F1 News Ferrari – Binotto: È stata una buona gara, siamo sulla strada giusta, pronti per l’Austria

Gara finita, tempo di tirare le somme del weekend in casa Ferrari.
E chi, meglio del team principal Mattia Binotto, può  assumersi la responsabilità di fare un bilancio del fine settimana al Paul Ricard.

Subito dopo la gara, dunque, Mattia si è presentato nell’hospitality Ferrari per rispondere alle domande dei giornalisti, iniziando a parlare del weekend a 360°, parlando delle performance della Rossa su una pista ostica:”A parte la qualifica, dovrei riferirmi a Barcellona. Sapevamo che in Francia era una pista ancora difficile per noi, ma credo che siamo già andati meglio che in Spagna e ciò vuol dire che stiamo sviluppando la macchina nella direzione giusta. Questo non è ancora il risultato che desideriamo, il primo gradino lo stiamo cercando ormai da tempo”.

Gara, quella del Castelet che già da tempo a Maranello era etichettata come sfavorevole, e così in realtà è stato.

Però, rispetto all’altra gara ritenuta avversa alle caratteristiche della SF90, ovvero Barcellona dove il gap era stato quasi ciclistico, in terra transalpina la prima delle due Rosse ha accusato un gap di poco più di 16 secondi dal leader Hamilton, sottolineando quanto si, la strada da fare sia ancora molta, ma anche che gli upgrade portati in pista stanno lavorando bene (in Francia è arrivata una nuova ala anteriore e delle modifiche all’endplate dell’ala posteriore e un fondo rivisto).

 

Andando nel dettaglio, il numero uno del muretto Rosso, ha commentato la gara di Charles Leclerc, chiusa ottimamente al terzo posto, e quella di Sebastian Vettel:

“Leclerc ha fatto un bellissimo weekend, non solo in gara, si è battuto fino alla fine, ha gestito bene le sue gomme, oggi era in difficoltà e lui le ha gestite bene. Vettel ha compromesso un po’ la sua qualifica, però, credo che anche per lui sia stata una buona gara e una volta liberatosi delle McLaren ha avuto un ritmo come quello delle vetture davanti”.

Gara, dove i piloti del team Rosso hanno massimizzato il potenziale nelle loro mani, con Leclerc che ha chiuso terzo, attaccato a Bottas, dopo una gara pulita e regolare, mentre Vettel ha terminato quinto, rendendosi autore del giro più veloce, incapace di attaccare Verstappen, visto che nei primi giri aveva accumulato dall’Olandese un grande gap a causa della presenza delle Mclaren di Norris e Sainz.

Non sono mancate poi, al team principal, le domande sulla strategia di Vettel, tenuto in pista più a lungo di Verstappen, quando era forse necessario un undercut:

“Al pit stop di Verstappen, Seb lo abbiamo tenuto fuori qualche giro in più, perché sapevamo che, comunque, le gomme erano un elemento difficile da gestire, che a fine gara poteva rappresentare un vantaggio avere gomme più fresche, lo si è visto, ad esempio, con Leclerc su Bottas”.

Decisione controversa, quella presa dal muretto Ferrari, motivata dalla volontà di dare a Seb gomme fresche nel finale.
Una scelta che in apparenza non ha pagato, ma che poteva farlo, poiché negli ultimi giri il pilota di Heppenheim ha mangiato circa 5-6 secondi alla Red Bull numero 33, arrivando al traguardo quasi in volata.

Alla domanda, su quanto la qualifica di Vettel è stata influenzata dai problemi tecnici, il direttore tecnico di Maranello ha replicato:

“Niente, assolutamente, è stata una piccola perdita di liquido, non ha compromesso la qualifica e, fortunatamente, nemmeno la gara”.

Infatti, le noie tecniche accusate dal tedesco erano relative ad un piccolo guasto ad una pompa ausiliaria dell’olio, che è stata prontamente sostituita prima dello start della gara.

Si arriva poi alla domanda delle domande, “Come si batte la Mercedes?”

“Credo che se uno guarda a inizio stagione, ci sono state già almeno un paio di gare nelle quali l’avremmo potuta battere. Ci saranno altre opportunità e credo che stiamo migliorando la nostra vettura. La nostra speranza è quella di arrivare prima o poi a poterci battere su tutte le piste”.

Non si batte, in modo costante, per questa stagione.
È questo quello che fra le righe lascia intendere il tecnico reggiano, che però non perde la fiducia di poter battere le frecce d’argento in maniera occasionale, su pista congeniali al progetto SF90, come Austria, Monza, Spa, rinviando, di fatto, la sfida per il titolo al 2020.

Archiviate le questioni strettamente legate alla pista, il manager nato a Losanna, ha risposto alla provocazione di Lewis Hamilton, con cui aveva accusato la Ferrari di essersi preoccupata maggiormente del ricorso alla FIA, che non alla preparazione della gara Francese:

“No, assolutamente. Ci sono dei tecnici che hanno la mente solo alla pista, che pensano a sviluppare la macchina. Prepararsi a fare un ricorso, o quanto altro, impegna altre persone e credo sia anche nostro dovere farlo. Quindi, non è un tema di concentrazione, al contrario. Credo che la concentrazione sia rivolta a cercare di ottenere tutto quanto possiamo fare”.

Sempre in merito alle polemiche figlie del gran premio del Canada, a Binotto è stato chiesto se esiste la volontà di cambiare le regole vigenti per rendere la F1 più appetibile al grande pubblico:

“Diciamo che se ne sta parlando già da alcuni giorni, ci siamo visti a Parigi la settimana scorsa, si è parlato dei regolamenti del 2021, ma anche dell’episodio del Canada. È chiaro che dobbiamo migliorare lo show.
Credo che per situazioni come quelle del Canada, anche se l’esito è stato quello che è stato, senza doverlo commentare di nuovo, sia un nostro dovere riparlare con la FIA, contribuire e cercare di migliorare, se non i regolamenti, almeno l’approccio. Qualcosa va fatto, perché sicuramente migliorare”.

Una risposta che, di fatto, non chiude le porte a possibili cambiamenti che, arrivati a questo punto, sono fondamentali per garantire futuro successo alla F1, visto il sempre maggior distacco e malcontento da parte del fan, dovuto alle troppe e poco chiare regole, che gara dopo gara decidono gli esisti dei singoli round.

Cambiamenti che, forse potrebbero arrivare, visto che ad oggi sono acclamati da tutti, fan, piloti, ex piloti, team principal e addetti ai lavori, visto che si è giunti ormai ad un punto di non ritorno per quanto riguarda la severità delle norme stesse.

Per finire, Mattia ha sposato già il focus dalla Francia all’Austria, che è già alle porte:

“Siamo già con la testa all’Austria”.