Suzuka la Mercedes suggella il 6° alloro iridato Costruttori consecutivo dall’inizio dell’ “era ibrida”. Ferrari punta tutto sulla pole ma non concretizza in gara per colpe proprie (dei piloti e del team).

Il tifone che si era abbattuto sul circuito giapponese di Suzuka ha lasciato il posto, nella domenica mattina, all’ennesimo trionfo iridato Mercedes, sesto di fila (record insieme a Ferrari), raggiunto da un team capace e fortissimo, che riesce ad analizzare e rialzarsi sempre dalle situazioni difficili grazie al lavoro in armonia.

E in effetti le qualifiche (svoltesi alla domenica mattina a causa del tifone sopracitato) sembravano aprire ad un ribaltamento di valori rispetto a quelli espressi nelle libere del venerdì, con una Ferrari che con Vettel-Leclerc ha monopolizzato di forza (e di Power Unit) la prima fila.

Ma il team di Toto Wolff, non perdendo in lucidità e in capacità d’analisi, aveva (giustamente) puntato sul passo gara e sulla gestione gomme, badando soprattutto a raggiungere il bottino di punti necessario per conseguire l’iride, piuttosto che puntare tutto sulla “vittoria di tappa”.

Trovando poi anche “l’aiuto” anche dalla Ferrari, che incappa in due errori decisivi.
Quello più evidente dei piloti, allo start della gara, con Vettel che parte anticipatamente (ma riesce a “tenere” la frizione della sua SF90 senza far scattare i sensori che rilevano il movimento), che, come dicharato dal Team Principal Binotto, ha condizionato pure i tempi di reazione allo start del compagno Leclerc, preso alla sprovvista (e qui paga forse l’inesperienza).
Leclerc che poi, in evidente sottosterzo, “prende dentro” un incolpevole Verstappen, costretto nel corso della gara al ritiro.

Ma c’è stato anche un probabile errore di valutazione del team.
Con l’ennesima “strategia rischiatutto”, la Scuderia aveva puntato tutto sulla qualifica, scaricando aerodinamicamente le vetture al posteriore per avere maggiori velocità (ed equilibrare il cronico sottosterzo, a Suzuka molto penalizzante). Giocandosi poi tutto sul mantenere le prime due posizioni al via, per gestire il passo gara e le strategie delle soste (viste anche le incognite date dal non aver potuto effettuare le Prove Libere 3).

Ma l’imprevisto dello start ha fatto saltare subito i piani, lasciando via libera al miglior passo gara delle Mercedes.
Ma, con un assetto più “equilibrato,” Ferrari avrebbe potuto mettere in pista una monoposto (e un passo gara) più adatto alla gestione degli pneumatici Pirelli, riuscendo comunque (seppur con margine minore) a prendersi la prima fila in qualifica?

Domande alle quali gli uomini di Maranello dovranno fornire risposte concrete, soprattutto in ottica futura.

Perché la Mercedes continua a ribadire d’essere il miglior team di Formula 1, non solo a livello tecnico ma soprattutto gestionale-organizzativo.

Di Giuseppe Saba (Twitter: @saba giuseppe )

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