F1 2026 Mettendo a confronto SF26 e W17 emerge subito un aspetto chiave: le profonde differenze concettuali non sono solo frutto di scelte aerodinamiche, ma anche — e soprattutto — delle diverse esigenze di raffreddamento degli organi interni. Ed è proprio da qui che nascono compromessi progettuali inevitabili, ma anche filosofie molto distanti.

Ferrari e il decentramento delle masse radianti
Ferrari, ormai da diversi anni, ha sposato con decisione il concetto del decentramento delle masse radianti, una scelta che continua a caratterizzare anche la SF26.
Portare i radiatori più in basso consente ai tecnici di Maranello di ridurre drasticamente gli ingombri nella parte alta della vettura. Il risultato è evidente:
un airscope minimale e una parte superiore del cofano motore praticamente “zero-size”.
Questa impostazione libera spazio prezioso nella zona centrale, permettendo l’adozione di una pinna dorsale molto generosa, utile a stabilizzare i flussi verso il retrotreno. Le masse radianti vengono quindi distribuite principalmente in due aree:
- nella classica coda a bazooka,
- e nella zona dell’undercut sotto il sidepod, che lavora in sinergia con il fondo.
Una scelta che privilegia l’efficienza aerodinamica complessiva, ma che richiede un lavoro estremamente raffinato sulla gestione termica.

Mercedes e la continuità concettuale
Mercedes, al contrario, rimane fedele a una filosofia storica ben riconoscibile: masse radianti più centrate e posizionate in alto.
L’airscope della W17 mantiene una forma tondeggiante, con due aperture laterali che affiancano quella principale triangolare. La parte superiore del cofano motore risulta più bombata, una soluzione che riduce inevitabilmente la superficie disponibile per la pinna dorsale.
Questa scelta, però, porta con sé un vantaggio non banale. Liberando la parte bassa del posteriore, i tecnici di Brackley possono abbandonare la coda a bazooka e tornare a una configurazione di coca-cola pura, simile a quella vista fino al 2021.
Il beneficio è chiaro: flussi più puliti e meglio indirizzati verso il diffusore.

Sidepod simili, undercut molto diversi
Interessante notare come, nonostante le filosofie opposte, i sidepod delle due monoposto risultino abbastanza simili in termini di dimensioni generali. Entrambi i team sembrano ispirarsi al concetto introdotto dalla prima Aston Martin AM22, con volumi ben definiti e superfici scolpite.
La vera differenza emerge però osservando l’undercut.
Nel caso Mercedes, la minore presenza di masse radianti nella parte bassa consente di estremizzare questo concetto, creando un canale più profondo e aggressivo sotto il sidepod. Ferrari, invece, deve trovare un compromesso tra la gestione termica e la pulizia dei flussi, mantenendo un undercut meno esasperato ma più integrato nel disegno complessivo della vettura.
Due strade, un solo obiettivo
SF26 e W17 raccontano quindi due modi diversi di interpretare lo stesso problema:
come raffreddare in modo efficace senza sacrificare il rendimento aerodinamico.
Ferrari punta su una vettura compatta in alto e carica di potenziale aerodinamico.
Mercedes preferisce una struttura più tradizionale, ma che garantisce flussi posteriori estremamente puliti.
Chi abbia fatto la scelta giusta lo dirà solo la pista. Ma una cosa è certa: dietro forme apparentemente simili, si nascondono filosofie progettuali profondamente diverse.
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