Ferrari dominante a Monaco: analisi Race Tech 153 F1

Vito Defonseca
6 Min Read
ferrari Monaco Race Tech

Analisi tecnica del GP di Monaco F1 2026: Ferrari protagonista, sospensioni, aero, FIA e confronto con Mercedes e Red Bull in Race Tech 153.

Nel nuovo episodio di Race Tech 153, registrato dopo FP1 e FP2 del Gran Premio di Monaco, l’attenzione si concentra sulla Ferrari e sulle soluzioni tecniche adottate a Montecarlo. Dalle sospensioni ai sensori laser per il controllo dell’altezza da terra, fino alle soluzioni aerodinamiche adottate dai competitor dopo le modifiche FIA, l’analisi approfondisce i principali elementi che stanno influenzando il weekend monegasco di Formula 1 2026.

Ferrari a Monaco: sospensioni e filosofia di setup

Il fine settimana di Monaco ha messo in evidenza una Ferrari estremamente competitiva nei tratti a bassa velocità, con riscontri molto solidi tra FP1 e FP2. L’analisi tecnica evidenzia un elemento particolarmente interessante: la possibilità di modificare le coordinate di uno dei punti di attacco del triangolo superiore della sospensione.

Questa soluzione consente di intervenire sulla cinematica del sistema sospensivo, modificando parametri come l’antidive e la risposta dinamica della vettura. Il compromesso è un leggero aumento di peso dovuto alla maggiore complessità strutturale del telaio, ma la flessibilità ottenuta permette un adattamento più preciso alle diverse piste del calendario.

Sensori laser e controllo dell’altezza da terra

A Monaco, dove le configurazioni aerodinamiche sono estreme e non si utilizza la variazione attiva tra modalità, si è osservata anche la rimozione di alcuni attuatori aerodinamici. Questo ha reso più visibile il sensore laser frontale, parte di un sistema di acquisizione dati fondamentale.

Il sistema utilizza tre sensori complessivi (uno anteriore e due posteriori) per misurare l’altezza da terra e ricostruire parametri come rake e roll della vettura. Questi dati sono cruciali per comprendere il comportamento dinamico della monoposto e ottimizzare il setup in tempo reale.

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Aerodinamica post-FIA: soluzioni a confronto

Le recenti modifiche regolamentari hanno eliminato la possibilità di attuazione aerodinamica variabile in alcune condizioni specifiche del circuito. Questo ha portato i team a reinterpretare lo spazio liberato dagli attuatori posteriori.

Mercedes e McLaren hanno adottato soluzioni a cascata di profili aerodinamici, ottimizzando lo stagger verticale per ridurre le interferenze tra flussi. Red Bull, invece, ha scelto una filosofia differente, utilizzando strutture più chiuse che generano veri e propri tunnel di flusso verso l’alto.

Queste soluzioni producono un incremento locale di deportanza attraverso la variazione della quantità di moto del flusso, con un’efficienza aerodinamica variabile ma comunque efficace nel contesto urbano di Monaco.

Monaco e il problema dei sorpassi

Le ulteriori modifiche FIA per il weekend monegasco riducono la possibilità di deployment aggressivo oltre i 200 km/h, limitando ulteriormente le opportunità di sorpasso.

Il risultato è una gara che si preannuncia fortemente strategica, dove la gestione della posizione in pista e il timing delle soste diventeranno determinanti rispetto alla pura prestazione.

Ferrari vs concorrenza: chassis o power unit?

Le prestazioni Ferrari tra FP1 e FP2 hanno riacceso il dibattito sulla reale competitività del progetto. La vettura appare estremamente solida nelle curve lente, ma il confronto con i competitor nei tratti più veloci resta meno chiaro a Monaco, dove tutti utilizzano configurazioni ad alto carico.

L’ipotesi di uno chassis particolarmente efficace trova riscontri nei dati, ma non è sufficiente per escludere un contributo significativo della power unit nel differenziale complessivo. Il weekend monegasco non consente infatti di isolare completamente i fattori aerodinamici e di efficienza.

Hamilton vs Leclerc: equilibrio interno Ferrari

Un altro elemento emerso dal weekend è il crescente equilibrio tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Per il secondo Gran Premio consecutivo, i due piloti appaiono molto vicini in termini di performance, segnale di un possibile miglioramento del setup orientato alla guidabilità.

A Monaco, dove la confidenza del pilota è determinante, la capacità di mantenere precisione millimetrica vicino alle barriere diventa un fattore decisivo.

Pneumatici e finestra di funzionamento Ferrari

Un tema centrale riguarda anche il comportamento delle gomme. In alcune situazioni, Ferrari sembra faticare maggiormente a mantenere prestazione costante sulla mescola più morbida rispetto ai competitor.

L’analisi suggerisce che il problema non sia immediato nel warm-up, ma piuttosto nella capacità di mantenere la finestra ottimale nel corso dello stint, con un possibile incremento del degrado dovuto a scivolamento progressivo.


Analisi finale

Il GP di Monaco 2026 conferma il ruolo centrale della Ferrari sul piano tecnico, soprattutto nelle condizioni di bassa velocità. Le soluzioni sospensive e l’efficienza meccanica sembrano punti di forza reali del progetto, mentre restano da chiarire alcuni aspetti legati alla gestione energetica e all’efficienza complessiva della power unit.

Le modifiche FIA e le particolarità del circuito rendono però difficile una lettura definitiva del reale rapporto di forza tra i top team. Monaco rimane quindi un banco di prova unico, più utile per valutare la precisione del setup che il reale potenziale assoluto delle vetture.

Fonte

Race Tech 153 – News Formula 1 (trascrizione analisi tecnica dopo FP1 e FP2 GP Monaco 2026)


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