Come arriva la Ferrari in Brasile? Scopriamolo attraverso le parole di Sebastian Vettel, Charles Leclerc e Mattia Binotto prima del Gran Premio di Interlagos.

La F1 fa tappa in Brasile, per il penultimo round della stagione 2019, e la Scuderia Ferrari è pronta a fare davvero bene in questa gara, per chiudere nel migliore dei modi questo difficile 2019, e iniziare al meglio il 2020. Dunque, vendiamo come la Ferrari arriva in Brasile.

Prima di approcciarsi a questa gara, dalle parti di Maranello è tempo di volgere lo sguardo al passato, per tracciare un bilancio dell’attività del Cavallino in terra sudamericana. Dal 1973 ad oggi, tra Interlagos e Jacarepaguà, sono state disputate 47 edizioni del Gran Premio Verde-oro, 11 delle quali vinte dalla Rossa. Tre le vittorie negli anni ’70 per Ferrari, una con Lauda nel 1976, e due con Carlos Reutemann nel ’77 e ’78.

Cambio decennio, cambio pista, con la gara che venne spostata da Interlagos a Jacarepaguà fino al 1989. Un decennio amaro per la casa Italiana, che trionfò nella terra della samba solo nel 1989 con Nigel Mansell, il primo a portare alla vittoria una monoposto con cambio al volante.

Archiviati gli anni ’80, la F1 fece ritorno, in modo definitivo ad Interlagos, su un tracciato modernizzato, rivisto e reso più sicuro rispetto alla versione originale. E proprio nel ‘90, arrivo l’unica vittoria del decennio per la Ferrari in terra Paulista, con Alain Prost Con l’avvento del nuovo millennio, per il Cavallino il bottino di vittorie a San Paolo fu ben maggiore, con due successi di Michael Schumacher nel 2000 e nel 2002.

Con il passare del tempo, la gara Brasiliana divenne fondamentale per l’assegnazione del titolo mondiale, tanto che nel 2006 Schumacher lo perse all’ultima gara a vantaggio di Fernando Alonso, malgrado la vittoria di Massa. Nel 2007, fu Kimi Raikkonen a vincere il titolo e la gara nello stesso giorno.
Molto più amaro fu il 2008, quando Felipe Massa, con un capolavoro, vinse la gara, ma perse la gara a causa di un sorpasso di Lewis Hamilton su Timo Glock all’ultima curva, che privò il Ferrarista del titolo. Anche nel 2012, la Ferrari perse un mondiale su questa pista, quando Sebastian Vettel, malgrado i vari contatti al via riuscì a portare la macchina al traguardo e battere Fernando Alonso allo sprint finale.

 

Da quel momento, solo una vittoria per Maranello, quella nel 2017 con Sebastian Vettel. Vettel che, alla vigilia del penultimo round 2019, ha espresso le sue sensazioni in vista di questa gara. Una gara storica, ricca di tradizione, ma con un fascino tutto suo, dovuto ai tifosi, ma anche alle gare spettacolari che regala anno dopo anno.

 

“Quando si gareggia in Brasile, è sempre un incognita, può sempre succedere di tutto. Non è così per un motivo ma c’è qualcosa di particolare su questa pista e in questi luoghi.  Ad ogni occasione qualcosa di pazzo succede e se non succede allora puoi star certo che succederà l’anno successivo. Si tratta di un’altra pista che nel recente passato è stata amica della nostra squadra. Ricordo, per esempio, che lo scorso anno Kimi era salito sul podio, mentre due anni fa fui io a conquistare la corsa. Di sicuro, a livello di atmosfera, è speciale: i Brasiliani sono probabilmente il pubblico più rumoroso tra quelli delle gare in calendario. Gridano talmente forte dagli spalti che anche noi in macchina riusciamo a sentirli. Sembra che i tifosi brasiliani salgano in macchina con te”.

A fare da eco a Sebastian Vettel, ci ha pensato Charles Leclerc che, come il team mate, ha sottolineato l’unicità della gara Brasiliana, oltre che tutta la parte storica, relativa alla F1, con cui è corredata.

“Il Brasile non è solo una nazione dove c’è un’enorme passione per la F1: è anche la patria di Ayrton Senna, il pilota al quale probabilmente mi sono ispirato di più. Era un gran talento e una persona speciale e questo Gran Premio ci ricorda sempre la sua leggenda. Il circuito è molto divertente: è un giro corto. Il layout della pista è cambiato nel tempo fino a diventare quello attuale. Quando giocavo con i videogiochi da bambino sceglievo sempre questa pista, per cui posso dirmi un grande appassionato! Il meteo a San Paolo è sempre imprevedibile e questo influenza, ovviamente, le condizioni del tracciato. Condizioni che cambiano di giorno in giorno e, in determinate condizioni, basta una variabile per rimescolare le carte in tavola”.

Meno legato alla parte emotiva e storica del Gran Premio del Brasile, il team principal Ferrari, Mattia Binotto. Il numero uno della GeS, ha spiegato come la Ferrari arriva in Brasile, tracciando i reali obiettivi per questa gara, ovvero fare bene per chiudere al meglio il 2019.

“Arriviamo alla penultima gara della stagione, dopo Austin dove non abbiamo ottenuto quanto sperato. Al sabato con Sebastian abbiamo perso la pole per un centesimo. Almeno abbiamo ricevuto la conferma che eravamo competitivi, come sempre. La domenica il ritmo di Charles nel primo stint è stato mediocre, ma la prestazione è tornata normale dopo la sosta. Con lui cercheremo di metterci tutto alle spalle e ripartire. Charles avrà una PU nuova poiché la sua si è danneggiata ad Austin. È stato costretto a montarne una usata e meno potente per tutto il weekend. La sua SF90 avrà una nuova PU, perciò prenderà penalità in griglia. In Brasile, però, ci aspettiamo di tornare alle consuete prestazioni e lottare per finire in crescendo la stagione. Questo sarà importante per la conferma del fatto che stiamo facendo progressi con la vettura. Quindi, i piloti e tutto il team sono concentrati sul fare bene”.

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