Alla vigilia del Gran Premio di Singapore, Mattia Binotto guarda al finale di stagione con ottimismo, pronto a sfruttare ogni occasione.

“Vincere a Monza sarà senza dubbio una grande iniezione di fiducia per la Ferrari”, dicevano in molti alla vigilia della trasferta Brianzola. F1 Ferrari Binotto

Avevano ragione, poiché più che un’iniezione, il trionfo targato Leclerc, è stato uno tsunami di fiducia e entusiasmo.

Entusiasmo che ha assalito tutti i tifosi ormai al settimo cielo, e fiducia che è ormai diventata comune denominatore di ogni membro della squadra.

Ottimismo che porta gli uomini capeggiati da Mattia Binotto a guardare in modo più che positivo alle ultime gare stagionali.

Fiducia che, deriva in parte dalle emozioni ancora fresche di Monza, ma molto probabilmente anche da dati incoraggianti sulla crescita della SF90.

Binotto

“È importante per noi non perdere altre occasioni come abbiamo perso nella prima parte della stagione -ha dichiarato Mattia Binotto- e il fatto che abbiamo capitalizzato i punti di forza della nostra auto in queste due gare ci rende molto felici”.

Capitalizzare, di fatto, è il mantra Rosso per la volata finale, perché come a inzio anno ci saranno gare sfavorevoli e gare favorevoli.

Proprio in queste ultime, sarà fondamentale cogliere molti punti per bilanciare i “down” in una stagione che è stata, e sarà altalenante.

“Cosa accadrà  nelle prossime gare?  Penso che possa essere come la prima parte della stagione”, ha precisato il numero uno della GeS.

Senza perdere il filo del discorso, il tecnico di Losanna, ha analizzato le occasioni perse fin qui dai suoi uomini:

“Ci saranno gare come è stato in Germania, Canada, Bahrain, dove forse possiamo ancora essere competitivi, e gare in cui i punti deboli della nostra auto non ci daranno la possibilità di vincere.
Ma è difficile indovinare quale”.

Difficile indovinare le “piste Ferrari”, ma non molto difficile fare delle previsioni, valutando le caratteristiche dei tracciati dove si gareggerà a breve.

Il Messico, sulla carta, dovrebbe essere una pista pro Rossa, visto che lì contano molto le velocità massime, e anche Abu-Dhabi non sembra essere molto sfavorevole.

“È importante per noi continuare a sviluppare l’auto, continuare a capirla, cercare di ottenere il miglior equilibrio -ha aggiunto Mattia- e offrire ai nostri piloti le migliori opportunità ogni volta che arrivano”.

Messico e Abu-Dhabi, come detto, dovrebbero essere piste dove se non potrà vincere, quantomeno la SF90 non dovrebbe sfigurare.

Per fare questo però sarà necessario proseguire in maniera forsennata lo sviluppo della macchina 2019, per finire al meglio il campionato e per ottenere dati importanti per il 2020.

“Penso che dovremmo ringraziare non solo il nuovo motore, che ci dà velocità e forza sui rettilinei, ma penso anche a tutto il reparto aerodinamico perché il pacchetto a basso carico aerodinamico che abbiamo portato si è rivelato buono per l’alta velocità”. F1 Ferrari Binotto

Prima di pensare a finire la stagione, Mattia, ha sottolineato ancora una volta il grande lavoro del team per la doppietta  Spa-Monza.

Lavoro di tutto il team, perché con un buon telaio ma senza motore non si fa nulla e viceversa, perché per fare bene tutto il pacchetto deve essere perfetto.

Grande lavoro del team, che non cesserà dopo l’Italia, ma che proseguirà fino ad Abu-Dhabi, per portare la SF90 più in alto possibile.

Partendo da questi presupposti, in Ferrari possono essere fiduciosi verso gare teoricamente sfavorevoli, anche perché sta arrivando un pacchetto aereodinamico finalizzato ad avvicinarsi ai rivali:

“Penso che stiano arrivando alcune gare in cui saremo probabilmente più competitivi di altri, ma nel complesso si tratta solo di fare un buon fine settimana.
Penso che la velocità ci sia, quindi non sono preoccupato, onestamente è solo una questione di mettere insieme le cose, ma abbiamo un sacco di gare e un sacco di tempo.”

Prima di concludere però, Binotto ha svolto anche una riflessione su quella che è la situazione dove si trova Sebastian Vettel: F1 Ferrari Binotto

“Sembra che abbia perso qualcosa e la cosa peggiore che gli è successa è stata la punizione a Montreal”.

Dopo Montréal dunque, qualcosa sembra essersi rotto nel tedesco.
Ma non esiste un qualcosa di preciso a determinare la crisi di Seb, ma una concatenazione di eventi.

La delusione Canadese ha influito, ma a ciò va aggiunta la crescita esponenziale di Leclerc, che ha messo in discussione la leadership di Seb.

Una situazione difficile per Vettel, dalla quale lui stesso dovrà uscire contando sulle sue forze, ma anche su un supporto del team.

Per finire, il team principal Ferrarista, è voluto tornare un’ultima volta sull’episodio del Canada, per esprimere la sua idea sulla posizione del suo pilota:

“La punizione era completamente sbagliata e superflua.  In qualche modo ha danneggiato la fiducia di Sebastian nello sport.
La sua azione non è stata pericolosa.  Tutti gli altri avrebbero reagito come lui.  Lewis è stato intelligente, rendendolo pericoloso”.