F1 – Ferrari SF26, il capolavoro nascosto: packaging e raffreddamento

Vito Defonseca
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La F1 – Ferrari SF26 colpisce per una pulizia estrema delle superfici, soprattutto nella zona dell’air-scoop e del cofano motore. Una scelta che non è solo stilistica, ma il risultato di un lavoro raffinato di packaging interno e gestione dei flussi di raffreddamento. Nell’analisi tecnica di Race Tech, l’ingegner Riccardo Romanelli spiega perché la compattezza della monoposto di Maranello rappresenta una delle soluzioni più complesse e interessanti del nuovo regolamento 2026.

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Il raffreddamento come sfida centrale nel regolamento 2026

Con l’introduzione delle nuove Power Unit 2026, capaci di superare la soglia dei 1000 CV grazie a una componente elettrica nettamente più rilevante, la gestione termica è diventata uno dei temi tecnici più delicati. Raffreddare motore endotermico, sistemi ibridi, batterie ed elettronica di potenza senza compromettere l’aerodinamica è una delle sfide chiave per tutti i team.

In questo contesto, la Ferrari SF26 si distingue per una filosofia radicalmente diversa rispetto ad alcuni concorrenti, puntando su volumi estremamente contenuti nella parte superiore della vettura.

Il confronto con la concorrenza: Ferrari e Racing Bull

Durante l’ultima puntata di Race Tech, Riccardo Romanelli ha messo a confronto l’approccio Ferrari con quello di Racing Bull. Su quest’ultima, l’air-scoop appare molto più voluminoso, una scelta che semplifica la gestione del raffreddamento ma aumenta la sezione frontale e la resistenza aerodinamica.

La SF26, al contrario, presenta un ingresso d’aria compatto e un cofano motore molto raccolto in senso trasversale. Ridurre così drasticamente le dimensioni esterne significa accettare una complessità interna molto maggiore, dove ogni componente deve essere posizionato con precisione millimetrica.

Fluidodinamica interna e packaging estremo

Il vero punto di forza del progetto Ferrari è la gestione della fluidodinamica interna. Gli scambiatori di calore non sono semplicemente ridimensionati, ma ripensati nella loro collocazione e nel modo in cui l’aria viene guidata attraverso il cofano motore.

Secondo Romanelli, questo tipo di soluzione richiede un enorme lavoro di integrazione tra aerodinamici e progettisti della Power Unit. L’obiettivo è massimizzare l’efficienza degli scambiatori riducendo al minimo le perdite di carico, così da mantenere superfici esterne pulite e aerodinamicamente efficienti.

Ferrari F1 2026
Ferrari F1 2026

Zona posteriore e continuità dei flussi

Un altro elemento distintivo della SF26 è la continuità geometrica tra air-scoop, cofano motore e pinna posteriore. Questa zona appare particolarmente raffinata e consente al flusso esterno di scorrere con maggiore qualità verso l’ala posteriore e la beam wing.

Un retrotreno più pulito significa non solo maggiore efficienza aerodinamica, ma anche una migliore stabilità dei flussi in condizioni di assetto variabile, aspetto cruciale con le nuove configurazioni aerodinamiche previste dal regolamento 2026.

Bahrain e sviluppi: la SF26 è solo all’inizio

Nonostante l’elevato livello di integrazione già mostrato, la Ferrari considera la SF26 una base di partenza. Le dichiarazioni di Fred Vasseur su una possibile evoluzione già nei test del Bahrain lasciano intendere che il lavoro sul raffreddamento e sul packaging sia ancora in pieno sviluppo.

Nei test potrebbero emergere soluzioni differenti per le bocche d’ingresso delle pance o strategie di parzializzazione delle matrici di raffreddamento, in funzione delle condizioni ambientali e dei dati raccolti nelle prime sessioni in pista.

Analisi finale

La Ferrari SF26 rappresenta una delle interpretazioni più sofisticate del regolamento 2026 sul piano del packaging e della gestione termica. La compattezza estrema non è un esercizio di stile, ma una scelta tecnica che può tradursi in un vantaggio concreto in termini di efficienza aerodinamica complessiva. Se Maranello riuscirà a mantenere l’equilibrio tra raffreddamento e resistenza all’avanzamento, la SF26 potrebbe rivelarsi una delle monoposto più avanzate della nuova generazione.

Analisi tecnica Race Tech – NewsF1.it

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