È ormai passata quasi una settimana dalla vittoria Ferrari a Monza, e Mattia Binotto torna a parlare della strategia usata, chiave del successo.

Non si parla d’altro, tra gli appassionati di F1, dallo scorso 8 settembre, se non della bellissima vittoria di Charles Leclerc a Monza. Non si sta facendo altro che celebrare, meritatamente sia chiaro, l’ottima gara del giovane 21enne ferrarista e tutto il suo talento che ormai, a furor di popolo, lo ha reso beniamino di tutti i ferraristi, e leader nel team italiano.

Ma forse sta passando in secondo piano il grande lavoro della Scuderia Ferrari che, tra Spa e Monza, ha messo in pista una SF90 velocissima, fondamentale per la doppietta del Monegasco. E allora chi, meglio del team principal Mattia Binotto può analizzare quello che è stato il percorso intrapreso da Maranello per siglare questi due successi.

“Penso che per noi – ha esordito Binotto – sia stata una settimana fantastica, dopo Spa. Dopo un inizio difficile della stagione, vincere due gare di fila è qualcosa di speciale e qui a Monza, in Italia, per i nostri fan, sono molto felice, davvero, molto felice”.

Settimana fantastica, quella per il Cavallino, frutto del lavoro della GeS, per ottimizzare tutto il pacchetto macchina-motore per fare bene a Spa e Monza. Certo, dopo la vittoria belga, a Maranello prima di Monza si è dovuto lavorare molto per evitare l’elevato degrado gomme visto a Spa.

Dunque, gli strateghi diretti da Inaki Rueda, insieme a quelli del virtual garage di Maranello hanno deciso di intraprendere una strategia molto coraggiosa per Monza. Una tattica che prevedeva un primo stint con gomme soft, mentre un secondo stint con gomme hard, a differenza delle medie montate da Mercedes.

“Sapevamo che l’usura sarebbe stata critica – ha puntualizzato il tecnico di Losanna – le gomme morbide posteriori erano quasi alla fine al primo stint e credevamo che il modo migliore per proteggere fosse quello di montare le dure”.

Gomme dure che, di fatto, garantiscono molta percorrenza, ma minor grip nella prima parte di vita rispetto alle medie. Charles, è stato chiamato ad una prima parte del secondo stint di sofferenza, per poi respirare nel finale quando le gomme medie sarebbero degradate maggiormente.

Ma, quando Lewis Hamilton avrebbe dovuto attaccare Charles, ogni suo tentativo è stato vano grazie alla velocità di punta della Ferrari, che neutralizzava l’effetto DRS.

“Sapevamo di poter almeno provare a difendere la posizione sui rettilinei.  Ma alla fine dovevamo avere il giusto ritmo, quindi penso che sia stata una decisione coraggiosa ma giusta”.

Questa, la chiosa sulla strategia del numero uno rosso, il quale dopo vari errori, ha visto i suoi strateghi autori di una tattica impeccabile. Difficoltà, che alla fine il muretto Rosso ha brillantemente superato, e che dopo una dura prima parte di anno regalano una grandissima soddisfazione e molto morale a tutto il team Ferrari, che dopo mesi di duro lavoro rialza la testa e rompe anche il digiuno che durava da nove anni a Monza:

“Da troppo tempo non vincevamo qui, ma sappiamo anche che è stato molto difficile. È stato di nuovo molto difficile, probabilmente iniziare in pole e rimanere in testa è stato il fattore chiave. Quindi sono molto felice, molto molto felice…ma sono abbastanza stanco”.

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