Ferrari, nessuna rivoluzione a Spa: FTM confermata, Ala Macarena invariata. Race Tech 160 aveva visto giusto

Vito Defonseca
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Ferrari SPA FTM

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Ferrari conferma la strada scelta: nessuna sorpresa tecnica a Spa

Le prime due sessioni di prove libere del Gran Premio del Belgio hanno fornito una risposta chiara alle numerose indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. La Ferrari non ha introdotto le modifiche tecniche che molti si aspettavano e, soprattutto, ha confermato la configurazione analizzata nel nostro Race Tech 160.

Nei giorni precedenti al weekend si era parlato della possibilità che la SF-26 rinunciasse all’FTM per recuperare efficienza e velocità massima. Allo stesso modo, alcune indiscrezioni lasciavano intendere che potesse debuttare una nuova versione dell’ormai celebre Ala Macarena.

La pista ha invece raccontato un’altra storia.

La Ferrari ha continuato a utilizzare l’FTM e l’ala posteriore vista a Spa è rimasta sostanzialmente la stessa già osservata nelle gare precedenti, senza particolari evoluzioni visibili.

Questo significa che molte delle indiscrezioni circolate alla vigilia non hanno trovato conferma.

Ferrari Macarena
Ferrari Macarena

Race Tech 160 aveva invitato alla prudenza

Nel nostro Race Tech 160 avevamo evidenziato come fosse opportuno attendere la pista prima di dare per certe alcune indiscrezioni.

In particolare avevamo affrontato due temi:

  • la possibile eliminazione dell’FTM;
  • l’evoluzione dell’Ala Macarena.

Alla fine Ferrari non ha modificato nessuno dei due elementi.

È una conferma importante, perché dimostra come spesso nel paddock vengano anticipate soluzioni che poi non arrivano realmente in pista oppure rimangano semplicemente allo stadio di valutazione.

ala macrena Ferrari Red Bull
ala macrena Ferrari Red Bull

L’Ala Macarena Ferrari continua a convincere

Un’altra indicazione molto interessante riguarda proprio l’Ala Macarena.

Negli ultimi giorni qualcuno aveva ipotizzato che la FIA fosse pronta a intervenire immediatamente dopo quanto accaduto in casa Red Bull.

I fatti sembrano raccontare una situazione diversa.

La Ferrari continua infatti a utilizzare questa soluzione senza alcun cambiamento apparente e, soprattutto, non sono emersi segnali che facciano pensare a problemi di affidabilità o a interventi urgenti della Federazione.

Anzi, tutto lascia pensare che il progetto Ferrari sia stato sviluppato con un approccio molto più conservativo rispetto ad altre interpretazioni viste nel paddock.

Il caso Red Bull sembra essere soprattutto un problema meccanico

Le dichiarazioni arrivate dal box Red Bull sembrano ridimensionare anche le indiscrezioni circolate nelle ultime ore.

Secondo quanto spiegato da Max Verstappen, il team avrebbe individuato un problema di natura meccanica legato alla propria soluzione aerodinamica e l’obiettivo sarebbe quello di risolverlo entro il Gran Premio d’Ungheria.

Questo cambia completamente la lettura degli eventi.

Più che una bocciatura immediata da parte della FIA, sembra infatti che sia stata la stessa Red Bull a decidere temporaneamente di non utilizzare quella configurazione.

Di conseguenza, almeno per il momento, non esiste alcun elemento che lasci pensare a un divieto immediato della soluzione Ferrari.

Se arriverà un divieto, sarà probabilmente dal 2027

Questo non significa che queste interpretazioni aerodinamiche siano destinate a durare per sempre.

Anzi.

La storia della Formula 1 insegna esattamente il contrario.

Quando una squadra individua un’interpretazione particolarmente efficace del regolamento, la utilizza finché il regolamento lo consente. Successivamente la FIA interviene per chiudere quella zona grigia.

È già successo con il DAS Mercedes, introdotto nel 2020 e vietato dal regolamento dell’anno successivo.

Lo stesso discorso potrebbe valere sia per l’Ala Macarena sia per l’FTM.

Se la Federazione riterrà opportuno intervenire, è molto più probabile che lo faccia con una modifica regolamentare dalla prossima stagione piuttosto che con un divieto immediato a campionato in corso.

Per questo motivo i tifosi Ferrari possono guardare con relativa tranquillità all’attuale situazione.

FP2: Mercedes impressiona, ma il distacco va interpretato

Dal punto di vista prestazionale il venerdì ha raccontato una storia diversa.

Andrea Kimi Antonelli ha chiuso al comando con la Mercedes in 1’45″944, unico pilota sotto il muro dell’1’46”.

Le Ferrari, invece, hanno vissuto una seconda sessione decisamente più complicata.

Lewis Hamilton ha terminato nelle posizioni di vertice ma con un ritardo superiore ai sette decimi, mentre Charles Leclerc ha concluso soltanto undicesimo pagando oltre un secondo e mezzo.

Numeri che, almeno sulla carta, sembrerebbero molto preoccupanti.

Tuttavia occorre molta prudenza.

Un margine vicino agli otto decimi appare infatti piuttosto difficile da considerare rappresentativo dei reali valori in campo. Come spesso accade al venerdì, programmi di lavoro differenti, mappature motore, quantità di carburante e gestione delle gomme possono alterare sensibilmente la classifica.

Leclerc: “C’è ancora margine”

Charles Leclerc non è apparso particolarmente allarmato al termine della giornata.

“Oggi abbiamo fatto parecchio lavoro e credo che ci sia ancora margine per migliorare la nostra competitività. Questa sera rifiniremo la messa a punto della vettura in vista di domani e lavoreremo per trovare ancora qualcosa in termini di prestazione sul giro in qualifica.”

Parole che confermano come la Ferrari ritenga ancora aperto il lavoro sulla messa a punto della SF-26.

Hamilton: “Gli altri sembrano davvero forti”

Anche Lewis Hamilton ha sottolineato come il quadro del venerdì sia ancora in evoluzione.

“La giornata è stata piuttosto buona e nel complesso positiva. Abbiamo fatto dei passi avanti e le sessioni sono state relativamente tranquille.”

L’inglese ha poi individuato il principale punto critico.

“Gli altri sembrano davvero forti. La Red Bull sembra molto forte, la Mercedes ha guadagnato molto in termini di ritmo e anche la McLaren sembrava a posto. Per qualche motivo siamo un po’ in difficoltà nel settore centrale. Stiamo cercando di capire il perché.”

Hamilton ha infine evidenziato come Spa, con le monoposto del 2026, sia cambiata rispetto al passato.

“La pista è fantastica, ma è un po’ diversa rispetto agli anni precedenti perché il motore perde potenza sui rettilinei. Per quanto riguarda telaio e curve invece va bene.”

La giornata di sabato dirà molto di più

Il venerdì di Spa lascia quindi due indicazioni importanti.

Dal punto di vista tecnico, Race Tech 160 trova una prima conferma: Ferrari non ha rinunciato all’FTM, non ha introdotto una nuova ala posteriore e, almeno per il momento, l’Ala Macarena continua a essere utilizzata senza particolari problemi.

Dal punto di vista prestazionale, invece, il quadro resta ancora tutto da interpretare. Il vantaggio mostrato da Mercedes nelle FP2 appare importante, ma sarà soltanto la giornata di sabato, con FP3 e qualifiche, a chiarire i reali valori in campo e a capire se la SF-26 riuscirà a ridurre un distacco che oggi appare probabilmente più ampio della realtà.

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