Lewis Hamilton conquista la vittoria a Monza, in modo assolutamente autoritario, mettendo il settimo sigillo, forse quello decisivo, sul Mondiale 2015. Vittoria che era stata messa in dubbio dall’investigazione degli steward di gara a seguito della pressione di gonfiaggio degli pneumatici delle due Mercedes inferiore (di 0,3 PSI) ai limiti imposti dalla FIA a seguito delle esplosioni dei Pirelli PZero nel Gp del Belgio. Investigazione conclusasi con un “non luogo a procedere” visto che i commissari, oltre alle pressioni più basse, avevano riscontrato sulle due Mercedes temperature degli pneumatici notevolmente più basse rispetto a quelle delle altre vetture, identificando in queste la causa dell’anomalia di gonfiaggio e non riscontrando problemi di sicurezza e vantaggi prestazionali significativi.
Hamilton quindi incamera un vantaggio in classifica sul diretto inseguitore, il compagno di team Nico Rosberg, di 53 punti: un vantaggio che lo stesso tedesco ha definito “pesante”, maturato a causa del suo ritiro (al giro 51) dipeso dall’esplosione della Power Unit Mercedes “vecchia specifica”, che ha esalato l’ultimo respiro alla Variante della Roggia mentre cercava di raggiungere al secondo posto la Ferrari di Sebastian Vettel.
Ferrari a due facce: in festa (ma non troppo, visto il ritardo di 25 secondi al traguardo rispetto ad Hamilton ed il mezzo secondo medio di ritardo sul passo gara accumulati rispetto alla Mercedes di punta con le gomme Soft Yellow, che stavolta sulla Ferrari hanno dato riscontri peggiori rispetto a quelli delle Medium White) con Sebastian Vettel, che ha condotto sul secondo gradino del podio la sua SF15-T con una gara concreta e senza sbavature, soprattutto mentre controllava la rimonta di Rosberg; e deludente, invece, con Kimi Raikkonen, che si “pianta” letteralmente all’avvio a seguito, secondo i primi riscontri dal team, di un errore nella procedura di start, che ha attivato l’antistallo di emergenza per non far spegnere il propulsore.
Partenza da incubo che lo ha, di fatto, subito relegato nelle ultime posizioni, e solo una rabbiosa rimonta (che lo ha condotto al termine al quinto posto davanti al bravo Sergio Perez, autore di una gara convincente con la sua Force India) ha mitigato i rimpianti per quella che poteva essere una gara di vertice.
Le Williams: con Massa a podio davanti (sul filo di lana) al compagno Bottas concludono una gara dove non sono riuscite ad esprimere il “solito” potenziale mostrato sui circuiti da basso carico, facendo pensare che, per questa stagione, la strada degli sviluppi prestazionali rispetto a Mercedes e Ferrari sarà ampiamente in salita.
La Red Bull, con una gara di sacrificio, conquista piazzamenti a punti con Ricciardo (8°, con una gara dove dimostra, a suon di sorpassi dal fondo della griglia, tutto il suo temperamento) e Kvyat (10°).
Chiudono la top-ten Hulkenberg (7°ad 1 giro, per cui pare essere finito il “magic moment” successivo alla vittoria a Le Mans) e Marcus Ericsson (9°), che porta alla Sauber motorizzata Ferrari punti preziosissimi per la classifica Costruttori.
Gara brillante ma fuori dai punti per le Toro Rosso, in particolare con Max Verstappen (che nella seconda metà di gara, con le gomme PZero Yellow Soft, era tra i più veloci in pista), autore di staccate spettacolari alla prima variante.
Nelle retrovie (nonostante l’ottimo start di Button, 9° al primo giro) la McLaren-Honda, che ha registrato l’ennesimo ritiro (di Alonso a 6 giri dalla fine) per scarsa affidabilità della Power Unit nipponica.
Il prossimo appuntamento è tra due settimane a Singapore, dove vedremo, su un circuito con caratteristiche radicalmente opposte rispetto a quelle del Gp italiano,  i valori delle monoposto in campo a seguito delle ultime evoluzioni delle Power Unit.

Pos Pilota Scuderia Giri Distacco
1 Lewis Hamilton Mercedes 53 1:18:00.688
2 Sebastian Vettel Ferrari 53 25.0
3 Felipe Massa Williams-Mercedes 53 47.6
4 Valtteri Bottas Williams-Mercedes 53 47.9
5 Kimi Raikkonen Ferrari 53 68.8
6 Sergio Perez Force India-Mercedes 53 72.7
7 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 52 1 giro
8 Daniel Ricciardo Red Bull-Renault 52 1 giro
9 Marcus Ericsson Sauber-Ferrari 52 1 giro
10 Daniil Kvyat Red Bull-Renault 52 1 giro
11 Carlos Sainz Toro Rosso-Renault 52 1 giro
12 Max Verstappen Toro Rosso-Renault 52 1 giro
13 Felipe Nasr Sauber-Ferrari 52 1 giro
14 Jenson Button McLaren-Honda 52 1 giro
15 Will Stevens Manor-Ferrari 51 2 giri
16 Roberto Merhi Manor-Ferrari 51 2 giri
R Nico Rosberg Mercedes 50 Motore
R Fernando Alonso McLaren-Honda 47 Ritiro
R Romain Grosjean Lotus-Mercedes 1 Ritiro
R Pastor Maldonado Lotus-Mercedes 1 Sospensione

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