Il dramma Ferrari ad Interlagos si manifesta al giro 66, quando dopo un sorpasso al limite di Charles Leclerc sul suo compagno di squadra Sebastian Vettel, il tedesco risponde al monegasco nel rettilineo successivo, affiancandolo però troppo, arrivando al contatto e facendo terminare in anticipo la gara ad entrambi.

Già in radio, subito dopo l’incidente, i due non se le sono mandate a dire, tra insulti e rabbia gli alfieri della Rossa non hanno sicuramente accettato di terminare il Gran Premio in anticipo per un contatto tra loro stessi.

Sul contatto non sembrano esserci però tanti dubbi, se è vero che Leclerc non ha fatto niente per evitare il tedesco, dall’altra parte Vettel ha chiuso la traiettoria, rendendo inevitabile il contatto tra la sua posteriore destra e l’anteriore destra del monegasco.

Dopo la gara il tedesco della Rossa ha provato a spiegare ai giornalisti il suo punto di vista sull’incidente che è costato l’ennesimo zero alla casella di entrambi i piloti Ferrari:

“Credo che sia un peccato per la squadra. Avremmo potuto ottenere un risultato migliore e l’avremmo meritato oggi. Eravamo in lotta tra di noi ed il duello alla chicane è stato abbastanza aggressivo”.

“Avevo molta più batteria di lui, ero uscito meglio da curva 2 e curva 3. Pensavo di essere già passato e non so perché ci siamo toccati. Questo episodio, purtroppo, ha concluso in anticipo la gara di entrambi. Io stavo andando dritto, non penso di aver chiuso troppo.”

In ottica 2020, oltre al riuscire a progettare una macchina competitiva, a Maranello dovranno prestare particolare attenzione alla gestione dei piloti, perché se tutte le scuderie hanno un pilota su cui poter puntare e un secondo che può fare da “spalla”, in Ferrari sembra regnare l’anarchia, tra ordini di scuderia errati o mancanti e contatti tra loro stessi, il processo di crescita del Cavallino per tornare a vincere passerà soprattutto da Charles Leclerc e da Sebastian Vettel, i quali dovranno mettere da parte l’orgoglio e seguire quello che la squadra dirà di fare, per il bene della Ferrari.

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