A partire dal 1978 l’isola di Notre-Dame, costruita in occasione dell’Expo 1967, ospita il prestigioso Gran Premio del Canada. Questa gara automobilistica di Formula Uno nel 2001 ottenne il prestigioso premio Race Promoters’ Trophy della competizione meglio organizzata della stagione dal Formula One Management. Nel 2005 è stata la gara di Formula Uno più vista del mondo, essendo addirittura il terzo evento dell’anno visto in televisione, superato solo dalla finale di Champions League e dal Super Bowl.

 

Un passo indietro…

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In realtá la prima edizione del Gran Premio del Canada risale al lontano anno 1961, quando il tracciato Mosport Park nella citta di Bowmanville nell’Ontario ospitò l’evento valevole per la prova del Canadian Sports Car Championship. Successivamente dal 1967 entrò a far parte della Formula Uno, alternandosi per qualche anno con il circuito di Mont Tremblant nella cittadina di Sainte-Jovite nello stato del Quebec.

 

Andiamo quindi a raccontare alcune storie di Gp…

 

 

-Piccolo Aviatore

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Come dicevamo dall’anno 1978 il Gran Premio del Canada si disputa sul Circuito di Montreal dedicato all’ indimenticabile Gilles Villeneuve.

“Piccolo Aviatore” cosí soprannominato in Italia per la sua bassa statura e per la sua caratteristica principale… quando poteva spiccava il volo con la sua auto.

Proprio nella prima edizione il canadese decise di dare il meglio di se, lasciando per sempre il segno nella storia della Formula Uno.

Il “piccolo grande” campione è una leggenda del motorsport anche se, nonostante il suo enorme talento, non riuscí a vincere un mondiale piloti. La sua prima stagione completa in nella categoria regina fu proprio quella dell’anno 1978 con la scuderia Ferrari. Enzo lo aveva notato guidare le motoslitte e dopo una piccola parentesi in McLaren scommesse su di lui per sostituire Niki Lauda. Addirittura si narra che ci fu una manomissione nei documenti per la quale Gilles risultasse due anni più giovane.

Quella domenica…otto di ottobre il pubblico di una Montreal infreddolita da un clima rigido non si sarebbe aspettato un epilogo del genere. Nelle qualifiche Gilles ottiene un buon terzo posto a soli due decimi dal poleman Jean-Pierre Jarier che con la sua Lotus-Ford Cosworth staccò il primo tempo in 1’38″015.

In gara il canadese non partí bene e si fece rubare la terza piazza da Alan Jones, ma man mano que la gara avanzava Gilles recuperava posizioni riuscendo a collocarsi secondo. Jarier però, che si trovava in prima posizione, oramai accumulava un distacco di mezzo minuto sul piccolo aviatore fino a quando al giro 46 succede l’imprevisto. Poco a poco il francese iniziò a girare sempre più lento fino a che dovette ritirarsi per una fuga d’olio dalla sua Lotus che lo costrinse ai box e quindi al ritiro.

Villeneuve improvvisamente si ritrovava a combattere contro se stesso e le sue paure. Infatti, come da lui dichiarato, questi ultimi giri furono una tortura per la paura di rompere l’auto.  “Ascoltavo tutti i rumori della macchina, non mi piacevo perché stavo guidando come una nonna, cambiando a 10.000 (rpm) ed essendo prudente per non combinare guai. Semplicemente ripetevo dentro di me che Ferrari è il meglio, Ferrari è il meglio, non si rompe, mai si romperà”, dichiarò il canadese dopo la gara.

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Effettivamente ebbe ragione e la macchina che tanti problemi li dette durante la stagione fu perfetta e li permise di vincere l’ultima gara dell’anno proprio sul circuito di casa.

 

-Finalmente Jean…

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I tifosi Ferrari e gli appassionati di Formula Uno si ricorderanno sicuramente del pilota francese di “adozione” italiana Jean Alesi. Il transalpino nasce ad Avignone e il suo vero nome è Giovanni Roberto essendo di origine italiana figlio d’immigranti siciliani. Il padre era un umile carrozziere, ciò nonostante il talento dell’ italofrancese fin dalle categorie minori li permise di approdare in Formula Uno nel 1989 con la Tyrrel, andando addirittura a punti nella sua prima gara.

Dal 1991 Jean è stato pilota Ferrari, eterno incompreso imbrigliato in una scuderia che non navigava in buone acque. Era un pilota tutto cuore che metteva l’anima in ogni gara ma per sfortune varie non riusciva ad arrivare alla benemerita vittoria con la tanto amata Scuderia Ferrari. Proprio quando sembrava oramai una utopia finalmente – nel giorno meno aspettato – arrivò la sua prima e unica gioia iridata.

In qualifica Alesi è solo quinto a quasi un secondo dal poleman Michael Schumacher con un distacco di quasi un secondo. La domenica alla partenza nelle prime posizioni fila tutto liscio fino a che David Coulthard con la sua Williams Renault – causa un testacoda – si deve ritirare, lasciando spazio alle due Ferrari di Berger e Alesi che nel frattempo superarono entrambe l’inglese Damon Hill. Poco dopo anche l’austriaco – che era al terzo posto – ebbe dei problemi durante il pit stop e a questo punto “Giovannino” si ritrovò in seconda posizione.

Sembra una vittoria facile per il tedesco della Benetton fino a quando a 12 giri dalla fine ebbe problemi al cambio e dovette rientrare ai box. Dopo il cambio del volante poté ripartire ma nel frattempo Jean era lanciato verso la vittoria.

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Sul podio si ricordano le sue gesta, dirigere quell’orchestra italiana che tante volte avrebbe voluto ascoltare suonare.

 

-La Tempesta Perfetta…Never give Up

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Quella del 2011 è la gara più lunga della storia della Formula Uno… infatti tutto l’evento durò 4 ore e qualche minuto, con una velocità media più bassa di sempre di 74km orari. Altro record riguarda le Safety Car che furono addirittura 6, mentre 89 furono i sorpassi, altro dato da Guinness dei primati.

Il sabato in qualifica ci fu la pole di Sebastian Vettel con 1’13″014 seguito molto da vicino dalle due Ferrari di Alonso e Massa. Il britannico Jenson Button partiva dal settimo posto attardato di ben 8 decimi, e probabilmente non si aspettava che potesse essere una delle migliori gare se non addirittura la più bella di tutta la sua lunga carriera.

La gara parte piano sotto regime di Safety Car visto le condizioni acerrime della pista e dopo 4 giri abbandona il tracciato per lasciare spazio alle monoposto. Subito un testacoda di Webber per un contatto con Hamilton, mentre Button viene superato prima dal suo compagno di squadra e poi anche da Michael Schumacher.

Al giro 8 il primo colpo di scena…Jenson tenta di riprendersi la posizione su Lewis e sfruttando una migliore uscita dall’ultima curva si mette in scia e intenta una manovra azzardata sul rettilineo dove non c’é spazio, eliminando di fatto il suo compagno di squadra dopo il contatto che lo lancia sul muretto. Entra la Safety Car e Button non contento ne combina un’altra… supera i limiti di velocità sotto regime e quando riparte la gara viene penalizzato con un drive-through.

Nel frattempo c’e bagarre in pista con Webber che recupera posizioni, la pista sembrava migliorare cosi che Rosberg e Alonso decidono di entrare ai box per montare le intermedie. Purtroppo però per loro dopo pochi giri la pioggia torna scrosciante, vedendoli cosi costretti a un’altra sosta. Nel frattempo l’australiano della Red Bull dopo dei buoni giro è costretto a cambiare volante “in corsa” per problemi.

Giunti al giro 25 viene esposta la bandiera rossa per l’ingente quantità d’acqua sul tracciato che rese troppo pericoloso il normale svolgimento della competizione. Nei 90 minuti di pausa in pista i commissari effettuano lavori per “dragare” l’acqua ed migliorare la situazione che oramai era degenerata. Appunto dopo un’ora e mezza si riparte un altra volta con la Safety Car, leader della gara Vettel seguito da Kobayashi, Massa, le due Renault, Paul di Resta, Mark Webber e Fernando Alonso.

Dopo 10 giri  via libera e subito Button si ritrova complice di un altro contatto, questa volta eliminando di fatto lo spagnolo della Ferrari. Jenson se la cava con una foratura e rientra “mestamente” ai box e una volta rientrato in pista si ritrova ultimo al giro 38.

Il britannico Di Resta con un contatto con Heidfeld va ai box per sostituire il musetto mentre Michael Schumacher passa Heidfeld conquistando il quarto posto. Nel frattempo il “tarantolato” Button dalle retrovie inizia una seconda gara e giro dopo giro con una serie di gran sorpassi – sfruttando la sua alta sensibilità su pista con condizioni cangianti – si porta addirittura in zona punti.

La pista oramai tende ad asciugarsi rapidamente e Jenson anticipando tutti monta le gomme slick continuando nella sua formidabile rimonta. Intanto Schumacher si porta in seconda posizione superando Kobayashi e Massa che entra successivamente ai box per sostituire il musetto dopo che sbatte sulle barriere per evitare un HRT.

Quando mancano circa 15 giri alla fine Vettel comanda, seguito da Schumacher, Webber ed il redivivo Button, giusto quando un altra volta la Safety Car é chiamata a fare il suo lavoro per un contatto tra Nick Heidfeld e Kamui Kobayashi che sbatte il tedesco violentemente contro il muro.

Dopo pochi giri “liberi tutti” e Jenson scatenato approfitta della lotta tra Webber e Schumacher superandoli entrambi. A questo punto Vettel vede un intrattenibile Jenson negli specchietti, intenzionato a portare a casa il primo premio. All’ultimo giro succede l’inverosimile… il tedesco pressato dal britannico sbaglia e arriva lungo all’entrata di una chicane lasciando strada al pilota McLaren. Le ultime curve sono un tripudio, la folla inneggia il suo nome e Button  – dopo averne combinate di tutti i colori – vince la 42ª edizione del Gran Premio del Canada di Formula Uno.

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Un’ impresa epica come disse nelle interviste sottolineando il fatto che la cosa più importante fu il fatto di “Never Give Up”…. Positive Vibes and KeepPushing!!!

 Your Favourite Canadian Grand Prix – 2011 Button’s Epic Victory

Redattore Alessandro Arcari – @Berrageiz

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