La Ferrari ha vinto in Belgio e a Monza, due delle piste in cui la spinta della Power Unit riesce a fare la differenza. Differenza soprattutto in termini di cavalli e di energia sprigionata dal motore, Mercedes, Renault e Honda si chiedono come sia possibile sprigionare così tanta potenza in poco tempo, visto che dalle nuove misurazioni è emerso che la SF90 di Maranello riesce ad aumentare di 40 kilowatt e quindi di ben 55 cavalli le sue prestazioni sui rettilinei.

Con la terza specifica della Power unit  montata a Monza, Ferrari ha fatto un ulteriore step in avanti, permettendo a Charles Leclerc di resistere ai continui attacchi di Lewis Hamilton durante tutto il Gran Premio, risultando quasi insuperabile sul dritto, come ha anche confermato lo stesso pilota inglese dopo la gara:

“Nonostante avessi il DRS aperto e la scia, mi avvicinavo ma non era mai abbastanza, era impossibile da superare”. Gli ingegneri hanno calcolato che Hamilton si avvicinava di soli due metri sui rettilinei, ciò rivela di come la potenza della Power Unit Ferrari abbia reso Leclerc a Monza praticamente insuperabile.

Il team principal della Rossa Mattia Binotto ha dato merito al motore e al poco carico aerodinamico che la sua SF90 riesce a generare, ma per i rivali è la Power Unit ad essere determinante, visto che a Monza tutte le monoposto girano con gli assetti più scarichi possibili.

Mercedes sembra avere le idee chiare, Toto Wolff dopo il GP d’Italia ha dichiarato che il team di Brackley sembrerebbe aver scoperto il segreto della potenza Ferrari, non rivelando ovviamente ulteriori dettagli. Anche Christian Horner, team principal Red Bull si è lasciato andare a commenti sul segreto della SF90: 

“Abbiamo inviato alcuni sospetti alla FIA, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta”.

Sembrerebbe che la Ferrari riesca ad immagazzinare potenza e in seguito rilasciarla in alcune fasi specifiche, questo spiegherebbe il perché dei giri lenti fatti dalle SF90 durante le qualifiche e in alcune fasi della gara, tuttavia il rilascio della potenza non avverrebbe in modo arbitrario dai piloti, visto che Vettel altrimenti si sarebbe subito difeso dall’attacco di Hamilton al Kemmel durante il Gran Premio del Belgio.

 

Il piano della Mercedes a Monza era semplice: rimanere attaccati alla Ferrari di Charles Leclerc il più possibile facendogli scaricare la batteria e superarlo agevolmente grazie al DRS e alla scia. Cosa che non è accaduta visto che nonostante la SF90 di Leclerc andava in piena potenza sul rettilineo principale, riusciva a ricaricare abbastanza batteria per l’intero giro, riuscendo quindi a non farsi superare dalle Mercedes.

Sul segreto della Power Unit Ferrari già girano diverse teorie nel paddock, una affermerebbe che sotto determinate condizioni la Power Unit del team di Maranello riuscirebbe ad alimentare 40 kilowatt in più del normale la batteria, sfruttando un giro lento. Un’altra teoria invece accuserebbe la Rossa di iniettare più carburante del consentito in alcune fasi del Q3, un’altra ancora accuserebbe la Ferrari di raffreddare il plenum (sistema di aspirazione) con il carburante, in modo tale da avere più materiale per la combustione.

Ovviamente queste teorie riporterebbero un’illegalità nel motore Ferrari, e sicuramente qualche tecnico della FIA, avrebbe già bocciato le soluzioni, perciò le teorie rimangono tali visto che non c’è stata alcuna conferma. Già in inverno c’erano state delle allusioni a componenti o metodi irregolari della Rossa, ma il vantaggio della Ferrari sulla potenza è rimasto. Mercedes, Honda e Renault hanno messo fine alle chiacchiere ammettendo:

“Deve essere qualcosa di davvero astuto, quello che fanno lì (Maranello, ndr). Se tutto questo è legale, bisogna solamente togliersi il cappello”.