La domanda che inizia a serpeggiare tra gli appassionati di F1, in ottica 2020, è: Vettel-Leclerc: conflitto inevitabile nel 2020? Sembra di sì, almeno a sentire autorevoli personaggi del Circus Iridato.

Vettel e Leclerc, Leclerc e Vettel, questo sta diventando, anzi forse lo è già, il leitmotiv del 2019. Argomento più che legittimo, va detto, per tenere banco, poiché unica vera alternativa mediatica al costante, e a volte noioso, stradominio Mercedes in questa stagione. Ma questo 2019, ormai, sta volgendo al termine e, dopo essere stato dominato da dibattiti su chi, tra i due Ferraristi fosse più veloce, più forte, meritevole dei galloni di capitano e via discorrendo, è già inizata la disputa in merito alle dinamiche Rosse nel 2020. Allora, la domanda che sta emergendo in questi giorni e che probabilmente animerà tutto l’inverno è: conflitto inevitabile tra Vettel e Leclerc nel 2020? Sembra di sì.

Sembra di si, sapendo interpretare le parole di persone che hanno una discreta esperienza nel Motorsport: Timo Glock, Alain Prost e Luca di Montezemolo.

Il primo interrogato sulla questione è stato Timo Glock, ex pilota di F1, ricordato più per il sorpasso subito a Interlagos nel 2008 che ha regalato il mondiale a Lewis Hamilton, che non per i suoi risultati in F1.

Vettel Leclerc

 

Il Tedesco ha commentario prima quello che, molto probabilmente, sarà stato un processo che ha coinvolto Seb Vettel dopo le prime gare del 2019. Un processo di autoanalisi con cui il Ferrarista ha valutato il suo giovane team mate che ha stupito tutti per precocità di adattamento e risultati. In seguito, il quattro volte campione del mondo, ha messo tutte le frecce nel suo arco, reagendo alla velocità del giovane Monegasco. Reazione arrivata in pista con i risultati, riconquistando la leadership nel team e la leadership nello sviluppo della vettura.

“È normale che un pilota sia interrogato se il suo compagno di squadra più giovane abbia più successo di lui. Al momento, Vettel sta reagendo e ha dimostrato di avere la velocità se la macchina è giusta. Nelle ultime gare, sta facendo meglio e ora deve provare a guidare lo sviluppo dell’auto nella sua direzione”.

Dopo Glock, la palla è passata ad Alain Prost, quattro volte iridato che, forse come nessuno, si intende di lotte senza esclusioni di colpi tra due piloti nello stesso team. Tutti infatti lo ricordano per lo storico e memorabile duello in Mclaren (ma non solo) con Ayrton Senna alla fine degli anni ’80.

“Sarà difficile per Ferrari evitare conflitti tra Vettel e Leclerc l’anno prossimo”, ha esordito il “Professore” Francese.

Ferrari

Battaglia inevitabile, a quanto pare, se si dispone di due piloti veloci, affamati, agguerriti e mal disposti nell’accettare ordini a favore dell’altro. Al verificarsi di queste condizioni, a detta di Alain, l’unica via di uscita è quello di dare “gara libera” ai due. Poi, come sostiene Prost, in caso di situazioni di classifica chiaramente a favore di uno o dell’altro driver, i team order saranno inevitabili. Fino a quel punto però, e Vettel e Leclerc, saranno pronti a vedere cara la pelle, per conquistare sul campo la fascia di capitano del team.

“L’unica via d’uscita è dare loro l’opportunità di combattere tra di loro. Ma, se un pilota ha un problema e il suo compagno di squadra vince un paio di gare, verrà un momento in cui è necessario un cambio di approccio”.

In chiusura, anche Luca Cordero di Montezemolo, ex numero uno di Ferrari, ha espresso il suo punto di vista sulla lotta tra i due portacolori di Maranello nel 2020.

Montezemolo ha svolto una riflessione su Charles Leclerc, elogiando tutto il suo valore, ma allo stesso tempo ha sottolineato quanto, già in questo 2019, il fatto di avere due prime guide, sia stato un problema per Maranello. Sostenendo ciò, di fatto, l’ex presidente del Cavallino, ha ribadito quanto lui sarebbe rimasto fedele alla filosofia del numero uno e del numero due.

“Leclerc è molto veloce e ha superato le aspettative e ora ha smesso di parlare così tanto alla radio, ma ha ancora bisogno di tempo. Penso che uno dei problemi di quest’anno sia stato la gestione dei due piloti. Avere due prime guide è un bel dilemma per la Ferrari, con vantaggi e svantaggi”.

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