Quello visto in questo primo terzo (circa) di stagione è stato un Leclerc all’arrembaggio, nel bene e nel male, capace sì di rendere ben al di sopra delle aspettative, ma talvolta incappando in qualche errorino evitabile.

Alzi la mano chi, dopo l’annuncio a fine 2018 dello scambio Raikkonen-Leclerc fra Ferrari ed Alfa Romeo, credeva veramente che dopo sole nove gare il rendimento del 21enne monegasco della Ferrari fosse talmente elevato da fargli conquistare due pole position (Bahrain e Austria) e giocarsi fino alla fine entrambe le gare. Gare poi perse per un soffio, la prima, in Bahrain, a causa di un problema tecnico, l’altra, in Austria, persa dopo un bellissimo duello con Verstappen, macchiato dal tanto chiacchierato episodio controverso a tre giri dalla fine.

Formula 1 Gara Austria

Va detto, comunque, che il buon Charles non è stato sempre perfetto. Ha difatti attraversato un periodo piuttosto nero, soprattutto in qualifica, nei momenti decisivi, nella fase iniziale di stagione. Subito una qualifica leggermente sottotono in Australia, dove non è riuscito ad andare oltre la quinta posizione. Poi, in Cina, ha buttato l’ultimo tentativo in Q3 per un paio di bloccaggi di troppo, non riuscendo a sopravanzare il compagno di squadra Sebastian Vettel in terza posizione. A Baku, come tutti ricorderete, le Ferrari cercarono di aggirare i loro problemi di gomme, cambiando strategia rispetto ai competitors: partire in gara con gomma media invece che con gomma soft come tutti gli altri. Dopo il buon giro che serviva per qualificarsi alla Q3 con la fatidica gomma gialla, Charles Leclerc ha continuato a spingere anche il giro successivo, migliorandosi, salvo poi lasciar parcheggiata la sua SF90 contro le barriere proprio sotto l’antico castello di Baku, uno dei simboli della città e del Gran Premio.

In Spagna, poi, è arrivato un altro errorino in Q2, quando, uscendo troppo largo sul cordolo esterno di curva 9 ha danneggiato il fondo, dovendo saltare così il primo tentativo della Q3, compromettendo perciò le proprie chance di giocarsela con il team-mate. A Monaco è arrivato l’errore di valutazione del team di Maranello che lo ha fatto escludere in Q1, errore che ha peraltro costretto Charles a correre una gara tutta all’attacco su una pista che non perdona, motivi per i quali il giovane talento dopo qualche giro è costretto al ritiro.

Da Montreal si è iniziata a notare un’inversione di tendenza. Charles Leclerc, dopo questi primi sei weekend complicati dal punto di vista della gestione dei momenti clou (ad esclusione dello straordinario fine settimana del Bahrain), probabilmente ha capito i propri errori, ha fatto uno step mentale, ed in pista si è visto un pilota che dimostra un’esperienza e una concretezza propria di un pilota con ben più delle “sole” 30 gare che ha sulle spalle il giovane monegasco. Certo, a Montreal non si è mostrato all’altezza del compagno velocisticamente parlando, però non ha commesso errori. Al Paul Ricard e in Austria, complici anche noie meccaniche per la Ferrari #5, ha dovuto correre come punta di diamante del team di Maranello, e senza deludere le aspettative ha portato a conclusione due weekend perfetti, senza alcuna sbavatura, dimostrando ormai di aver imparato a reggere la pressione nei momenti importanti, perlomeno per adesso che in palio non c’è sicuramente un Mondiale.

C’è da dire, magari, che parte degli errori del monegasco possono essere imputati sì alla sua giovane età, ma anche a un’auto, la SF90, che raramente è riuscita a trasmettere fiducia ed ottime sensazioni ai fondoschiena dei suoi piloti.

Charles Leclerc avrebbe dovuto essere una scommessa per il futuro, il pilota su cui puntare dopo averlo fatto crescere, con calma, a fianco di un campione del calibro di Sebastian Vettel. Il giovane monegasco non ha avuto bisogno di troppo tempo per ambientarsi in F1, tanto meno per farlo con la Rossa, pertanto la Ferrari si ritrova già oggi in casa una coppia di piloti quasi di pari livello, col giovane predestinato e il plurititolato tedesco che si stimolano e si spingono a vicenda, facendo sì che anche la squadra trovi ancor più motivazione per fornire loro una vettura che consenta ai propri piloti di lottare ad armi pari con la corazzata Mercedes AMG.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: