Dal Trentino, la passione per i motori porta Giorgia nel paddock, conosciamo insieme Giorgia Groff e scopriamo la sua vita nel motorsport

  • Ciao Giorgia, di cosa ti occupi, se parliamo di motori in cosa è impegnata Giorgia Groff attualmente.

Sono Promoter di una serie di gare endurance riservate a vetture storiche di un famoso marchio automobilistico. Occasionalmente collaboro come Direttrice Sportiva in Team che partecipano a vari campionati con vetture GT moderne.

  • Parlaci della tua carriera e del tuo percorso per arrivare fino a qui.

Cresciuta dietro al bancone della gelateria di famiglia in un paese turistico del Trentino, laureata in Management e Consulenza Aziendale, dopo una prima esperienza nell’organizzazione di un grande evento sportivo a livello mondiale, realizzo che questo tipo di lavoro preciso e puntuale, che non lascia spazio al caso ma allo stesso tempo molto dinamico deve essere la mia strada. Dopo una lunga ricerca rispondo ad un annuncio di lavoro trovato online, uno di quelli nei quali non riponi la minima speranza, ed invece eccomi qui, in Provincia di Parma a dar sfogo alle mie passioni …

  • Come e quando hai maturato l’idea di voler lavorare in questo ambiente?

Il mondo dei motori mi ha sempre affascinato fin da piccola, quando il Motomondiale era l’appuntamento fisso della domenica sul lettone di mio fratello. Le “due ruote” sono la passione di famiglia ed io posseggo una Ducati. Senza dubbio la presenza nella mia vita di un Ingegnere di pista, dapprima fidanzato, ad oggi tuttora grande Amico e confidente, ha influito nel far crescere questo interesse a tal punto da farmi sognare un lavoro nel settore. Uno di quei sogni che, per una ragazza di paese, sembra talmente irraggiungibile ed impossibile che lo riponi nel cassetto e non ci pensi più. Un po’ di fortuna e forse anche, lasciamelo dire, una dose di coraggio ha fatto sì che, quasi 5 anni fa, cogliessi al volo quest’occasione che mi piace definire unica.

  • Lavori nel mondo delle auto storiche, affascinante e particolare, aiutaci a scoprirlo. Ora ti vediamo in circuito, ma se parliamo di rally, cosa ci racconti di te?

Affascinate e particolare, hai suggerito due aggettivi che sicuramente aiutano a descriverlo. Spesso la gente non fa distinzione tra ciò che avviene in pista, ma il settore delle auto storiche ben si differenzia dal puro motorsport moderno. La passione che spinge questi amatori ad arrivare in pista il venerdì con la loro macchina da corsa caricata su carrello ed un meccanico di fiducia al seguito è forse più tipica del mondo delle gare in salita e dei rally. Le vetture sono molto spesso di proprietà dei piloti i quali si dedicano a loro con cura quasi maniacale. Il clima di amicizia e di festa che si trova nei paddock è “solo da vivere” e sfocia in grigliate serali con tavolate degne di una sagra di paese. Una volta indossata la tuta ed il casco però è un’altra storia, la competizione in gara c’è e si vede!!! Se dici rally, rispondo Gruppo B. Nella mia testa c’è questa connessione, poco scontata e forse formalmente poco corretta, ma per me molto forte e dovuta alla mia predilezione per questa categoria di vetture. Tempo libero permettendo partecipo come spettatrice a rally storici per poterle apprezzare da vicino.

  • Il motorsport è un mondo che nasce maschile, ma ora per passione e competenze le quote rosa stanno aumentando, spiegaci un po’ la tua esperienza tra difficoltà e vantaggi, collaborazione e conflitti con la sfera maschile, come ti trovi?

A mio parere esistono ancora pregiudizi e luoghi comuni sulla presenza della donna in questo mondo, come accade quotidianamente anche in altri settori e anche non esclusivamente maschili. Sostengo sempre che una donna in questo ambito deve lavorare il doppio. In primis per dimostrare di poter essere all’altezza di un collega di sesso maschile. Una volta raggiunta questa credibilità è il momento di poter e dover dimostrare il valore e le competenze personali guadagnando la fiducia ed i successi che ognuna merita. Fin da piccola le mie amicizie sono state perlopiù maschili e tuttora nella mia sfera personale è forte la presenza di questa figura; forse anche grazie questo non ho mai trovato particolari difficoltà a relazionarmi e confrontarmi con i miei colleghi. Nelle trasferte le giornate sono lunghe e anche al di fuori dell’attività in pista la vita di squadra procede all’unisono il che mette a dura prova i rapporti interpersonali; ogni team diventa una piccola famiglia. A tal proposito è assolutamente necessario trovare con ogni persona il giusto equilibrio tra collaborazione, sintonia e confidenza, pur mantenendo il rispetto dei ruoli. La sincerità e la schiettezza tipicamente maschili facilitano senza dubbio il tutto e portano a chiarire nell’immediato eventuali incomprensioni che potrebbero invece portare rancori che non devono in alcun modo influenzare lavoro.

  • Far combaciare vita lavorativa e quotidiana è sempre difficile, a maggior ragione se ci sono trasferte, viaggi, come riesci a conciliare il tuo lavoro e la tua vita “da donna”?

Finora sono riuscita a far collimare i miei impegni lavorativi con quelli personali, il motorsport infatti non è la mia unica passione, sono una ragazza molto attiva. Ho deciso di concentrarmi sul mio lavoro e sulla mia carriera e non nego di aver dovuto fare scelte e rinunce importanti. Nel momento in cui ne sentirò il peso rivaluterò la strada al momento intrapresa. Il mio lavoro è abbastanza stagionale quindi in certi periodi i ritmi sono molto frenetici e le giornate si susseguono sempre troppo in fretta, in altri è più facile trovare il tempo per se stessi, per gli amici e soprattutto per la famiglia, vista anche la lontananza. Riconosco comunque di essere fortunata ad avere accanto persone che comprendono la mia posizione, i miei impegni e le mie priorità senza farmi pesare le mie assenze.

  • Giorgia tra ieri e domani…una vittoria già conquistata e un sogno per il futuro

Da vera scaramantica non posso che essere vaga nel rispondere. L’obiettivo resta sempre quello di crescere a livello professionale in questo settore, possibilmente in una grande azienda, esperienza che ancora manca nel mio curriculum. Desideri molti, ma il vero sogno, quello ripongo sempre in fondo al cassetto, è il mondo delle due ruote…

  • Cosa ne pensi dell’attuale ruolo delle donne nel motorsport?

La presenza delle donne nel motorsport è ancora molto limitata. Personalmente ho trovato donne preparate e competenti che sono riuscite a ritagliarsi il proprio spazio. Sicuramente alla base c’è una spinta motivazionale molto più forte giustificata dalle difficoltà iniziali che riscontrano a “farsi valere”, unita ad una buona dose di passione anch’essa grande fattore stimolante per fare carriera. Voglio però essere schietta nel dire che, nonostante in certe mansioni trovo molto importante o quasi necessaria la figura femminile, nel complesso mi piace pensare al Motorsport come un mondo maschile e questa disparità numerica non mi disturba affatto.

  • In ultimo scrivi una frase che ti rappresenta

You must tell yourself, “No matter how hard it is, or how hard it gets, I’m going to make it.” (Les Brown)

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