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Ferrari esce dal Gran Premio d’Olanda con una sensazione che pesa più del risultato finale: il podio era possibile, ma ancora una volta la SF-26 lascia Zandvoort con meno di quanto il passo gara avrebbe meritato. È questa la tesi al centro della nuova puntata di A Ruota Libera, il format di approfondimento di NEWSF1, dove analizziamo senza filtri tutto quello che è successo nel weekend olandese.
- Ferrari aveva davvero una macchina inferiore?
- Il vero errore Ferrari: non la strategia, ma l’esecuzione
- La qualifica continua a condannare Ferrari
- Hamilton e Leclerc: due gare diverse, stesso rimpianto
- Mercedes non domina più come a inizio stagione
- Antonelli continua la fuga mondiale
- McLaren ritrovata: Norris manda un messaggio al campionato
- Zandvoort saluta la Formula 1
- Il caos Williams chiude un GP pieno di episodi
- Monza diventa il vero banco di prova della Ferrari
- Guarda la puntata completa di A Ruota Libera
Il titolo della puntata dice tutto: “Adesso basta. Così non si vince.” Perché il problema della Ferrari non sembra essere la velocità della monoposto, ma la capacità di trasformare il potenziale in risultati.

Ferrari aveva davvero una macchina inferiore?
È questa la domanda che apre il dibattito. Dopo la gara molti commenti hanno parlato di una Ferrari semplicemente inferiore a Mercedes e McLaren, ma l’analisi del passo racconta una storia diversa.
Durante la prima parte della corsa Charles Leclerc è rimasto stabilmente sul ritmo dei piloti davanti. In diversi momenti il ferrarista ha girato addirittura più veloce di Kimi Antonelli pur trovandosi a circa dieci secondi dalla Mercedes. Un dato che porta a una conclusione precisa: la SF-26 aveva il potenziale per lottare almeno per il podio.
Il problema è che quel potenziale non è stato sfruttato.
Il vero errore Ferrari: non la strategia, ma l’esecuzione
Nel corso della puntata di A Ruota Libera emerge una distinzione importante. Diversificare la strategia tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton era probabilmente la scelta corretta.
Su un circuito come Zandvoort, dove sorpassare è estremamente difficile, Ferrari aveva bisogno di provare qualcosa di diverso per mettere pressione agli avversari. Hamilton, infatti, nel finale arriva realmente ad avere la possibilità di attaccare George Russell per il terzo posto.
La strategia, quindi, aveva una logica.
Quello che lascia perplessi è l’esecuzione.
Ci sono diversi episodi che raccontano una gestione non perfetta del Gran Premio:
- il richiamo di Leclerc ai box con un giro di indecisione;
- il tempo perso nella gestione delle soste;
- le comunicazioni tra pilota e muretto;
- il momento scelto per effettuare i pit stop.
Piccoli dettagli che, sommati, diventano secondi preziosi persi in una gara dove ogni posizione vale punti pesantissimi.

La qualifica continua a condannare Ferrari
Se c’è un tema ricorrente nella stagione Ferrari è quello del giro secco.
Anche a Zandvoort la SF-26 mostra un comportamento quasi opposto tra Sprint e qualifiche principali. Nella Sprint la Ferrari riesce a esprimere un potenziale competitivo, mentre poche ore dopo si ritrova relegata in terza fila.
Ed è qui che nasce gran parte del problema della domenica.
Zandvoort è uno dei circuiti più complicati dell’intero calendario per effettuare sorpassi. Partire dietro significa dover passare tutta la gara nel traffico, consumare pneumatici e perdere opportunità strategiche.
Per questo motivo il GP d’Olanda viene definito una gara persa soprattutto il sabato.
Hamilton e Leclerc: due gare diverse, stesso rimpianto
La corsa delle due Ferrari è quasi speculare.
Nella prima metà è Charles Leclerc ad avere il ritmo migliore e a sembrare il pilota con maggiori possibilità di avvicinare il gruppo di testa.
Nella seconda parte, invece, emerge Lewis Hamilton grazie alla strategia alternativa e alla Virtual Safety Car, che gli permette di rientrare in piena lotta per il podio.
Poi arriva una seconda neutralizzazione che spegne definitivamente la rimonta del sette volte campione del mondo proprio mentre stava preparando l’attacco decisivo su Russell.
Il risultato finale lascia la sensazione di una doppia occasione sfumata.
Mercedes non domina più come a inizio stagione
Uno degli aspetti più interessanti analizzati durante la puntata riguarda il momento Mercedes.
Rispetto ai primi Gran Premi del 2026 il vantaggio della squadra di Brackley sembra essersi ridotto. La W17 resta una monoposto estremamente competitiva, ma Ferrari e McLaren hanno recuperato terreno.
Lo dimostra anche il ritmo gara visto in Olanda, dove la differenza tra Ferrari e Mercedes non è mai sembrata quella osservata nelle prime gare dell’anno.
La lotta si è accorciata.
Antonelli continua la fuga mondiale
Se Mercedes sembra meno dominante, Kimi Antonelli continua invece a essere il punto di riferimento del Mondiale Piloti.
Il giovane italiano conquista un altro risultato pesante e aumenta ulteriormente il margine su George Russell.
Durante A Ruota Libera viene sottolineata anche un’altra differenza: mentre McLaren e Mercedes mostrano una distanza prestazionale evidente tra i propri piloti, Ferrari continua ad avere due piloti molto vicini come rendimento complessivo.
Hamilton e Leclerc si alternano nelle prestazioni, ma restano costantemente sullo stesso livello.
McLaren ritrovata: Norris manda un messaggio al campionato
Lando Norris conquista un’altra vittoria e conferma la crescita della McLaren.
La squadra di Andrea Stella sembra aver corretto molti degli errori che nelle stagioni precedenti avevano compromesso risultati importanti.
La differenza, secondo l’analisi della puntata, è soprattutto nella maturità del team: una vettura competitiva accompagnata finalmente da una gestione più pulita delle gare.
Zandvoort saluta la Formula 1
Il GP d’Olanda è stato anche l’ultimo appuntamento della Formula 1 sul circuito di Zandvoort.
Un tracciato storico, spettacolare da guidare ma sempre più difficile da interpretare con le monoposto moderne, larghe e pesanti.
Nel corso della discussione emerge come il layout attuale abbia perso gran parte delle caratteristiche del vecchio Zandvoort, rendendo quasi impossibili i sorpassi e trasformando molte gare in una lunga processione.
L’addio al calendario lascia inevitabilmente un po’ di nostalgia, ma anche la consapevolezza che la Formula 1 di oggi richiede circuiti diversi.
Il caos Williams chiude un GP pieno di episodi
Nel finale arriva anche uno degli episodi più incredibili della giornata.
Carlos Sainz centra Alex Albon in un contatto tra compagni di squadra che fotografa perfettamente il momento difficile della Williams.
Un errore di valutazione che provoca danni importanti e chiude con il botto un Gran Premio iniziato con l’incidente di Max Verstappen al primo giro.
Monza diventa il vero banco di prova della Ferrari
Il Mondiale ora si sposta in Italia e tutte le attenzioni si concentrano sul Gran Premio di Monza.
Per Ferrari sarà molto più di una gara di casa.
Se la SF-26 confermerà il passo mostrato a Zandvoort ma riuscirà finalmente a mettere insieme qualifica, strategia ed esecuzione, allora il podio diventerà un obiettivo concreto.
In caso contrario, il rischio è continuare a ripetere lo stesso copione visto in Olanda: una macchina competitiva che lascia punti preziosi per strada.
Guarda la puntata completa di A Ruota Libera
Nella nuova puntata di A Ruota Libera analizziamo nel dettaglio il GP d’Olanda 2026, il passo della Ferrari SF-26, le strategie di Leclerc e Hamilton, la crescita della McLaren, il Mondiale di Antonelli e tutti gli episodi che hanno deciso la gara di Zandvoort.
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