Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, il team principal Ferrari, Mattia Binotto, ha svolto un’analisi del 2019 Rosso, gettando anche lo sguardo al 2020.

Dopo mesi di duro lavoro, è tempo ora, per la Ferrari, di vedere i frutti di questo lavoro nelle ultime gare del 2019, alle quali la Rossa si presenta con il chiaro obiettivo di vincere quanto più possibile, per salvare un 2019 iniziato male e finito in crescendo, e per gettare le basi per un 2020 che dovrà essere vincente. Proprio sulla stagione ventura, Mattia Binotto sostiene che la Ferrari 2020 sarà un’evoluzione del progetto 2019.

Prima di parlare del futuro, Binotto ha voluto analizzare il 2019 Rosso, altalenante e non certo povero di emozioni e sorprese. Nel fare ciò, come prima cosa ha elogiato tutti i suoi uomini, che con molto lavoro, hanno ribaltato un progetto nato non sanissimo, rendendolo vincente.

Binotto“Abbiamo fatto molti sforzi per capire i punti deboli della macchina. Lo sviluppo è stato costante: non abbiamo apportato miglioramenti solo Singapore”.

Un lavoro enorme, quello fatto dai tecnici Ferrari sin dallo scorso Marzo, quando dopo dei test invernali davvero ottimi, si è avuto il brusco risveglio dell’Australia, quando si è avuta la consapevolezza che la SF90 era una buona vettura, ma non certo vincente.

Da quel momento a Maranello si è lavorato alacremente per capire i punti deboli della vettura, per portare in pista aggiornamenti mirati. Aggiornamenti arrivati con tre grossi pacchetti, a Baku, Le Castellet e Singapore (non solo a Singapore dunque, come molti sostengono).
Pacchetti che alla fine, hanno permesso alla Rossa di evolversi da una vettura difficile e performante solo con determinate, ad una vettura veloce, molto, su ogni pista.

Va anche detto, però, che la SF90, pur non essendo stata vincente per 2/3 della stagione, è stata comunque una vettura foriera di idee nuove. Idee destinate a fare scuole tra gli altri team, come il concetto out-wash dell’ala anteriore.

“Penso che più persone abbiano copiato la nostra ala anteriore di chiunque altro”, ha puntualizzato Binotto fiero del lavoro dei suoi uomini.

In molti, dopo gli ottimi upgrade portati a Singapore della Ferrari, tra gli addetti ai lavori, hanno avanzato l’ipotesi che molti di questi concetti saranno riproposti sulla vettura 2020. Progetto, sul quale tra le mura del reparto corse, aleggia un velato ottimismo.
Idea, di fatto, non completamente errata, visto che sull’argomento, Binotto sostiene che la Ferrari 2020 sarà un’evoluzione del progetto 2019.

“L’auto del prossimo anno sarà un’evoluzione”, ha sentenziato il tecnico di Losanna durante la sua intervista alla vigilia del Gran Premio del Giappone.

Dopo un breve accenno al 2020, Mattia ha voluto rivolgere il focus ancora una volta sul 2019. Focus, rivolto specialmente su quelli che sono i concetti che hanno precluso a Vettel e Leclerc di fare bene nelle prime gare.
Secondo molti, le scarse performance della vettura, erano da ascrivere ad un concetto di macchina con poco drag e carico, ma più efficiente della concorrenza.

“Non penso che fosse un concetto sbagliato – ha puntualizzato Binotto – Penso che avere un’auto efficiente sia buono.  C’erano altri motivi per cui non abbiamo fatto quello che ci aspettavamo in questa stagione”.

In conclusione, il boss della GeS, ha messo a tacere le voci secondo cui il vantaggio della Ferrari sia davvero grande rispetto ai rivali, e che gran parte dovuto alla Power Unit:

“Il nostro vantaggio non è eccezionale come pensi. C’è una buona velocità, ma viene anche dalla macchina”.

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