Tra gli artefici principali del rilancio Ferrari in Formula 1 nel 2015 c’è sicuramene lui, Maurizio Arrivabene, 58 anni, bresciano, manager in Philip Morris, team principal atipico chiamato a prendere le redini in pista dalla meteora Mattiacci. E non se l’è cavata male Don Maurizio; lo abbiamo visto chiacchierare amabilmente con noi giornalisti nel paddock durante i weekend di gara, segno di una “apertura” in rosso anche se spesso il carattere fumantino del nostro non ha mancato di palesarsi. Ma le 3 vittorie del Cavallino, ed una stagione di rincorsa alle imprendibil frecce d’argento hanno consolidato le certezze e gli obiettivi 2016 della  scuderia modenese che Arrivabene così sintetizza: “Abbiamo lavorato e stiamo lavorando in tutte le aree di sviluppo della monoposto della prosima stagione, il diavolo sta nei dettagli se vogliamo agguantare la Mercedes e magari puntare a starle davanti.” “Visto che siamo riusciti a migliorare soprattutto le prestazioni del nostro motopropulsore, la nostra attenzione adesso è focalizzata soprattutto sulla parte aerodinamica e del chassis, non tralasciando tuttavia ulteriori migliorie alla PU; ogni minimo dettaglio verrà analizzato senza tralasciare nulla”. “Dobbiamo lavorare duro su ogni singolo componente della vettura, dobbiamo compiere un ulteriore step col motore, l’areodinamica dovrà tornare ad essere il nostro punto di forza”. “Il motore comunque per noi resta molto importate e nel 2016 ci sarà un grosso passo in avanti”.  “Il gruppo di lavoro che si sta dedicando alla parte telaistica non deve dormire se vogliamo avere tutto a punto e sotto controllo, conoscere ogni minimo dettaglio giacchè il diavolo si nasconde proprio nei dettagli, non dobbiamo farci sfuggire nulla se non vogliamo soffrire la prossima stagione”. “L’aspetto più importante resta il lavoro di squadra, e che i nostri ragazzi che stanno lavorando sulla monoposto 2016 si aiutino tra di loro, compartano informazioni, mettano nel loro operato lo storico spirito di chi lavora in Ferrari”. Aggiunge Arrivabene: “Sará mio compito fare da collante, da bravo team principal, e spronare con passione i nostri ragazzi; quella passione che per me è stata importante in questa stagione d’esordio in questo ruolo e che sempre sarà caratteristica imprescindibile nel mio lavoro”. “Viaggiamo molto, la gente pensa che visitiamo belle città, molti paesi e che ci divertiamo, ma devo dire che se vuoi fare questo lavoro hai bisogno di tanta passione, e la passione è movimento, non fermarsi mai”.

Alessandro Sala

A proposito dell'autore

Giornalista,imprenditore nell'ambito giornalistico-editoriale,responsabile uffici stampa;redattore in passato per testate della carta stampata,emittenti radiofoniche e televisive. Manager di locali di ristorazione in Andalucia,provincia di Cadice,da 10 anni produttore di gelati artigianali.

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