Il motorsport non va mai veramente in vacanza! A Wheels&Heels si racconta una giovane pilotessa impegnata in una delle più interessanti serie europee, Sharon Scolari parla di sè a Wheels&Heels Donne e Motori , conosciamo insieme questo giovane talento da Locarno, una donna di motorsport sulla finestra del mondo dei motori.

  • Ciao Sharon , se parliamo di motori e motorsport in cosa è impegnata Sharon Scolari attualmente.

Attualmente sono impegnata nella categoria massima a livello europeo di formula, il prestigioso campionato FIA F3 European Championship.

  • Come è nata la tua passione per i motori? E quando hai deciso che i motori e il motorsport avrebbero fatto parte della tua vita? Possiamo dire che la tua è una famiglia racing, spiegaci il motivo.

La mia passione per i motori è nata insieme a me, è qualcosa che ho sin dalla nascita, crescendo è diventata sempre più forte. Vedere le gare, le auto da corsa mi facevano battere il cuore
all’impazzata, in quel momento ho capito che anche io volevo e sarei diventata un pilota. Sicuramente il fatto che mio papà era un pilota mi ha aiutata a vivere nei minimi dettagli il motorsport e mi ha fatto imparare tutto quello che so, lui è il mio mentore.

 

  • Raccontaci un pò la tua carriera. Dopo il kart e prima delle GT , le Legends Cars, una scelta insolita, come mai? Ora sei nelle formule, dato che hai avuto modo di provare entrambe… cosa preferisci tra le vetture ruote coperte e scoperte?

Le Legends Cars sono proprio state il mio punto di partenza, non ho mai praticato kart, solo qualche uscita con amici e famigliari per divertimento. Abbiamo scelto le Legends perché insegnano molto, dalla guida alle regolazioni meccaniche e di assetto, per non parlare del fatto che sono molto economiche per iniziare. Mi sono trovata molto bene con le vetture GT, un ottimo feeling, ma preferisco le vetture formula! La reputo l’auto da corsa per eccellenza, è la massima espressione di ingegneria, aerodinamica e velocità.

  • La F3 Regional: come ti trovi, come sta proseguendo la stagione e come ti prepari.

È un campionato fantastico sotto tutti i punti di vista. I piloti sono di alto livello e preparatissimi, mi trovo molto bene sia in pista che fuori. Inoltre è il campionato con più gare al mondo, ne abbiamo ben 24, cosa fondamentale per poter imparare il più possibile. Ovviamente non avendo il budget sufficiente per effettuare dei test privati, durante i weekend di gara devo recuperare il gap in pochissimo tempo e imparare i tracciati, che per me sono tutti nuovi tranne Monza.
La preparazione fisica è la base insieme allo studio del tracciato. Queste due cose mi impegnano tutti i giorni della settimana. Ho dovuto aumentare notevolmente l’allenamento fisico in palestra da quando sono passata in questa categoria. Tutto quello inerente la guida, viene svolto, nei weekend di gara.

  • Il mondo dei motori è un mondo che nasce maschile, ma ora per passione e competenze le quote rosa stanno aumentando, spiegaci un po’ la tua esperienza tra difficoltà e vantaggi, collaborazione e conflitti con la sfera maschile. Hai qualche aneddoto da raccontarci?

Sono molto felice che il mio sport è sempre più praticato anche da donne. Sicuramente l’inizio non è stato per niente facile, anche perché 10 anni fa, quando ho iniziato eravamo veramente
un’eccezione. Crescendo di categoria questo problema è molto diminuito perché più vai forte più c’è rispetto. Quest’anno, essendo nella massima categoria a livello europeo il rispetto in
pista è totale e non c’è alcuna differenza tra uomini e donne. Sicuramente dal punto di vista dell’attenzione hai molto più gli occhi puntati rispetto a un maschio, di conseguenza un buon risultato o anche un errore risaltano e fanno discutere molto di più. Un aneddoto che mi è successo è stato che a una gara del campionato europeo GT, dopo la mia terza vittoria del weekend, il secondo classificato si è rifiutato di salire sul podio.

  • Cosa ne pensi dell’attuale ruolo delle donne nel mondo dei motori e del motorsport e delle iniziative che stanno nascendo a sostegno dell’aumento delle quote rose nel motorsport? Sei stata

    una delle donne che ha partecipato alle selezioni della W Series, che ne pensi? Tu cosa faresti per avvicinare più bambine e ragazze ai motori e cosa consiglieresti invece alle ragazze che vogliono vivere questa passione.

Tutte le donne che rivestono un ruolo importante nel motorsport, sia come pilota che come team manager, significa che hanno fatto molti sacrifici, si sono impegnate moltissimo e non hanno mai mollato davanti alle migliaia di difficoltà che ci si presentano in questo sport. Dobbiamo lavorare molto più duramente degli uomini, soprattutto i piloti a livello fisico, perché le nuove vetture sono estremamente fisiche anche da guidare. Quindi essere presenti in questo contesto prevalentemente maschile e fare bene è un grande traguardo per tutte. Alle ragazze e bambine che vogliono vivere questo sport e passione consiglio di non arrendersi mai, nemmeno quando tutto sembra farti voler smettere. Lavorare sodo, impegnarsi al 200%, dare sempre il meglio di sè. Questo è quello che consiglio perché è questo quello che ancora ad oggi faccio tutti i giorni e questo mi ha portata fino a qui con tantissime soddisfazioni!
La W-Series è un’ottima opportunità per approcciarsi a questo difficile mondo delle formula, è stato concepito come evento promozionale, rispetto a un campionato sportivo. È un iniziativa
che apprezzo moltissimo.

  • Far combaciare vita lavorativa e quotidiana è sempre difficile, a maggior ragione se ci sono weekend in pista e gare, come riesci a conciliare il tuo lavoro e la tua vita “da donna” e da moglie?

Sono molto organizzata, programmo tutto, dalla mattina appena mi sveglio alla sera che vado a dormire. È l’unico modo per riuscire a fare tutto, dal lavoro quotidiano (non motorsport), agli
allenamenti, la preparazione, la mia vita privata e a uscire con gli amici.

  • Quest’anno alla 24 ore di Le Mans c’è stato un equipaggio unico nella storia, tutto al femminile, può essere un tuo obiettivo?

Il mio obbiettivo, al momento è dare il massimo in F3 per arrivare nella massima categoria.

  • Sharon tra ieri e domani…una vittoria già conquistata e un sogno per il futuro.

Sicuramente ricordo con immensa gioia l’ultima mia vittoria con le vetture GT dove ho fatto una rimonta incredibile in gara e ho agguantato la vittoria all’ultima curva dell’ultimo giro a Le Mans. Devo dire che non ci credevo! È stato fantastico!! Parlando di sogni per il futuro, quello più grande è arrivare a competere nella massima categoria del mio sport!

  • In ultimo scrivi una frase che ti rappresenta

Focalizza il tuo obbiettivo, lavorando duro senza mai arrenderti.

 

Ringraziamo Sharon Scolari per essersi raccontata a Wheels&Heels Donne e Motori , seguiremo di certo la tappa italiana della F3 European Regional che andrà in scena il 31 agosto – 1 settembre sul circuito di Imola per vedere l’astro nascente ticinese direttamente in pista!