 2 Team riuscivano a sfruttarle al meglio,
la Lotus allungandone a dismisura la durata con buona performance e la Ferrari che invece le sfruttava così intensamente da vincere con moltissime soste, 4 addirittura in Spagna.

Allora scese in campo Marko ed anche il proprietario della Red Bull, Mateschitz i quali ottennero da Pirelli una marcia indietro sulla struttura, oltre che sul battistrada, delle gomme; anche Mercedes non fu da meno tanto da organizzare insieme al fornitore Milanese un test segreto per comprendere meglio gli pneumatici visto che in quella stagione l’usura delle frecce d’argento era altissima.

Segue il video del famoso test Segreto Mercedes

Tutti sappiamo come è andata, Ferrari tagliata fuori con Red Bull e Mercedes a spartirsi le gare rimanenti tanto che i Tedeschi arrivarono 2° nel campionato costruttori.

Anche Binotto ha velatamente parlato delle gomme riferendosi al fatto che la finestra di esercizio ottimale e quindi di temperatura è molto ristretta ed è stata portata in alto rispetto allo scorso anno, in pratica le gomme funzionano al meglio in un range termico relativamente breve (finestra di utilizzo) proprio nella stagione in cui le coperte termiche devono avere una minore temperatura, questo significa che alcuni team sono costretti a compiere dei giri a ‘vuoto’ per riuscire a sviluppare il giusto grip.

Vettel dopo la pole position del Canada ha espresso questo concetto in maniera chiara affermando

“ottima qualifica, trovavo grip con le gomme in maniera costante man mano che giravo” ed infatti in Canada le temperature della pista sono state piuttosto alte rispetto agli altri GP, in gara addirittura 50 C° quato ha facilitato la Ferrari soprattutto nel primo stint anche se poi, con le gomme più dure, è stata la Mercedes a risultare più veloce.

 

 

Ma torniamo agli pneumatici, ora che sono entrati in campo i Team Principal di Haas, Red Bull e Ferrari cosa accadrà?

Teoricamente la Pirelli dovrebbe agire, anche se non in nome della sicurezza, proprio come fece nel 2013 e quindi cambiare le specifiche se il suo comportamento risultasse coerente col passato ma non solo, la questione coerenza dovrebbe riferirsi anche al 2018, la stagione del ‘gommino’ ribassato di 0.4 mm; quella decisione fu presa in virtù dei problemi Mercedes nei test pre campionato e risultò un chiaro aiuto ai Tedeschi, come se ne avessero bisogno, che però ha gettato di nuovo un’ombra sul campionato, sulla sua regolarità ma soprattutto sulla credibilità di tutto il sistema in quanto sembra alquanto ovvio che una competizione sportiva deve essere alla pari e non modificata nel suo risultato e nella sua più profonda moralità da un fornitore; il quale, anzi, dovrebbe tenersi al di sopra di ogni sospetto e ancor con più disciplina dopo il ‘peccato originale’ del 2013.

Il punto è che si continua a voler puntare su un solo fornitore quando invece ce ne dovrebbero essere almeno 2 così da eliminare ogni tipo di sospetto. Ma perché si continua su questa strada?

A chi fosse poco esperto di motor sport voglio ricordare l’importanza delle gomme; le quali possono dare una differenza anche di secondi tra una costruzione ed un’altra, spesso le macchine vengono progettate in funzione degli pneumatici che devono indossare con un enorme lavoro in fabbrica, risorse economiche e quant’altro.

Aspettiamo fiduciosi la risposta, in pista, della Pirelli alle dichiarazioni dei Team Principal di alcune delle più importanti scuderie della F1.

Marco Asfalto