F1 2026: le parole di Hamilton aprono il dibattito tecnico dopo i test in Bahrain

Vito Defonseca
4 Min Read
Hamilton Ferrari SF 26 Test F1 2026

I primi chilometri della nuova era regolamentare F1 2026 hanno già acceso il confronto. Nei test disputati in Bahrain, le monoposto hanno mostrato un comportamento profondamente diverso rispetto al recente passato, sia in termini di efficienza aerodinamica sia nella gestione dell’energia ibrida.

Al centro dell’attenzione ci sono anche le sensazioni espresse da Lewis Hamilton, che ha sottolineato come la guida di queste vetture richieda un adattamento significativo, soprattutto nei tratti ad alta velocità.

ferrari hamilton F1 2026
ferrari hamilton F1 2026

Una Formula 1 più efficiente, ma meno carica

Il regolamento 2026 ha ridotto in modo sostanziale il carico aerodinamico complessivo, puntando su vetture più leggere e su una maggiore incidenza della componente elettrica nelle power unit.

Dai dati raccolti nei test emergono tre aspetti principali:

  • Velocità di punta in aumento
  • Minore stabilità nelle curve veloci
  • Maggiore sensibilità alle variazioni di assetto

Le monoposto risultano più “pulite” dal punto di vista aerodinamico, ma meno ancorate all’asfalto nei cambi di direzione rapidi. Questo modifica profondamente l’approccio alla guida e alla gestione del giro secco.

Differenze tecniche già evidenti tra i top team

I test hanno mostrato filosofie progettuali differenti tra i principali costruttori:

  • Ferrari ha lavorato su una configurazione bilanciata, senza soluzioni estreme
  • Red Bull Racing sembra aver privilegiato efficienza e stabilità nei tratti veloci
  • Audi F1 Team ha introdotto concetti aerodinamici più aggressivi, soprattutto nella zona delle fiancate

Le differenze nei micro-settori indicano che non esiste ancora una direzione tecnica dominante. Il compromesso tra carico e resistenza all’avanzamento sarà il vero ago della bilancia.

Il nodo energia e gestione del sorpasso

Con il nuovo equilibrio tra parte termica ed elettrica della power unit, la gestione dell’energia diventa ancora più centrale. L’erogazione elettrica incide in modo marcato nelle fasi di accelerazione e nei duelli in rettilineo.

Questo cambia la natura stessa del sorpasso: meno dipendente dal puro carico aerodinamico, più legato alla strategia energetica e alla fase di rilascio.

Le osservazioni di Hamilton si inseriscono proprio in questo contesto tecnico. Non si tratta di una critica isolata, ma della constatazione che la monoposto 2026 richiede uno stile di guida differente e una maggiore sensibilità nella gestione delle fasi ad alta velocità.

Una fase di adattamento inevitabile

È ancora presto per trarre conclusioni definitive. I test rappresentano una fase esplorativa in cui team e piloti stanno comprendendo il comportamento reale delle nuove vetture.

Tuttavia, un elemento appare chiaro: il 2026 non sarà una semplice evoluzione regolamentare, ma una trasformazione tecnica profonda che potrebbe ridefinire equilibri e modalità di competizione.

Le prossime sessioni in pista chiariranno se le sensazioni iniziali saranno confermate o se gli sviluppi porteranno a un diverso bilanciamento tra efficienza e carico aerodinamico.

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