Beffa scongiurata per Sebastian Vettel, quella relativa ad una penalità nel Gran Premio del Giappone, dopo già il danno del ritiro in Russia.

Beffa scongiurata per Sebastian Vettel, dopo il danno dovuto al ritiro nel Gran Premio di Russia, causato dalla rottura dell’MGU-K sulla sua Ferrari. Danno doppio, anzi, quello di domenica, perché dopo il ritiro, si sono create le condizioni per la VSC che ha messo le Mercedes nelle condizioni di fare doppietta. Beffa, seguente al ritiro, che come detto sembra scongiurata, poiché esisteva il rischio di una penalità griglia, per Vettel.

Una penalità, di 5 posizioni, da scontare nella prossima gara, dovuta alla sostituzione dell’MGU-K con montaggio di un’unità nuova. Si, perché quella che si è rotta domenica era la seconda unità su due disponibili, mentre dalla terza in poi scattano le penalità. Fortunatamente però, come detto, a Maranello sembrano aver trovato il modo di evitare questo problema.

Sulla SF90 di Vettel, al posto dell’unità elettrica danneggiata, verrà montata la prima unità, la cui adozione non causa sanzioni, visto che già omologata. Certo, la componente montata non sarà freschissima, ma con una Rossa in forma meglio qualche cavallo in meno, senza penalità.

BinottoSull’argomento Power Unit è intervenuto il team principal Ferrari, Mattia Binotto:

“Probabilmente abbiamo perso un MGU-K, ma ne abbiamo un’altra, quindi useremo ancora l’altra”.

Spiegazione chiara, che tranquillizza i ferraristi in ottica Suzuka, dove partendo davanti, Vettel e Leclerc avranno ottime chance di ben figurare. Il numero uno della GeS, ha poi voluto spiegare il motivo del ritiro di Vettel, e il perché è stato fatto fermare in pista. Una decisione in apparenza strana, data la vicinanza della pit-lane, ma che in realtà ha ragioni ben precise.

“Abbiamo riscontrato un problema alla Power Unit, sul lato ibrido e abbiamo perso l’isolamento sull’auto. Per motivi di sicurezza, abbiamo fatto fermare Seb immediatamente”.

Decisione legata alla sicurezza, dunque, fatta per evitare ogni tipo di problema per il pilota, legato all’elettricità. Il rischio infatti era di veder accadere qualcosa di simile a quanto accaduto a Fernando Alonso nei test invernali nel 2015.

Proprio per questo, il tecnico di Losanna, ha ripetuto ancora una volta che sono stati motivi di sicurezza alla base di questa decisione, dicendosi anche lui rammaricato per quanto accaduto in seguito a ciò.

“Ovviamente è un peccato, perché 100 metri dopo era la pit lane, ma è stata l’azione più sicura che abbiamo potuto fare per Seb”.

Dopo Sochi dunque, la Rossa ha trovato il modo di evitare delle penalità a Vettel per le prossime gare. Il problema più grande, però, a Maranello è un altro, ovvero quello di evitare che i molti guasti di questo 2019, si ripetano nel 2020 nel quale il numero delle componenti delle Power Unit sarà lo stesso, ma le gare in calendario saranno 22, dunque l’affidabilità sarà a dir poco fondamentale.

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