Il gran premio della Gran Bretagna é sicuramente insieme a Monza una delle storiche tappe del Mondiale di Formula Uno. Fin dal lontano 1950 é presente nel calendario alternando 3 tracciati: Silverstone, Aintree e Brands Hatch.

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Data la gran passione per l’automobilismo é da sempre una gara ricca di emozioni e passione. Ma c’è una edizione alla quale sono particolarmente affezionato che insieme andremo a ricordare, essendo a tutti gli effetti un episodio irripetibile e unico nel panorama della Formula Uno.

 

-La storia

Correva l’anno 1998 e al volante della Ferrari vi era Michael Schumacher, che dopo due titoli vinti con la Benetton fece il gran passo per consacrarsi definitivamente vincendo con la scuderia di Maranello.

Era già il terzo anno sulla rossa per il pilota tedesco e nonostante alcune vittorie e podi il titolo ancora non arrivava, e purtroppo giustappunto la sua terza stagione non cominciò bene. Il dominio della scuderia inglese McLaren sembrava irraggiungibile, nella prima gara in Australia la scuderia di Woking addirittura doppiò tutti, con Mika Hakkinen e David Coulthard autori di una doppietta.

Durante la seconda tappa del mondiale in Brasile, i giorni antecedenti la gara Ferrari fece un reclamo contro McLaren per il dispositivo “Selective Braking” al quale si aggiunsero in un secondo tempo le scuderie Sauber, Jordan e Williams che nel frattempo stavano sperimentando il sistema.

Il tanto chiaccherato terzo pedale della scuderia di Woking aiutava a gestire dinamicamente la ripartizione della frenata sulle quattro ruote. Un grosso vantaggio in staccata dove tal sistema andava a migliorare l’inserimento in curva della monoposto.

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La FIA decise di dichiarare “illegale” l’invenzione del genio Adrian Newey – appena trasferitosi a Woking dopo aver vinto svariati titoli alla Williams – tra lo stupore generale in quanto antecedentemente ritenuto regolare e approvato, quindi McLaren dovette escludere l’elemento dalle vetture. Ciò nonostante Ron Dennis decise di non fare reclamo agli ordini competenti e nella gara successiva in Brasile, la scuderia britannica rispose “sul campo” con un’altra doppietta dimostrando lo strapotere della MP4/13 progettata dalla mente inglese.

Schumacher peró oltre ad essere dotato di un grande talento alla guida era un grandissimo collaudatore, ed insieme agli uomini del Cavallino seppe reagire al momentaneo dominio McLaren, vincendo la terza gara in Argentina, per poi ripetersi in Canada ed in Francia.

Si giunse finalmente alla nona tappa del mondiale e ad albergare la gara fu il rapido e tecnico circuito di Silverstone. Il finnico Mika Hakkinen comandava la classifica mondiale con 6 punti di vantaggio sul campione tedesco, mentre la Ferrari “pagava” 11 lunghezze nella classifica costruttori.

In qualifica la scuderia “di casa” con un tempo di 1.23.271 piazza la pole position con Mika Hakkinen, capace di rifilare mezzo secondo allo sfidante per il titolo Michael Schumacher. Tuttavia si sa.. in Inghilterra il clima non é dei migliori ed anche in piena estate é facile incontrarsi giornate piovose e forti acquazzoni, e giustappunto la domenica sotto una pioggia scrosciante avviene la partenza del Gran Premio della Gran Bratagna.

Al via partono bene i primi due mentre Irvine pattinando troppo perde addirittura 5 posizioni, al contrario di Alesi che approfittando della situazione si prende la 4 piazza. Coulthard che durante le qualifiche delude piazzandosi a un secondo dal compagno di squadra parte bene, e alla curva Abbey riesce a superare Schumacher, mentre l’irlandese ferrarista recupera una posizione sul britannico Damon Hill.

Dopo poco più di 20 giri i due della McLaren conducono la gara con il tedesco della Ferrari che li segue a distanza, senonché al giro 38 succede l’inaspettato. Lo scozzese perde il controllo della sua MP4/13 doppiando Wurz, e finendo fuori pista dovette abbandonare lasciando così di fatto la seconda piazza a Schumacher.

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Al giro 42 altro colpo di scena quando il tedesco per doppiare l’autriaco Wurz viene messo sotto investigazione dalla direzione gara per effettuare “scioccamente” la manovra in regime di bandiera gialla, pregiudicando la sua gara.

Inoltre le condizioni climatiche sono critiche, la situazione meteorologica non migliora e crea molti problemi ai piloti che faticano a controllare le monoposto, e giusto un giro piú tardi il direttore di gara decide di mandare in pista la Safety Car, ricompattando un gruppo ridotto oramai a sole 10 vetture annullando cosi il vantaggio di Hakkinen sugli inseguitori.

Dopo 5 giri dietro all’auto medica riparte la gara e subito dopo alla curva Becketts Hakkinen, con Schumacher attaccato ai tubi di scarico, perde il controllo della sua McLaren MP4/13 facendo un‘escursione sull’erba. Il campione tedesco ne approfitta immediatamente portandosi in testa mentre l’altro ferrarista Eddie Irvine non riesce nella manovra e si accoda al finlandese.

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Quando oramai mancavano 3 giri alla fine, arriva come una scure la penalità per il ferrarista compromettendo la sua gara. Senonché qui arriva il colpo di genio di Ross Brown che con il team di Maranello prende una decisione che risulterá vincente anche se aprirá una marea di polemiche.

Infatti nel circuito di Silverstone la linea del traguardo non è ubicata alla fine del rettilineo, ma bensi circa a metà dello schieramento. Quindi se il pilota tedesco fosse rientrato ai box per scontare la penalitá avrebbe ceduto la sua posizione a Hakkinen, perdendo di fatto la gara. Per questo la decisione fu di far entrare Schumacher all’ultima curva dell’ultimo giro, cosi tagliando il traguardo prima di fermarsi ai box per scontare la penalitá, andando incredibilmente a vincere il gran premio e scontando la pena senza infrangere il regolamento.

Con questa vittoria Il tedesco si porta a sole 2 lunghezze dal finlandese riaprendo di fatto il mondiale che dopo solo due gare sembrava poter essere dominato dalle McLaren.

Nonostante i vari reclami alla direzione gara da parte del team inglese la manovra della Ferrari non fu giudicata irregolare e venne assegnata regolarmente la vittoria, anche se proprio dal quel momento il regolamento fu modificato.

Infatti la FIA decise che le eventuali sanzioni si sarebbero dovute scontare a fine gara con 25 secondi di penalitá sul tempo totale di gara, perché alla fine nel caso di Schumacher scontò sì la pena ma solo dopo aver vinto la gara tagliando il traguardo ai box.

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Ross Brown fu capace di sfruttare un “buco” all’interno del regolamento per infrangere moralmente la norma ma rispettando le regole, cosa in cui sempre é stato un genio indiscusso.

Queste ed altre storie ci aspettano nei prossimi capitoli dell’oramai consueto appuntamento con il passato, sperando che il presente possa raccontarci altrettante emozioni.

 

Alessandro Arcari : @Berrageiz

Foto : Getty images

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