Ancora una volta la Scuderia del Cavallino Rampante riesce a rovinare tutto.

Ebbene si come tutti ormai voi saprete, dato che la notizia sarà sulle prime pagine di tutti i principali quotidiani, la Ferrari è riuscita a fallire completamente una volta ancora. A cinque giri dalla fine infatti il tedesco per effettuare un contro sorpasso sul compagno di squadra ha innescato un contatto tra ruota posteriore sinistra e anteriore destra del monegasco costringendo entrambi al ritiro e all’intervento della Safety Car. Ferrari GP Brasile

Usciti, pressoché piangendo, dal circuito i piloti sono rientrati nei rispettivi Box, mentre Binotto, che è stato a lungo irrintracciabile, si è così espresso:

Ho già parlato con entrambi i piloti, ancor prima che rilasciassero interviste. Devono capire che così non va e che le colpe le hanno entrambi. Non faremo il debriefing post gara per dare un segnale a entrambi. Siamo delusi e dispiaciuti. Erano liberi di gareggiare tra di loro, però sono piccoli errori che si pagano come squadra e non va bene“.

Mattia però dovrebbe riflettere su quello detto e su ciò che è successo, perchè ricordiamoci che si i piloti sono in pista, ma la prima persona nonché responsabile della Scuderia rimane sempre lui: il Team Principal. E come si vince così si perde INSIEME. Perché, polemiche sui team order a parte, oggi questo disastro si sarebbe potuto evitare. Come spesso si sente dire da grandi poteri derivano grandi responsabilità e oggi Mattia non ne ha dimostrata neanche mezza. In quanto Team Principal infatti dovrebbe essere in grado di gestire i suoi piloti ed evitare disastri come quello di oggi. Vero è che la libera lotta tra i piloti viene spesso inneggiata, ma tutto ha un limite e fa bene all’economia del divertimento fino al momento in cui non danneggia la squadra. Perché ricordiamoci che, citando il grande Michael Jordan, “con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra che si vincono i campionati”.

L’ultimo grande evento simile a quello di oggi risale forse al famosissimo contatto Senna-Prost del lontano Giappone 1989. Certo entrambi grandi personalità che hanno lasciato il segno nella storia del Motorsport, ma quell’incidente, per chi non se lo dovesse ricordare fu ampiamente criticato.

Insomma in una giornata come quella di oggi l’unico rosso che si riesce ad intravedere è quello della vergogna.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: