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L’attuale Redbull Ring situato nella magnifica cornice delle alpi svizzere é in realtá il vecchio A1 Ring. Circuito austriaco che ha albergato le gare di Formula Uno dal 1977 fino al 2003. Poi il team delle bevande energetiche con una grande manovra di marketing ha comprato e “riesumato” dalle ceneri il tracciato, compiendo un gran lavoro e valorizzando una pista molto bella tanto che dal 2014 é tornata a far parte del calendario della Formula 1.

In passato l’evento autriaco si svolse nell’autodromo di Zeltweg (solo nell’anno 1964), per poi svolgersi per ben 17 edizioni a Osterreichring che a sua volta era il vecchio A1 Ring, quindi stessa “location”, stesse curve ed emozioni.

Andiamo a raccontare alcune delle vicissitudini che fanno parte della storia del Gran Premio dell’Austria di F1.

 

– L’ultima volta…

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Correva l’anno 1970 quando a Osterreichring arrivava il Circus per disputare la 9 tappa di un´annata fino ad allora praticamente dominata dal pilota austriaco Jochen Rindt.

Era la prima edizione che si svolgeva nella località di Spielberg bei Knittelfeld e pareva essere la gara perfetta per il pilota austriaco per consacrarsi nel mondo della Formula 1 proprio “giocando in casa”.

In realtà un problema tecnico legato al motore della sua Lotus-Ford lo mette fuori combattimento al giro 21, lasciando la vittoria nelle mani della Ferrari del belga Jacky Ickx, che vinse con un tempo di 1.42.17 sec. scattando in griglia dalla terza piazza. Per dovere di cronaca il secondo classicato fu l’altro Ferrarista Clay Regazzoni, mentre il tedesco Rolf Stommelen su Brabham-Ford chiude il podio arrivando però a essere quasi doppiato dalle due macchine del Cavallino.

Il destino sicuramente non fu dalla parte di Jochen Rindt ed il pubblico austriaco non poté festeggiare l’idolo locale, ma putroppo il peggio doveva ancora arrivare perchè nessuno si immaginava potesse essere la sua ultima gara.

Infatti la vera sciagura accadde il sabato nella successiva prova del mondiale che si svolse nel velocissimo circuito italiano di Monza. Durante lo svolgersi delle qualificazioni perse il controllo della sua vettura nei pressi della curva parabolica. L’impatto contro il guard-rail fu fatale e il pilota austriaco perse la vita distruggendo l’auto. Varie ipotesi parlano di problemi all’impianto frenante della sua Lotus-Ford, con la rottura del “alberino” di supporto del disco freno causa cedimento strutturale, probabilmente dovuto all’assenza di alettoni che rendevano molto instabile la vettura.

Per ironia della sorte Jochen Rindt si coronó campione del mondo di Formula uno postumo in quanto nelle successive 3 gare nessun pilota superò i punti del austriaco fino ad allora accumulati.

 

– Il computer austriaco

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Dopo 15 edizioni del Gran Premio d’Austria ( 1 a Zeltweg e 14 a Osterreiching ) ancora nessun pilota di casa aveva potuto festeggiare sul gradino piú alto del podio, lasciando sempre il pubblico austriaco a bocca asciutta. Il desiderio di vedere un pilota locale trionfare nella splendida cornice appenninica era tale che quasi si creò una sorta di disperazione con tanto di “dramma sportivo”.

Il sabato si aggiudica la pole position il brasiliano Nelson Piquet, seguito in seconda posizione dal francese Alain Prost, e in terza dall’italiano Elio de Angelis.

L’idolo locale Niki Lauda staccò il quarto tempo partendo in seconda fila con la sua McLarenTAG Porsche, giusto dietro al suo compagno di squadra. La domenica all’avvio della gara il pilota italiano ebbe un problema che provocò lo spegnimento del motore della sua Lotus-Renault, così di fatto la procedura di partenza da regolamento fu reiniziata.

Alla seconda partenza fila tutto liscio e Lauda, autore di uno scatto non all’altezza, si vede superato da 2 piloti relegandosi al sesto posto, con lo stupore del pubblico presente che si aspettava ben altro avvio da parte dell’autriaco.

Tuttavia Niki era un 2 volte campione del mondo di Formula Uno ed era giusto soprannominato “il computer” per la sua capacitá di capire la vettura, capirne i difetti e riuscire a migliorarla con il “setting”.

Evidentemente nonostante questo era dotato di grande talento alla guida e propio in casa non perde l’occasione per dimostrare di che pasta è fatto. Velocemente nel giro di poche tornate supera Warwik e De Angelis, e alla nona tornata sorpassa alla Panarama Kurve Tambay conquistando la terza posizione e mettendosi all’inseguimento del pilota francese.

Al giro 28 De Angelis rompe il motore e si ritira lasciando una gran macchia d’olio sul tracciato che si trasforma in una trappola fatale per il Prost che sbandando sbatte contro le barriere ed é costretto al ritiro.

A questo punto Lauda si trova in seconda posizione e con una gran rimonta si porta sotto gli scarichi della Brabham-BMW di Nelson Piquet. Al pilota austriaco gli bastano poche curve per avere la meglio sul brasiliano che a fine gara si “becca” un distacco di 23 secondi.

Finalmente dopo anni il tanto aspettato trionfo di un pilota di casa arriva con una grande prestazione dell’idolo locale, che giusto quell’anno si aggiudicherá il suo terzo ed ultimo titolo mondiale per solo mezzo punto (il margine piú piccolo di tutta la storia della Formula 1.) battendo proprio il suo compagno di squadra Alain Prost.

 

-Un milione di motivi…

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La gara austriaca del 2002, tal 12 maggio verrà sicuramente ricordata negli annali della Formula Uno come una delle gare più chiacchierate sui presunti ordini di scuderia.

In qualifica Rubens Barrichello è il più rapido rifilando ben 6 decimi a Michael Schumacher che con il tempo di 1.08.704 sec si piazza al terzo posto dietro anche al fratello minore Ralf.

La domenica alla partenza il “Kaiser” scatta bene e bruciando il fratello si porta in seconda posizione, e per 20 giri sembra una parata Ferrarista con i due piloti del cavallino che staccano tutti con un gran ritmo tanto che dopo solo 10 giri il terzo era giá a 17 secondi di distanza.

Nella seconda parte centrale della gara Schumacher perde la seconda posizione a favore del fratello, che poi recupera grazie alla seconda sosta ai box. La gara fila liscia fino agli ultimi giri quando arriva l’ordine di scuderia.

Barrichello rallenta il suo ritmo e palesemente lascia passare il suo compagno di squadra praticamente sotto la linea del traguardo.

Dopo la gara scoppia la polemica capeggiata da Norbert Haug e Gerhard Berger grazie alle loro parole contro i ferraristi, e chiaramente non serve il gesto di Schumacher che fa salire Barrichello sul gradino piú alto del podio dandogli il trofeo del vincitore durante la premiazione. Al contrario piovono fischi dal pubblico e la situazione é molto imbarazzante ma si sa…d’altronde quando é in gioco un mondiale ci sono un milione di motivi per favorire il pilota in lizza per il titolo.

Giustappunto un milione di dollari fu la multa per pareggiare i conti con la FIA che Ferrari dovette pagare per aver manomesso la procedura prevista durante la cerimonia, mentre a livello sportivo anche se venne giudicato un gesto deplorevole la federazione non intervenne giudicandolo un atto impunibile.

Queste e altre storie ci sono e ci aspettano al Gran Premio d’Austria, speriamo che quest’anno sia un’edizione da non dimenticare ricca di colpi di scena e spettacolo.

 

Alessandro – @Berrageiz

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