Mattia Binotto, durante un’intervista al ” The Official Ferrari magazine”, difende la sua leadership verso il team e per il 2020 promette…

Faccia sorridente, sempre, aria distesa davati alle difficoltà, occhiale e capello sbarazzino che conferisce aria simpatica a Mattia Binotto, team principal della Ferrari.
Uno stile tutt’altro che dittatoriale, come ci si aspetterebbe da un team principal, con cui il tecnico di Losanna gestisce il team di Maranello, dopo aver preso il posto, lo scorso anno, di Maurizio Arriabene. Un posto, la tolda di comando del Cavallino, che è tra i più ambiti, ma anche il più difficili di tutto il paddock della F1. Un posto che comporta mille quotidiane difficoltà, che comporta molta pressione e che, alla lunga, logora dal momento che si è sempre sul banco degli imputati. Mattia Binotto però, difende costantemente il suo stile di leadership verso il team, lo ha fatto anche recentemente in un’intervista al “The Official Ferrari magazine”.

Per prima cosa, Mattia ha parlato di quello che è il suo approccio, razionale, alla gestione del team. Un approccio che, a parer suo, è utile per gestire le risorse di un team di oltre mille persone. Una gestione, senza ombra di dubbio, meno manageriale e sanguigna allo stesso tempo rispetto a quella di Maurizio Arrivabene.

“Ovviamente ogni capo squadra lo fa a modo suo, ma dalla mia formazione come ingegnere, sono convinto che l’approccio rigoroso funzioni meglio. In ogni caso, questo mi aiuta ad aiutare l’organizzazione su larga scala”.

Approccio scientifico, razionale, quello del tecnico di Losanna, che non trascura i rapporti individuali, il confronto con i singoli, fondamentale per trarre il 110% da ogni persona. Approccio fondamentale sia per il benessere dei singoli, sia per il successo del team.

“Da un lato, sai che i rapporti individuali con le persone sono molto importanti e che devi davvero occupartene perché l’aspetto umano di un’organizzazione è fondamentale per il tuo successo”.

Gestione delle risorse, economiche e umane, oltre che gestione delle questioni politiche, sono una parte dei ruoli di un team principal. Tra i vari compiti però, non sottovalutabille, è quello di dover fare in modo che l’ufficio tecnico sia in grado di confezionare una vettura vincente.

“D’altra parte, una Formula 1 è anche una macchina complessa in cui non si tratta solo di realizzare un motore da 1000 CV, ma anche di farlo prima, più velocemente e meglio della concorrenza”.

Macchina che, per essere vincente, deve essere in grado di anticipare la concorrenza per introdurre delle soluzioni innovative. Per questo dunque, non è importante introdurre un un’upgrade, ma è importante farlo per primi.

Tutto cio rende la competizione quanto mai serrata, che non è mai stata tale come in questi anni. Detto questo, Mattia Binotto ha, in chiusura, rivolto lo sguardo al 2020, dove la Rossa proverà a fare il massimo, puntando al titolo, anche se è impossibile avere garanzie di successo.

“Secondo me, la competizione non è mai stata così forte come lo è oggi. Abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per esibirci, ma non ci sono garanzie in questo sport. Dobbiamo lavorare ancora di più e sfruttare a nostro vantaggio il grande marchio e i fan per ottenere il titolo nel 2020”.

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