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Fin dall’inizio della stagione sia i tifosi che l’intera direzione di Maranello non sono soddisfatti dai risultati della Ferrari. La dirigenza ha ribadito la volontà di costruire una Rossa finalmente vincente nel prossimo futuro, ma la domanda che circola tra tifosi e addetti ai lavori resta la stessa: questo gruppo è davvero all’altezza della sfida?
Secondo alcune voci provenienti dalla Germania, anche i vertici della Scuderia si starebbero ponendo la stessa domanda. A riportarlo è la testata tedesca F1-Insider, attraverso le parole del giornalista Ralf Bach. Secondo lui, John Elkann starebbe prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di sostituire Frédéric Vasseur con Christian Horner nel ruolo di Team Principal.
“Horner vuole evitare il processo (per il caso molestie, ndr) perché sta cercando un lavoro, forse addirittura per ottenerlo. Se vede davvero una possibilità alla Ferrari, ciò che è appena successo ha davvero senso”, ha dichiarato Bach, commentando l’accordo extragiudiziale tra il manager britannico e l’ex dipendente della Red Bull che lo aveva accusato di comportamenti inappropriati“.
“Nonostante il rinnovo del contratto, la Ferrari sembra voler liberarsi di Vasseur ed Elkann sembra davvero intenzionato a prendere Horner. Horner ha 14 titoli mondiali nel suo curriculum. Elkann è considerato un tipo molto emotivo, a cui interessa solo ciò che pensa oggi senza pensare al passato. Hanno rinnovato il contratto a Vasseur, ma a quanto pare la sua posizione è già instabile. Ed è qui che entra in gioco Horner. Probabilmente non si rendono conto che così facendo chiudono la porta a Verstappen”.
Quest’ultima osservazione si riferisce alle tensioni ormai note tra Horner e la famiglia Verstappen. È quindi improbabile che i due possano tornare a collaborare, e per la Ferrari una scelta escluderebbe l’altra. In ogni caso, anche ammesso che a Maranello ci sia un certo malcontento, un cambio al muretto sembra tutt’altro che imminente: la Scuderia ha appena prolungato l’accordo con Vasseur e, con il grande cambio regolamentare del 2026 alle porte, una rivoluzione interna sarebbe rischiosa e poco strategica.


