Quasi alla fine del primo anno in Renault, Daniel Ricciardo commenta la situazione della sua ex squadra e sottolinea la bontà dela sua scommessa di cambiare team lo scorso 2018.

È stato un rischio, grosso, quello intrapreso da Daniel Ricciardo nell’estate 2018, quando ha deciso di lasciare Red Bull per andare in Renault.
Una decisione dettata dalla consapevolezza di non avere più in Red Bull le condizioni per vincere e per lavorare tranquillamente.
Daniel, inoltre, aveva intuito quanto non facile sarebbe stato il rapporto di Red Bull con Honda e dunque ha deciso di accettare l’offerta di Renault che, sulla carta, essendo un costruttore, dovrebbe avrebbe maggiori chance di vittoria di Red Bull.
Per ora non ha fatto un balzo in in avanti in termini di prestazioni, ma ha azzeccato la previsione che a Milton Keynes, ad oggi, mancano le condizioni per vincere. Tanto che, ha dichiarato lo stesso Ricciardo:”La Red Bull non è migliorata rispetto al 2018″.

Il pilota numero #3 del team di Enstone ha difeso poi a spada tratta la sua decisione, sostenendo quanto il futuro che gli si profilava in Red Bull non sarebbe stato molto positivo.
Positivo né in termini di performance, poiché alla fine la RB15 non sta certo brillando per competitività, e neppure in termini di serenità, visto che ormai tutto il team “bibitaro” è pro Verstappen e non mette certamente a prorio agio la seconda guida.

“Dalla mia parte, non ci sono rimpianti. Ho provato a immaginarmi alla Red Bull quest’anno e guardare i potenziali risultati che avrei potuto avere, ma non credo che mi sarei sentito diversamente da come mi sono sentito l’anno scorso”.

A corredo di queste parole, è arrivata la precisazione di carattere tecnico del pilota di Perth. Il pilota di punta di Renault ha spiegato infatti come, dal 2018 ad oggi, il team di Chris Horner non sia migliorato. È, invece, rimasto nella medesima situazione della scorsa stagione, non beneficiando della tanto attesa PU Honda.
A queste condizioni, l’ex RB ha, di fatto, preferito la scommessa Francese, piuttosto che fare il “secondo” in Red Bull, senza concrete chance di vittoria.

“Non credo che avrei fatto progressi- ha aggiunto Daniel- Max ha vinto un paio di gare, ma non hanno fatto nulla di più di quello che hanno fatto quando ero lì”.

In conclusione, Riccardo ha sottolineato ancora una volta quanto convinto sia della sua decisone. Ha, inoltre, aggiunto quanto stimolante e produttiva sia stata, per ora, la sua nuova avventura in Renault. Avventura che, va detto, è comunque una bella speranza a lungo termine, soprattutto con l’arrivo delle regole 2021.

“Sarei forse salito sul podio un paio di volte, ma l’ho già fatto prima. Sapendo di cosa Red Bull dovrebbe essere capace, non sarebbe soddisfacente per me. Personalmente, ho ottenuto molto di più da me quest’anno. Ho imparato a guidare in modo diverso, soprattutto all’inizio dell’anno quando non ero così a mio agio con la macchina. Sto meglio e  hanno fatto bene a uscirne “.

Non si è fatta attendere la risposta di Max Verstappen che, in primo luogo, ha svolto una riflessione  su quella che è la velocità della Red Bull in questo 2019, paragonata anche al 2018.

“Non siamo migliorati quanto avremmo voluto. Quando ci paragoni a Mercedes non è che siamo massicciamente fuori, sicuramente non siamo migliorati rispetto alla Ferrari”.

Un balzo avanti che non è stato, dunque, quello atteso dai tecnici Red Bull, che più o meno hanno confezionato una vettura simile a quella del 2018.
Una monoposto in grado di vincere qualche gara, ma non certo di insidiare Mercedes e Ferrari, sparatutto con l’arrivo degli aggiornamenti.
Il che, va detto, va a favore delle parole di Ricciardo:”La Red Bull non è migliorata rispetto al 2018″.

Scendendo nei dettagli, tecnicamente parlando, l’Olandese ha spiegato quanto, nel 2020, dovrà essere la Honda a garantire il maggior passo in avanti.

“Dobbiamo solo continuare a lavorare sodo per cercare di migliorare e cercare di imparare anche per il prossimo anno” ha detto Max, che ha aggiunto: “E dal lato del motore, possiamo ancora fare un lavoro migliore. Lo sanno tutti. Non è un segreto, e tutti lo vogliamo”.

Infine, il figlio d’arte della Red Bull, ha spiegato quelle che sono state le difficoltà incontrate in questo 2019. Difficoltà legate in particolare alla possibilità di far funzionare al meglio il pacchetto macchina-motore. Un processo, questo, lungo ma che sta dando i suoi frutti che, secondo Max, dovrebbero essere visibili a partire dal 2020.

“Certo, non mi aspettavo di lottare per il campionato quest’anno. Non è un obiettivo realistico quando lavori con un nuovo partner a meno che non sia un partner collaudato per un lungo periodo di tempo. Siamo stati molto in una fase di costruzione insieme per cercare di massimizzare il potenziale. Quindi ora si tratta di provare a mettere tutto insieme per il prossimo anno.”

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