Ad un anno di distanza dall’ormai famosa ruotata di Sebastian Vettel a Lewis Hamilton durante il gp di Baku, analizziamo la situazione tra i due tetra campioni del mondo.

Tutto cominciò circa un anno fa (10 mesi fa, visto che l’anno scorso il gp di Baku si disputò a giugno) al giro 20 del Gp, quando il leader Hamilton rallentò vistosamente per compattare il gruppo, in attesa della ripartenza dopo il regime di SC. Un’incomprensione con Vettel causò però il contatto tra i due, con il tedesco che tamponò accidentalmente il posteriore della WO8 del rivale inglese, scatenando il successivo fallo di reazione da parte del pilota della Ferrari, che affiancò l’inglese rifilandogli una ruotata. Questa azione fu poi punita con uno stop and go di 10 secondi, nonostante più parti considerassero l’azione del tedesco da bandiera nera (squalifica).

A quel tempo, l’azione di Vettel fu considerata come un esempio per mettere in dubbio la tenuta mentale del tedesco, reo di non saper essere abbastanza freddo in situazioni scomode e di essere spesso di carattere troppo “latino” nell’atteggiamento, come volle sottolineare all’epoca il presidente della Ferrari Sergio Marchionne.

Allo stesso tempo, il fattaccio di Baku mise in luce la furbizia di Lewis, il quale, ha sempre utilizzato la tattica del gioco mentale per mettere pressione gli avversari e indurli all’errore. Tattica , quella dell’inglese, frutto soprattutto della sicurezza nei propri mezzi. Eppure lo stesso Hamilton, in più occasioni, ha dimostrato di non essere mentalmente molto solido, o perlomeno alle prime difficoltà tende spesso e volentieri a demoralizzarsi. Infatti, quando si trova, sin dal venerdì, un monoposto non perfetta, è solito andare in crisi, disputando poi weekend opachi e mostrando solo l’ombra del quattro volte campione del mondo.

Un anno dopo il “ruotata-gate”

Un anno dopo, alla vigilia del weekend azero,sembra che questi ruoli si siano invertiti. Questo perché, dopo 3 gp, sembra che il ruolo di favorita spetti alla Ferrari mentre Mercedes, per ora, sembra rincorrere.

Al box del Cavallino sembra ci sia molta tranquillità, la stessa che Seb ha mostrato dopo l’ultimo gran premio in Cina. Vettel in quel frangente, nonostante fosse stato vittima dell’ennesimo contatto con Verstappen, che ne ha rovinato di fatto la gara, nelle interviste post gp è risultato comunque calmo, consapevole del fatto che tra le mani ha una grande monoposto. Una monoposto, che nonostante non sia ancora perfetta, gli ha consentito d’essere, dopo 3 gp, in cima alla classifica piloti.

Dopo i ripetuti episodi che si sono verificati l’anno scorso (Baku, Singapore, Messico), ci saremmo aspettati la solita serie di “beep” alla radio durante il gp, ma da questo lato Vettel sembra essere molto “maturato”.

Chi invece usa molto spesso la radio è Lewis Hamilton, come visto soprattutto durante il gp del Bahrain, con cui è solito farsi “teleguidare” dal team, peccando spesso in spirito d’iniziativa, e chiedendo continuamente al muretto lumi sul da farsi. Atteggiamento tipico di quando si trova in uno dei suoi weekend “no”.

Inizio di stagione, pole a Melbourne a parte, molto sottotono per Lewis, quasi demoralizzato da una W09 che sta patendo qualche problema di troppo con le gomme a mescola morbida della Pirelli (ammesso da Toto Wolf) ma che sembra nascondere qualcosa di più di un semplice problema di gomme…

Al contrario, Vettel si è mostrato abbastanza in forma, nonostante a Melbourne abbia ammesso di non avere ancora il feeling giusto con la SF71H. Ma il fattore più positivo è l’atteggiamento del tedesco: positivo ma realista.

Le premesse

Seb e Lewis. Due tetracampioni con pregi e difetti, differenti l’uno dall’altro, ma con una strada che gli unisce verso la conquista del quinto iride.

E in questo mondiale che si preannuncia molto tirato, con prestazioni molto vicine tra i team, sarà fondamentale la loro tenuta mentale e la costanza nei risultati. Da questo capiremo quanto Sebastian Vettel sia maturato rispetto agli anni passati e quanto, invece, Lewis Hamilton potrà riuscire a essere concreto e veloce, dopo un inizio di mondiale, pole di Melbourne a parte, non eccezionale.

Le premesse per vedere un campionato ricco di scintille (non solo quelle create artificialmente dal fondo delle monoposto) ci sono tutte. In fin dei conti da due anni a questa parte stiamo assistendo a uno dei duelli più entusiasmanti dell’ultimo decennio. Un duello tra due campioni dal piede pesante e dal talento sopraffino, ma che sono umani come tutti noi e possono incappare in errori. La vera sfida è saperli ridurre il più possibile.

Chi raggiungerà per primo il quinto titolo mondiale? Difficile saperlo ora ma  tra pochi giorni andrà in scena il quarto appuntamento del mondiale 2018 e la sfida tra il tedesco della Ferrari e l’inglese della casa di Stoccarda é solo all’inizio…

 

Di Giuly Bellani

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