Eccoci , dopo un pò di attesa la nostra nuova intervista ad una giovane pilotessa, Veronica Molteni,

brianzola si racconta a Wheels&Heels, (donne e motori ) conosciamola insieme.

  • Ciao Veronica, se parliamo di motori e motorsport in cosa è impegnata Veronica Molteni attualmente.

Innanzitutto grazie per avermi dato l’opportunità di far parte di questo progetto che da risalto alle donne del motorsport. Attualmente alterno il mio lavoro di designer, che occupa la maggior parte del mio tempo, a quello in pista; infatti da quest’anno ho preso parte al campionato di Formula X Italian Series gareggiando nella categoria Touring con una Opel Corsa OPC 1.6 Turbo con il team Scippa Racing.

  • Come è nata la tua passione per i motori? E quando hai deciso che i motori e il motorsport avrebbero fatto parte della tua vita?

La mia passione per il motorsport me l’ha trasmessa fin da piccola il mio papà che è sempre stato particolarmente legato a questo mondo prima da spettatore e poi da pilota. Mi ricordo ancora le domeniche passate a casa sul divano a guardare il Gran Premio tutti insieme e le giornate passate in pista a fare il tifo per lui; quindi fin da piccola sono stata catapultata inevitabilmente in questo mondo. Uno dei primi giochi che ho chiesto ricordo ancora che è stato il videogioco della Formula 1 per la prima versione della Play Station.
Vivendo a pochi passi dall’Autodromo di Monza, ho sempre avuto la possibilità di frequentarlo abitualmente, mio papà mi ha sempre portata a qualsiasi iniziativa o evento e non mi ricordo un anno che non abbia visto il Gran Premio d’Italia non da una tribuna… L‘autodromo è come se fosse il mio angolo segreto, ho tanti ricordi e ogni volta che voglio stare un po‘ di tempo da sola e pensare vado alla Sopraelevata e penso a quante leggende del motorsport siano sfrecciate di lì e mi vengono sempre un po’ i brividi. Inoltre mio papà è sempre stato anche un
appassionato di auto stradali vintage e mi ha trasmesso quest‘ulteriore passione… Adesso sono alla ricerca di una Ford Mustang della prima serie prodotta negli anni ‘60 ma finora non sono ancora riuscita a trovare quella che piace a me! Il mondo dei motori quindi, ha sempre fatto parte della mia vita ma oggi ancora di più vivendo in prima persona questo grande sogno…

  • Sei giovanissima, raccontaci un pò i tuoi inizi. Ora sei impegnata con le ruote coperte, ma cosa ci dici delle ruote scoperte? Ti piacerebbe un campionato con quelle vetture?

Ho iniziato qualche anno fa facendo semplicemente qualche test privato con una Mini John Cooper Works della Scippa Racing, e da lì ho capito che questo sport avrebbe iniziato a far parte integrante della mia vita. Non ho deciso di iscrivermi subito ad un campionato ma ho preferito prima valutare bene le varie dinamiche dall’esterno grazie anche a mio papà che ha disputato il campionato di Formula X anche nel 2018. Poi su consiglio suo e del Team Manager della Scippa Racing, abbiamo deciso che questo campionato potesse essere perfetto per me
per iniziare e per farmi entrare in questo ambiente. Quello delle ruote scoperte è un mondo che mi affascina molto, completamente diverso dalle vetture turismo e per questo mi piacerebbe provarle. Lo stile di guida è differente, hanno un peso inferiore e di conseguenza hanno una velocità di punta maggiore e non ti nego che vorrei anche provarle per sentire un po’ più di adrenalina visto che con la mia auto per ora ho raggiunto “solo” poco più di 200 km\h. Per il momento però sono concentrata sulle vetture turismo ma chissà magari tra un po’, se ne avrò la possibilità, mi piacerebbe fare qualche giro a bordo di qualche monoposto.

  • Sei nello stesso campionato del tuo papà, come vi trovate? Pensate alla possibilità di gareggiare insieme condividendo una vettura in futuro?

Con il mio papà ho un rapporto speciale, siamo sempre stati molto legati e condividere questa esperienza insieme è qualcosa di indescrivibile e penso che ci abbia uniti ancora di più.
E‘ molto orgoglioso di me e dei risultati che sto attenendo soprattutto perchè sono l’unica ragazza sia nel campionato che nella mia categoria e non è sempre facile gareggiare con uomini che hanno più del doppio della mia età e che hanno alle spalle anni di esperienza a differenza mia. E‘ sempre molto apprensivo e ogni volta che mi metto il casco ed entro in macchina gli sale sempre un po’ di ansia che poi svanisce al termine della gara quando ci affianchiamo l‘uno all’altra con la macchina, ci salutiamo e ci facciamo i complimenti a vicenda e sinceramente ogni volta mi emoziono un po‘. In pista ci sono sempre delle belle lotte come è successo nell’ultima gara a Varano de‘ Melegari dove finalmente sono riuscita a partire davanti a lui in qualifica e finire qualche posizione avanti in gara 1. Credo che il mio papà sia davvero il “rivale” contro il quale mi piaccia di più gareggiare forse perchè è uno tosto e che difficilmente molla e quindi questo mi da più carica e grinta per cercare di raggiungere il mio obiettivo e quando l’ho raggiunto c‘è più soddisfazione perchè ho dovuto sudarmela. Per me è una sorta di mentore; ogni volta che c’è una gara ci confrontiamo sulla pista e mi dà tanti consigli utili; solitamente quando finiamo il turno di libere prende la cartina del circuito, controlliamo insieme i tempi e mi spiega dove e soprattutto cosa posso migliorare: le traiettorie, il come affrontare una determinata curva che magari richiede un impegno maggiore, a che distanza devo iniziare a frenare… Inoltre mi dà sempre la carica giusta per affrontare ogni gara e mi supporta sempre.
In realtà, per ora, non abbiamo ancora parlato di fare una gara endurance condividendo la stessa macchina ma mi piacerebbe molto soprattutto perchè per la prima volta gareggeremmo insieme e non l’uno contro l’altra e sarebbe un’esperienza nuova per entrambi.
Se in futuro dovessimo decidere di farne una mi piacerebbe ovviamente fare, come credo la maggior parte dei piloti, la 24h di Les Mans…un vero grande sogno!

  • Il mondo dei motori è un mondo che nasce maschile, ma ora per passione e competenze le quote rosa stanno aumentando, c’è un idolo a cui ti ispiri?  Com’è la tua esperienza tra difficoltà e vantaggi, collaborazione e conflitti con la sfera maschile.

Si ultimamente le quote rose stanno aumentando notevolmente anche grazie a iniziative che hanno l’obiettivo di promuovere le donne nel motorsport e questo è un grande segnale positivo. Personalmente credo che il motorsport sia l’unico sport nella quale le donne e gli uomini possano competere tra loro a parità di condizioni date le stesse opportunità perchè non bisogna possedere livelli di forza che altri sport richiedono ma bisogna essere determinati, competitivi e coraggiosi motivo in più per il quale, secondo me, le donne debbano essere viste come pilota da corsa e non solo come pilota da corsa donna.
Uno dei miei punti di riferimento è senz’altro Vicky Piria. L’ho sempre seguita dai tempi della Gp3 e anche se non ho mai avuto il piacere di incontrarla mi ha insegnato che non bisogna mai demordere di fronte ai propri sogni, che bisogna lottare in ciò che si crede anche se siamo donne e a volte in questo sport veniamo sottovalutate… Anche Carmen Jordà e Tatiana Calderòn le considero un grande punto di riferimento perchè sono il chiaro esempio di chi ce l’ha fatta e che se vogliamo, anche noi possiamo.

Nella Touring Cars Series sono l’unica ragazza e inizialmente non è stato molto facile…
Ho dovuto confrontarmi con piloti che alle spalle avevano già anni di esperienza nelle corse a differenza mia. Avevo paura del confronto e di non essere all’altezza ma ho trovato delle persone stupende che mi hanno messa fin da subito a mio agio e che non mi hanno sottovalutata neanche vista la mia giovane età. In pista ci sono sempre delle belle battaglie e non hai idea delle emozioni e dell’adrenalina che provo ogni volta, soprattutto quando riesco ad averla vinta e portarmi a casa un bel sorpasso o un bel piazzamento a ne gara. Tutto ciò mi da una carica assurda e mi fa acquistare sicurezza in me stessa proprio perchè ho a che fare con piloti già affermati da cui posso imparare tanto.

  • Cosa ne pensi delle iniziative che stanno nascendo a sostegno dell’aumento delle quote rose nel motorsport? Tu cosa cosa faresti per avvicinare più bambine e ragazze ai motori? Cosa ne pensi dell’attuale ruolo delle donne nel mondo dei motori e del motorsport?

Fortunatamente nell’ultimo periodo stanno nascendo sempre più iniziative a favore delle donne nel motorsport con l’intento di dare loro la possibilità di riscattarsi riuscendo ad ottenere un ruolo di livello in questo sport. Tutto questo è molto positivo perchè credo che dia quella motivazione in più alle ragazze di mettersi in gioco o almeno di provarci. La W Series che è stata introdotta a partire da quest’anno è una vera e propria innovazione che ha dato una “svolta” sottolineando l’importanza del ruolo che anche le donne possono avere in questo sport e penso che ci debbano essere più iniziative di questo tipo magari anche nel kart perchè penso che possa anche essere un modo per avvicinare e introdurre più bambine a questo mondo.

  • Far combaciare vita lavorativa e quotidiana è sempre difficile, a maggior ragione se ci sono  weekend in pista e gare, come riesci a conciliare la tua vita nel mondo dei motori e la tua vita “da ragazza”?

Negli ultimi mesi è stato abbastanza facile perchè ho lavorato come freelance quindi potevo organizzare il mio tempo a mio piacere ma dall’altra parte so che non sarà sempre così. Mi ricordo che gli anni precedenti, quando frequentavo ancora l‘università, dovevo rimandare o addirittura cancellare qualsiasi impegno in pista perchè mi era quasi impossibile conciliare entrambe le cose.
Adesso che ho iniziato di nuovo a collaborare con uno showroom di abbigliamento a Milano e avrò la maggior parte dei week end impegnati sarà un po’ più complicato perchè vorrà dire che dovrò organizzarmi al meglio con il lavoro per far combaciare la vita lavorativa e quella in pista.

  • Veronica tra ieri e domani…una  vittoria già conquistata e un sogno per il futuro

Sicuramente rispetto a ieri è una Veronica più matura, più sicura di se stessa, più determinata nel raggiungere i propri obiettivi. Questo nuovo percorso che ho intrapreso quest’anno mi ha davvero aiutata anche, per non dire soprattutto, a livello personale. Mi ha dato quella sicurezza e quel coraggio che prima mi mancavano e mi ha aiutata ad affrontare alcuni dei miei punti deboli come la timidezza e l’ansia.

Per me questa è già una vittoria che si aggiunge ovviamente a quello che sono riuscita ad ottenere con molti sacrifici durante quest’ultimo anno ovvero dividere la mia vita tra le passioni che più amo, la moda e il motorsport. Per il mio futuro sogno in grande… Ho tanti sogni nel cassetto che spero si realizzino con il tempo. Vorrei migliorarmi come pilota e trasformare questa mia passione in un vero e proprio lavoro; affermarmi nel campo del design con una mia linea di abbigliamento racing, dalle tute agli accessori e in particolar modo mi piacerebbe dedicarmi alle donne, realizzando una collezione esclusivamente per noi, cosa che purtroppo fino ad ora non si è ancora vista sul mercato. E poi per finire correre nella mia amata Monza…

  • In ultimo scrivi una frase che ti rappresenta

Credo che ci siano più frasi che mi possano descrivere ma penso che questa sia quella che mi possa rappresentare al meglio: “Testarda e determinata per raggiungere ogni obiettivo”.

Un ringraziamento a Veronica Molteni per essersi raccontata e averci portato nel sui mondo di passione per il motorsport costellato di grande potenzialità e determinazione, non possiamo far altro che seguire questo nastro nascente e augurarle un grande in bocca al lupo!

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