Appena sceso dalla sua SF90, Charles Leclerc ha voluto esternare tutta la sua gioia per la pole, elogiando allo stesso tempo il team per l’ottimo lavoro fatto.

Pole e vittoria a Spa, pole e vittoria a Monza e per ora pole position anche a Singapore. Questo è il rullino di marcia di Charles Leclerc nelle ultime tre gare.

Un trend a dir poco impressionante, che il monegasco non sembra per niente intenzionato a fermare, ma solo a proseguire.

Un trend che ha messo Charles in una condizione mentale fantastica, tale da renderlo capace di sfornare prestazioni super andando, alle volte, oltre i limiti della macchina.

 

“È stato un giro piuttosto folle”
Così Leclerc ha commentato in breve il suo giro con cui si è garantito la partenza al palo nella gara di domani.

Un giro spettacolare, non solo velocissimo ma anche al limite, sempre a sfiorare le barriere, sempre in overdrive per far uscire dalla macchina il 110%.

Un giro fantastico, che portava con se molta pressione, poiché seguiva un primo tentativo che aveva si messo il “giovanotto” in seconda posizione. Un buon risultato per molti, ma non per lui, che voleva molto di più e che non lo rendeva felice affatto.

“Il primo giro l’ho compromesso, -questa l’analisi del poleman odierno- ho iniziato il giro troppo vicino a Lewis e questo ha compromesso il secondo settore”.

Un primo push, di fatto, compromesso, che aveva messo Charles alle spalle del team mate Vettel (anche lui autore di un giro super), che a quel punto sembrava sicuro poleman.

Ma, proprio solo il 21enne di Monaco poteva sapere quanto margine aveva nel piede, per questo è sceso in pista per il secondo push pronto a dare tutto.

Tutto, pur di fare la pole che era certo di poter conquistare. Tutto, significa anche essere pronto a perdere tutto, affrontando delle curve come non ci fosse un domani, andando a quasi a mettere la macchina a barriera. Barriera che è stata ripetutamente sfiorata, in almeno 3 occasioni, come in curva 3, 11 e 13, ma che fortunatamente non è arrivata. E, non solo le correzioni non hanno comportato una perdita eccessiva di tempo, ma hanno permesso a Leclerc di migliorare molto il suo lap-time.

“Quindi ho avuto della pressione per uscire nell’ultimo giro, quindi ho dato tutto.  Ci sono stati parecchi errori che ho perso la macchina un paio di volte e mi sono visto sul muro almeno due o tre volte nel giro”.

Malgrado le sbavature, innocue, la pole (la quinta stagionale) è arrivata, e dunque il pilota numero 16 ha potuto esternare tutta la sua gioia: “Ma è stato fantastico, la macchina è stata fantastica.  Venerdì è stata una giornata molto difficile per me e arrivare qui, qualificarmi e fare la pole position è assolutamente incredibile”.

leclerc_singapore

Una pole speciale, quella di Marina Bay, sia perché frutto di un super giro, sia perché arriva su una pista dove la Ferrari avrebbe dovuto soffrire. Ma, invece che difendersi, la Ferrari ha attaccato e ferito gli avversari, aiutata anche dal grosso upgrade aerodinamico arrivato proprio per questo tipo di tracciato.

Un upgrade che aveva come target il miglioramento dell’inserimento in curva e l’incremento di carico. Tutto ciò ha prodotto una grande gioia nel team per il lavoro svolto, che è diventata duplice poiché il lavoro svolto è stato coronato da questa qualifica. Una duplice gioia per il team, che Charles Leclerc ha voluto ancora una volta rimarcare, sottolineando la grande bontà della sua SF90, in forma come mai:

“Anche se sapevamo che ieri sarebbe arrivato un po ‘di più, non ci aspettavamo di sfidare la Mercedes o Red Bull.  Quindi è una vera sorpresa per tutto il team. Ma alla fine è andato liscio e stavo dando tutto.  Quindi è tutto abbastanza intenso in macchina”.

Molto intensa, la qualifica vissuta da dentro, ma anche da fuori, visto che ha regalato enorme gioia a tutti i ferraristi.

Una gioia, derivata soprattutto dal grande lavoro di tutto il team che ha ribaltato in poco più di un mese la vettura.

Su questo aspetto, il poleman di oggi si è soffermato nelle ultime battute della sua intervista:

“Ma dimostra quanto sia stato bello un lavoro fatto in fabbrica.  Oggi è anche grazie a loro che siamo in pole”.