L’era di Sebastian Vettel alla Ferrari è ufficialmente terminata. Il pilota tedesco, vincitore di 4 titoli mondiali in carriera, ha sposato la causa dell’Aston Martin a partire dallo scorso settembre e per il 2021 il “Cavallino” si affiderà dunque alla coppia composta da Charles Leclerc e Carlos Sainz, reduce dall’esperienza con la McLaren. Ormai sono diversi anni la Ferrari non ottiene particolari successi e ogni volta suona come una notizia clamorosa alle orecchie degli appassionati di motori. Stiamo parlando d’altronde della più grande casa automobilistica italiana, la più titolata in F1 con 15 titoli per piloti e 16 per costruttori. La Ferrari è nota per essersi spesso distinta con diversi tipi di vetture, imponendosi anche in gare endurance e su tracciato stradale.

Leclerc e Sainz vengono da due situazioni piuttosto differenti. Il primo ha vissuto un 2020 in chiaroscuro ed è affascinato dal progetto di monoposto nuove, mentre Sainz ha promesso subito la vittoria alla Ferrari e si è prefigurato campione del mondo entro il 2025. Secondo lo spagnolo, la scuderia di Maranello è l’ideale per riuscire nel suo intento. Di recente Leclerc e Sainz hanno fatto parlare di sé anche per i loro caschi. I due piloti hanno conservato infatti una grafica per celebrare le loro rispettive nazionalità, sacrificando in parte i simboli tipici della scuderia. Leclerc, ad esempio, ha omesso una colorazione di base rossa per puntare sul nero. Sainz possiede oggi un casco Schuberth, mentre il monegasco ha virato sul Bell.

Il simbolo della Ferrari, ispirato al cavallo utilizzato dall’aviatore Francesco Baracca nella prima guerra mondiale, è oggi conosciuto in tutto il globo. Il colore giallo è un riferimento a Modena, in quanto caratteristico dello stemma del capoluogo emiliano. Il rosso, invece, richiama le vetture utilizzate tra la prima e la seconda guerra mondiale. Dal 2018, comunque, la tradizione che permeava la casa è andata un po’ scemando dopo la scomparsa di Sergio Marchionne e l’arrivo di Louis Carey Camilleri, dimessosi qualche mese fa come amministratore dirigente.

Tra i progettisti che hanno lavorato a Maranello figurano nomi come Pininfarina, Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori utilizzati negli anni sono stati principalmente dei V8 e V12. È in Nord America che i prodotti della Ferrari riscuotono maggior successo, con oltre due migliaia di unità vendute all’anno. Il fatturato della Ferrari è chiaramente stellare, eppure negli ultimi anni la scuderia ha faticato enormemente a togliersi soddisfazioni in giro per il mondo, avviando una crisi che non ha potuto fare a meno di attirare anche l’attenzione mediatica.

Già negli anni ’90 la Ferrari aveva incontrato difficoltà simili. Il ritorno al successo si verificò nel 1999 con la vittoria del mondiale costruttori nel 1999, merito di Eddie Irvine e del leggendario Michael Schumacher, capace di ottenere 5 titoli mondiali consecutivi dal 2000 al 2004, dominando la scena in lungo e in largo. L’ultimo dei titoli piloti, però, è ancora datato 2007. Nel mondiale costruttori, invece, la gioia più recente risale al 2008. Da allora, dunque, il “Cavallino” ha perso smalto e i tifosi entusiasmo. Nemmeno Sebastian Vettel è riuscito a cambiare marcia, nonostante anche gli esperti del mondo delle scommesse sportive lo tenessero in considerazione. Oggi Leclerc e Sainz non godono forse del favore dei pronostici, ma la sensazione generale è che la maledizione che sta colpendo il “Cavallino” sia destinata a terminare nei prossimi anni.

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