Test F1, la verità sul passo gara: Red Bull e McLaren al fotofinish, ma la Ferrari spaventa

Vito Defonseca
7 Min Read
f1 test 2026 Mclaren Baharain

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Nei test F1 pre-stagionali i tempi sul giro secco lasciano spesso il tempo che trovano. Le vere risposte, quelle che fanno dormire sonni tranquilli (o agitati) agli ingegneri, arrivano dai long run. E durante la seconda giornata di test in Bahrain, abbiamo assistito al primo, vero e proprio confronto diretto del 2026: la simulazione di gara completa tra Max Verstappen e Oscar Piastri.

Armati dei nostri fedeli fogli Excel, abbiamo tracciato giro dopo giro i due piloti. Entrambi hanno simulato l’intero Gran Premio del Bahrain (57 giri), includendo giro di schieramento, procedura di partenza, pit-stop, out-lap e in-lap. Le due simulazioni sono iniziate a circa 15 minuti di distanza l’una dall’altra (con l’olandese sceso in pista per primo), garantendo condizioni di asfalto e temperature praticamente identiche.

Ciò che ne è emerso è un quadro di estremo equilibrio che promette scintille per l’inizio del mondiale. Ecco l’analisi stint per stint.

Primo Stint (Gomma C3): Verstappen detta il ritmo

La prima fase di gara ha visto entrambi i piloti scattare con mescola C3 (morbida) a serbatoi pieni. In questo frangente, la Red Bull ha mostrato i muscoli.
Nei suoi 16 giri, Verstappen ha tenuto una media di 1:39.6, contro l’1:39.8 di Piastri. Un vantaggio per il tre volte campione del mondo di circa 0,27 secondi al giro.

Va però fatta una precisazione: essendo partito leggermente dopo, per una fase di questo stint Piastri si è ritrovato a girare a circa 2-3 secondi di distacco sul tracciato rispetto a Verstappen. Questo potrebbe aver innescato una leggera usura precoce delle gomme (il cosiddetto riding o degrado da aria sporca), che ha fatto alzare i tempi del pilota australiano in modo più repentino rispetto a quelli molto più costanti dell’olandese.

Secondo Stint (Gomma C2): La reazione della McLaren

Dopo la prima sosta, la dinamica si ribalta completamente. Entrambi montano la mescola C2 (media). Verstappen completa 19 passaggi, Piastri ne fa 20.
Qui è la McLaren a prendere in mano la situazione: Piastri riesce a stabilizzare i suoi tempi in modo eccezionale, girando in media 0,3 secondi più veloce di Verstappen. La MCL38 sembra digerire perfettamente la gomma più dura man mano che il carico di benzina diminuisce.

f1 2026 Hamilton Verstappen
f1 2026 Hamilton Verstappen

Terzo Stint (Gomma C2): Il crollo finale di Max

L’ultima fase della corsa simulata (sempre su gomma C2) è quella decisiva. Verstappen entra in pista con un ritmo costante, ma negli ultimi giri subisce un evidente innesco di degrado gomma, con i tempi che si alzano fino a toccare il muro dell’1:39 alto.
Piastri, che si è fermato ai box un giro in anticipo rispetto ai 57 previsti (completandone 56), vola: l’australiano è in media 0,25 decimi più rapido del rivale in quest’ultimo e decisivo stint.

Il risultato finale: 5 secondi a dividere due top team!

Calcolando il tempo totale di gara al netto dei giri di rientro, e compensando il giro mancante di Piastri (aggiungendo matematicamente un tempo virtuale di 1:38.5 per pareggiare la distanza con Verstappen), il risultato è clamoroso: se questa fosse stata una gara vera, Oscar Piastri avrebbe tagliato il traguardo con circa 5 secondi di vantaggio su Max Verstappen.

C’è di più: durante il secondo pit-stop, gli uomini della McLaren hanno simulato una penalità di 5 secondi per Piastri (rimanendo fermi prima di toccare la vettura). Se sottraessimo questo tempo “perso volontariamente”, il vantaggio dell’australiano a fine gara salirebbe virtualmente a 10 secondi. Tuttavia, non potendo sapere con certezza le mappature motore utilizzate e se anche Red Bull abbia eseguito pit-stop volontariamente lenti o simulato penalità analoghe, prendiamo questo dato con le pinze.

F1 2026 Ala ruotante
F1 2026 Ala ruotante credits F1 TV

E la Ferrari? Hamilton e Leclerc si nascondono, ma il ritmo c’è


Se Red Bull e McLaren hanno scoperto le carte simulando l’intera gara, in casa Ferrari si è scelto di giocare a nascondino. Hamilton è stato rallentato da un problema tecnico in mattinata, ma nei long run completati nel pomeriggio la SF-26 ha mostrato una solidità impressionante. Nei giri effettuati con gomma dura, la Rossa è parsa estremamente costante, pulita e priva di degrado anomalo, dando l’impressione – a tratti – di poter avere persino un ritmo leggermente superiore a quello della McLaren. Maranello non ha ancora spremuto il vero potenziale (Hamilton nel push-lap non ha nemmeno inserito l’ottava marcia!), ma l’ottimismo trapelato dai volti di Leclerc e dei tecnici suggerisce che la Ferrari sia assolutamente della partita, pronta a inserirsi nella lotta al vertice.

Conclusione: un 2026 sul filo dei decimi?

Il distacco calcolato – tra i 5 e i 10 secondi sull’arco di 300 km di gara – si traduce in uno o due decimi al giro di differenza tra Red Bull e McLaren in configurazione gara. Un margine irrisorio che testimonia quanto i due team siano, ad oggi, incredibilmente vicini.

In attesa di scoprire il vero potenziale della Ferrari (che ha impressionato per le innovazioni aerodinamiche) e della Mercedes (che si sta nascondendo) nelle simulazioni serali dei prossimi giorni, una cosa è certa: la Formula 1 ci regalerà una lotta al vertice dove il minimo dettaglio di setup, o la gestione del singolo pit-stop, farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

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