F1 2026, radiocomandate? Il caso del tirante Red Bull

Vito Defonseca
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Le nuove monoposto della F1 2026 stanno sollevando interrogativi sulla gestione dell’energia, sul ruolo della FIA e sulla complessità delle regole tecniche. Nel frattempo, una soluzione progettuale di Red Bull, legata alla forma delle pance e al tirante collegato al fondo, riporta al centro dell’attenzione il confine tra innovazione aerodinamica e interpretazione del regolamento.

Sono questi i temi al centro di Race Tech 170, la nostra rubrica dedicata all’analisi tecnica della Formula 1, con l’approfondimento dell’ingegnere Riccardo Romanelli.

Formula 1 2026, perché si parla di monoposto radiocomandate?

La nuova generazione di monoposto ha introdotto una gestione dell’energia elettrica ancora più centrale nel funzionamento della vettura. Il sistema di deployment, ovvero il modo in cui l’energia disponibile viene erogata durante il giro, influenza le prestazioni e può determinare differenze significative tra le monoposto in determinati tratti della pista.

Il problema, secondo l’analisi proposta in Race Tech 170, non riguarda soltanto la complessità tecnica delle vetture. A preoccupare è anche la difficoltà per il pubblico di interpretare ciò che accade in pista.

Quando una monoposto perde velocità o un’altra recupera terreno in un determinato settore, non sempre è possibile attribuire la differenza esclusivamente alla capacità del pilota o alla prestazione aerodinamica. La gestione dell’energia aggiunge una variabile importante, rendendo meno immediata la lettura dei duelli.

Da qui nasce la provocazione delle F1 2026 radiocomandate: un’espressione ironica che evidenzia il timore di una categoria nella quale l’elettronica e i vincoli regolamentari rischiano di diventare protagonisti quanto la guida.

F1 2026 Power unit Merdes
F1 2026 Power unit Merdes

Deployment FIA, il problema della gestione dell’energia

Nel corso della puntata, Riccardo Romanelli approfondisce le difficoltà legate al controllo della potenza e dell’energia utilizzata dalle monoposto.

La Formula 1 deve verificare che ogni vettura rispetti i limiti previsti dal regolamento, controllando sia la potenza elettrica erogata sia l’energia impiegata nel corso del giro. Si tratta di parametri fondamentali per garantire che tutti i team operino entro le stesse condizioni regolamentari.

La questione diventa particolarmente delicata quando il sistema di controllo deve gestire una quantità elevata di variabili e condizioni operative differenti. Un problema nell’applicazione delle modalità di deployment può infatti influenzare il comportamento delle vetture e creare differenze di prestazione nei singoli settori.

L’analisi mette quindi in evidenza una contraddizione: un regolamento concepito per controllare con precisione le prestazioni rischia di diventare così complesso da rendere difficile anche la sua applicazione.

Il punto centrale è capire se l’attuale impostazione permetta di mantenere una competizione comprensibile per gli spettatori e gestibile per le squadre e per la stessa Federazione.

Sidepod Mercedes Tech f1
Sidepod Mercedes Tech f1 credits media pirelli edit newsf1.it

Mercedes, gli aggiornamenti non bastano

La puntata affronta anche le difficoltà incontrate da Mercedes nell’integrare gli aggiornamenti tecnici sulla monoposto.

Secondo l’analisi di Romanelli, un pacchetto aerodinamico può offrire miglioramenti in termini di carico e di efficienza senza garantire automaticamente un incremento delle prestazioni in pista.

Il motivo è legato all’equilibrio complessivo della vettura. Le nuove geometrie aerodinamiche devono funzionare in sintonia con il comportamento dinamico, le altezze da terra e le regolazioni meccaniche.

Se il passaggio tra avantreno e retrotreno non rimane sufficientemente stabile, il potenziale dell’aggiornamento può risultare difficile da sfruttare. Per questo motivo, la fase di adattamento del pacchetto aerodinamico richiede tempo e verifiche in pista.

È un esempio di quanto sia complesso trasformare un miglioramento teorico, individuato attraverso simulazioni e galleria del vento, in un vantaggio concreto durante un Gran Premio.

Red Bull, il tirante e la forma estrema delle pance

Il tema più interessante dal punto di vista tecnico riguarda la soluzione attribuita a Red Bull nella zona delle pance e del fondo.

L’attenzione si concentra sulla forma particolarmente pronunciata delle superfici laterali e sul modo in cui il tirante, o stay, viene integrato nel progetto della vettura.

Il fondo è uno degli elementi più importanti per la generazione del carico aerodinamico. Le differenze di pressione tra la superficie inferiore e quella superiore possono produrre sollecitazioni significative, rendendo necessario controllare la deformazione delle strutture.

I tiranti hanno proprio la funzione di contribuire al sostegno e alla rigidezza delle parti interessate, nei limiti e nelle modalità consentiti dal regolamento tecnico.

La particolarità evidenziata nell’analisi è il rapporto tra la geometria delle pance, la zona di collegamento con il fondo e il posizionamento del tirante. Secondo Romanelli, Red Bull avrebbe sviluppato un’interpretazione più articolata rispetto a una soluzione strutturale convenzionale.

Il risultato è un progetto nel quale la forma della carrozzeria e la disposizione dell’elemento di sostegno devono essere considerate insieme, valutando la loro funzione strutturale e il possibile effetto sul comportamento aerodinamico.

Innovazione tecnica o interpretazione al limite del regolamento?

In Formula 1, trovare soluzioni innovative è parte integrante della competizione. I progettisti cercano continuamente margini di prestazione attraverso forme, materiali e interpretazioni delle prescrizioni tecniche.

Il confine diventa più delicato quando una soluzione è concepita per sfruttare una zona poco definita del regolamento. In questi casi, la valutazione non dipende soltanto dall’efficacia tecnica, ma anche dal modo in cui la soluzione viene interpretata e verificata dalla FIA.

Come spiegato nel corso di Race Tech 170, il confronto tra team e Federazione avviene anche prima che una soluzione venga utilizzata in gara. Le interpretazioni tecniche possono essere discusse e chiarite, mentre eventuali direttive successive possono modificare il quadro regolamentare.

Questo non significa che una soluzione sia automaticamente irregolare. Per stabilirlo servono elementi verificabili e una valutazione ufficiale delle prescrizioni applicabili.

Il caso Red Bull riporta quindi al centro una domanda ricorrente nella storia della Formula 1: fino a che punto un progettista può spingersi nell’interpretazione di una regola per ottenere un vantaggio?

Il peso politico dei team in Formula 1

L’ultima parte dell’approfondimento affronta anche il rapporto tra innovazione tecnica e peso politico delle squadre.

In una categoria nella quale gli investimenti sono enormi e le differenze prestazionali possono dipendere da dettagli molto piccoli, ogni interpretazione del regolamento assume un’importanza strategica.

La capacità di sostenere una determinata soluzione dal punto di vista tecnico e regolamentare può influenzare il percorso che porta alla sua approvazione, alla sua eventuale modifica o alla sua esclusione nelle stagioni successive.

Il tema non dimostra, da solo, l’esistenza di favoritismi. Solleva però una questione più generale: quanto è importante che le regole siano applicate in modo coerente e prevedibile per tutti i costruttori?

È un interrogativo che riguarda direttamente la credibilità della competizione e il rapporto tra innovazione ingegneristica e controllo regolamentare.

Race Tech 170: l’analisi completa sulla Formula 1 2026

Dal deployment FIA alle difficoltà di Mercedes, passando per la soluzione tecnica di Red Bull, Race Tech 170 affronta alcuni dei temi più complessi della Formula 1 contemporanea.

L’obiettivo è andare oltre il risultato della gara e spiegare i meccanismi che determinano il comportamento delle monoposto, mettendo in relazione aerodinamica, dinamica del veicolo e regolamento tecnico.

La domanda finale resta aperta: le nuove regole riusciranno a garantire una competizione comprensibile e spettacolare senza limitare eccessivamente il ruolo dei piloti e la libertà progettuale degli ingegneri?

Guarda la puntata completa di Race Tech 170 e partecipa alla discussione nei commenti.

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