F1 News – Caro Domenicali, anche ai giovani questa Formula 1 non piace

Andrea Inghingoli
6 Min Read
F1 2026 News formula 1Domenicali foto Alessandro Martellotta

La nuova era della Formula 1 ha suscitato molte critiche tra i tifosi. Ma FIA e Domenicali non condividono questo pessimismo.

Formula 1 2026: tante critiche, qualifiche sotto esame

In questa lunga pausa forzata prima del Gran Premio di Miami, hanno fatto scalpore le parole di Domenicali, che in un’intervista a Motorsport.com, ha fatto il punto sullo stato attuale della Formula 1. È un eufemismo dire che questi nuovi regolamenti 2026 abbiano lasciato più di qualche malumore tra gli appassionati, con tanti che lamentano una categoria che ha perso il suo DNA. 

Le prime tre gare della stagione sono andate oltre ogni più nefasta previsione. Qualifiche snaturate, sorpassi artificiali e problemi evidenti di sicurezza. Ingredienti perfetti per un disastro annunciato. 

Eppure, non era difficile prevedere anche il peggiore degli scenari: c’era chi, nel 2023, aveva messo in guardia verso la direzione che si apprestava a prendere la Formula 1 coi nuovi regolamenti. Quella persona risponde al nome di Max Verstappen, lo stesso che oggi viene accusato di lamentarsi troppo solo perché non vince. 

All’inizio di questa stagione poi, dopo la gara in Australia, tanti piloti hanno espresso posizioni simili, ed espressioni come “Formula Mario Kart”, sono diventate subito virali. Addirittura Ollie Bearman è stato ancora più diretto, facendo un paragone direttamente con la Formula E, sicuramente non la migliore delle pubblicità. 

formula 1 2027
formula 1 2027

Ma per FIA e Liberty Media c’è troppo “rumore” inutile

Ma se piloti e tifosi hanno da subito criticato la nuova era della Formula 1, lo stesso non si può dire dei vertici di FIA e Liberty Media. La Federazione sembra arroccata sulle proprie posizioni, e a nulla valgono le metafore mediche di Nicholas Tombazis, pronunciate pochi giorni fa: “Il paziente [la Formula 1, ndr] non è in terapia intensiva, bastano un paio di mele come cura”. 

Ci sta voler difendere un regolamento scritto in prima persona e sul quale il greco ci ha messo la faccia, ma non essere completamente dissociati dalla realtà: la Formula 1 è tutto tranne che uno sport in salute in questo momento, come testimoniato per altro dal crollo di ascolti in tutti i paesi europei, tranne l’Italia, sia per la Ferrari che per l’ascesa di Antonelli. 

Ancora peggio se vogliamo sono le parole di Domenicali di pochi giorni fa. Il CEO di Liberty Media ha difeso la Formula 1, dicendo che i sorpassi non hanno nulla di artificiale. Chi siamo noi per smentirlo, d’altronde come non citare il magnifico sorpasso di Charles Leclerc in Giappone su George Russell prima della curva Spoon, dovuto alla batteria scarica dell’inglese che non ha potuto far niente se non veder passare il pilota Ferrari. 

I tifosi hanno la memoria corta?

La parte più inquietante è però quella sui tifosi, che, stando a Domenicali, avrebbero espresso commenti estremamente soddisfatti. Siamo così tanto soddisfatti che la stessa Formula 1 ha dovuto eliminare una marea di commenti negativi su X dopo il GP di Melbourne; o ancora quando la stessa FOM non ha pubblicato l’on-board nel terzo settore del giro di qualifica di Kimi Antonelli in Giappone.  

E soprattutto, dire che i tifosi anziani hanno la memoria corta, è un insulto a tutti i tipi di fan. Certamente per quelli di lunga data, che hanno potuto assistere a tante ere della Formula 1, e che non si rassegnano a vedere una categoria privata in questo modo della sua essenza. 

Ma anche per i più giovani, queste parole non rappresentano un complimento: la protesta social nasce proprio da loro. Se si vuole andare a tutti i costi verso il pubblico tipico di Drive to Survive si è liberi di farlo, ma rimane un’utenza assolutamente mutevole. Qualora la Formula 1 non dovesse soddisfare i nuovi fan, quest’ultimi ci metterebbero un attimo ad abbandonare la barca. 

Inoltre, l’idea che i giovani tifosi accettino passivamente i sorpassi artificiali o la gestione estrema dell’energia solo perché non hanno vissuto il passato è un errore di valutazione. Anche chi ha iniziato a seguire la Formula 1 da pochi anni si può accorgere della differenza tra gli ultimi anni dell’era ibrida e queste prime gare del 2026. Trattare il pubblico giovane come se fosse privo di spirito critico è offensivo quanto dare dell’amnesico al tifoso storico. 

Quindi, in conclusione, si può assolutamente dire che vada tutto bene o che questo sia un ottimo regolamento. I piloti non criticano il regolamento perché non vincono (citofonare a Russell, un altro che fa buon viso a cattivo gioco), ma perché sentono che ciò che fanno va sempre più verso una dimensione artificiale e sempre meno sotto il loro controllo. 

Le critiche poi, non sono fatte in modo gratuito. Se si tiene alla Formula 1, è giusto dire quando e dove si sbaglia. Solo così si può imparare dai propri errori, per poi non commetterli di nuovo quando arriverà il momento di decidere le prossime power unit. 

Per restare aggiornato sulle ultime notizie, analisi tecniche e approfondimenti sulla Formula 1, visita newsf1.it e iscriviti al canale YouTube NEWSf1IT. Scopri altri video nella sezione dedicata su newsf1.it/video-formula-1

Share This Article
Nessun commento

Lascia un commento